IN BREVE
- Arnaldo Caprai è morto a 92 anni, lasciando un’importante eredità nell’imprenditoria umbra e italiana, soprattutto nel settore vitivinicolo.
- Ha trasformato il Sagrantino di Montefalco in una denominazione di prestigio internazionale, collaborando con il figlio Marco per sviluppare ulteriormente l’azienda.
- La sua carriera è iniziata nel settore tessile, ma ha cambiato rotta negli anni ’70, investendo in viticoltura e fondando la Tenuta Val di Maggio.
- La sua visione ha unito imprenditoria e ricerca scientifica, portando il Sagrantino a consolidare la propria presenza sui mercati internazionali.
- Marco Caprai continuerà l’eredità del padre, guidando la cantina verso pratiche sostenibili e punterà su ricerca e qualità.
È morto all’età di 92 anni Arnaldo Caprai, protagonista dell’imprenditoria umbra e italiana e figura centrale nella valorizzazione del Sagrantino di Montefalco. Con la cantina che porta il suo nome, Caprai ha trasformato un vitigno a diffusione locale in una denominazione riconosciuta a livello internazionale. Arnaldo Caprai lascia la moglie Fiorella e i figli Marco, Luca e Arianna.
La notizia della scomparsa è stata diffusa anche da Confagricoltura, che lo ha ricordato come «un autentico ambasciatore dell’Umbria nel mondo». Sottolineando il ruolo decisivo avuto nello sviluppo della viticoltura di Montefalco e nel posizionamento del Sagrantino tra le eccellenze enologiche globali.
ARNALDO CAPRAI, DAL TESSILE ALLA VITICOLTURA IN UMBRIA
La carriera imprenditoriale di Arnaldo Caprai prende avvio nel settore tessile. A Foligno costruisce un’attività di successo, affiancando al lavoro una passione per il collezionismo di merletti antichi. Negli anni Settanta matura la scelta di investire in agricoltura e nella sua regione, acquistando a Montefalco la Tenuta Val di Maggio, una proprietà di 42 ettari, di cui quattro già vitati.
Da quella decisione prende forma un progetto destinato a incidere profondamente sulla storia del Sagrantino. Nel corso degli anni Caprai amplia progressivamente la superficie vitata, acquisendo i migliori terreni adiacenti e avviando un percorso di ricerca e sperimentazione che porterà la denominazione a livelli qualitativi fino ad allora inesplorati. Nel 2002 gli viene conferito il titolo di Cavaliere del Lavoro per Meriti in Agricoltura.
IL SAGRANTINO COME PROGETTO INDUSTRIALE
Il nome di Arnaldo Caprai resta legato alla costruzione di un modello produttivo che ha unito visione imprenditoriale, ricerca scientifica e valorizzazione territoriale. Un lavoro portato avanti negli anni insieme al figlio Marco Caprai, oggi alla guida dell’azienda, attraverso collaborazioni con professionisti del settore e istituti universitari impegnati nella ricerca agronomica ed enologica.
Grazie a questo approccio, il Sagrantino di Montefalco ha consolidato la propria identità e la propria presenza sui mercati internazionali, diventando uno dei simboli del vino umbro nel mondo.
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IL CORDOGLIO DELLE ISTITUZIONI
Alla notizia della scomparsa si è unito anche il mondo istituzionale. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso «il più sentito cordoglio» alla famiglia. Definendo Caprai una figura centrale dell’imprenditoria regionale e «un uomo dotato di una visione fuori dal comune, capace di coniugare tradizione e innovazione sia nel mondo manifatturiero sia in quello del vino». L’intera Giunta regionale ha rivolto le condoglianze ai familiari.
LA FAMIGLIA CAPRAI E L’EREDITÀ
Il suo percorso resta un riferimento per il mondo del vino italiano, non solo per i risultati ottenuti, ma per il metodo con cui ha saputo legare impresa, territorio e identità viticola. A portare avanti l’eredità di Arnaldo Caprai sarà Marco Caprai, che ha preso in mano la cantina fondata dal padre già dal 1988. A lui si deve l’avvio di un progetto strutturato di valorizzazione del Sagrantino, puntando su ricerca, innovazione e qualità.
Un percorso che ha portato la cantina Arnaldo Caprai a imporsi rapidamente come una delle realtà di riferimento a livello internazionale. Oggi l’azienda si estende su circa 174 ettari, di cui 160 vitati nelle denominazioni Sagrantino di Montefalco Docg, Montefalco Doc e Colli Martani Doc, con una produzione di circa un milione di bottiglie l’anno.
L’attività è orientata a un modello di viticoltura moderna e sostenibile, aderente al protocollo New Green Revolution. Con una presenza commerciale per il 70% sul mercato italiano e per il 30% all’estero.






