Georgia, nuova legge vite e vino. E i produttori riducono le macerazioni Vladimer Kublashvili enologo winemaker Winery Khareba vini qvevri

Georgia, nuova legge vite e vino. E i produttori riducono le macerazioni

IN BREVE
  • Il Parlamento della Georgia ha approvato modifiche alla legge su ‘Sulla vite e sul vino’ per supportare lo sviluppo della viticoltura commerciale.
  • Le nuove norme semplificano la definizione di etichetta e packaging, introducono il consenso per la piantagione di vigneti e obbligano alla registrazione di processi produttivi.
  • La riforma mira a migliorare la qualità dei vini georgiani e a rafforzare la loro competitività sui mercati internazionali.
  • Le modifiche alla legge formeranno un framework più chiaro per la regolazione della viticoltura e della produzione di vino in Georgia.
  • Cambia anche lo stile dei vini georgiani. I produttori stanno sperimentando macerazioni meno prolungate per attrarre nuovi gusti e ampliare il mercato.

Il Parlamento della Georgia ha discusso e approvato in commissione agraria una serie di modifiche alla legge nazionale “Sulla vite e sul vino”. L’obiettivo dichiarato è sostenere lo sviluppo della viticoltura e dell’enologia commerciali e allineare la normativa alle esigenze dei mercati moderni. Una stretta su vigneti commerciali, destinati alla produzione di vino georgiano per il mercato interno e per l’export, che va di pari passo con la recente presa di coscienza dei produttori in merito alle lunghe macerazioni sulle bucce.

La pratica, che contraddistingue i cosiddetti “vini orange / vini macerati” ottenuti da varietà di uva a bacca bianca vinificate con le bucce nelleanfore georgiane qvevri – di recente riconosciuti dall’Oiv come categoria a sé stante – sta attraversando un periodo di forti interrogativi. A confermarlo a Winemag è l’enologo georgiano Vladimer Kublashvili, del colosso Winery Khareba. Ma andiamo con ordine.

CAMBIA LA LEGGE SULLA VITE E SUL VINO DELLA GEORGIA

Le modifiche alle legge sulla vite e sul vino della Georgia riguardano alcuni aspetti strutturali del settore vinicolo georgiano. Questioni date ormai per scontato in Paesi con una legislazione vitivinicola più evoluta, sin ora lasciati alla mercé delle scelte dei singoli produttori.

  • Definizione di etichetta e packaging: il testo riformula in modo più chiaro i concetti di «etichette» e «imballaggio per il consumatore», con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza e la conformità delle informazioni riportate sui prodotti.
  • Introduzione del concetto di «consenso per la piantagione di vigneti»: viene aggiunto un nuovo termine giuridico che definisce il documento di approvazione rilasciato dall’Agenzia Nazionale del Vino (National Wine Agency) ai soggetti che intendono impiantare vigneti su base commerciale.
  • Obblighi di registrazione e notifica: tutte le aziende vinicole saranno tenute a registrare i processi tecnologici legati alla produzione e conservazione di bevande alcoliche e a presentare notifiche obbligatorie all’Agenzia Nazionale del Vino. La disposizione si applicherà anche ai produttori con vendite annue inferiori a 1.500 litri.
  • Regolamentazione dei vigneti commerciali: il ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura deve definire, entro il 1° maggio 2026, le regole per l’istituzione di vigneti destinati alla produzione commerciale.
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IL DIBATTITO PARLAMENTARE: SGUARDO ALL’EXPORT DEI VINI GEORGIANI

In plenaria, il Parlamento ha sostenuto gli emendamenti con 78 voti favorevoli e 8 contrari. Durante la presentazione, il vice ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura Zurab Ezugbaia ha spiegato che «la riforma mira ad aumentare la qualità dei prodotti vinicoli». Non solo. Si intende anche «rafforzare i vantaggi competitivi della Georgia sui mercati internazionali».

«L’allineamento normativo alle esigenze contemporanee – secondo Gela Samkharauli, presidente della Commissione agraria – è un passo necessario per sostenere la tradizione millenaria della Georgia nel settore vitivinicolo e per espandere la presenza delle sue produzioni sui mercati globali. «Il mondo sa che in Georgia si coltivano viti e si produce vino da oltre 8 mila anni. È nostra responsabilità assicurare che il vino georgiano sia percepito come prodotto di alta qualità sul mercato internazionale», ha dichiarato.

PERCHÉ QUESTE NOVITÀ SONO IMPORTANTI

Il settore vitivinicolo georgiano ha vissuto una significativa espansione negli ultimi anni, con un aumento di nuovi impianti viticoli e della produzione. Tuttavia, l’assenza di regole univoche su varietà coltivate, uso di materiale di piantagione certificato e registrazione dei processi ha generato problemi in alcune zone. Influenzando sia la produzione che la commercializzazione dei vini.

Le nuove norme intendono correggere queste incoerenze. Assicurare standard qualitativi più alti. E favorire una crescita sostenibile del comparto. Dopo il via libera in commissione, il testo proseguirà il suo iter parlamentare per l’approvazione finale. Una volta adottata, la legge aggiornata modellerà la regolazione della viticoltura e della produzione di vino in Georgia, con implicazioni per produttori commerciali, mercati di esportazione e controlli di qualità.

Vladimer Kublashvili enologo winemaker Winery Khareba sul nuovo approccio dei vini macerati in qvevri in Georgia
GEORGIA: CAMBIA L’APPROCCIO AI VINI MACERATI IN QVEVRI

È di ieri la pubblicazione su Winemag dell’intervista a Julien Lavenu, partner consultant di Derenoncourt Vignerons Consultants, sul nuovo approccio dei produttori di Bordeaux. Uva da proteggere, in vigna, dal contatto diretto col sole. E, in cantina, macerazioni e affinamenti meno prolungati, nonché utilizzo di contenitori alternativi al legno. Accade lo stesso in Georgia, sui vini bianchi macerati.

«In Kakheti – spiega a Winemag l’enologo di Winery Khareba,Vladimer Kublashvili – stiamo assistendo a un’evoluzione interessante. Alcuni produttori stanno riducendo la macerazione sulle bucce al 50-60%. E qualcuno sta sperimentando anche percentuali inferiori al 50%. L’obiettivo è ottenere vini più leggeri, con tempi di macerazione più brevi, generalmente tra uno e due mesi».

Vladimer Kublashvili: «IN GEORGIA MOLTI PRODUTTORI FUORI DAGLI SCHEMI»

«C’è una crescente voglia di pensare fuori dagli schemi. I produttori – continua il winemaker georgiano – cercano stili diversi per intercettare gusti differenti e ampliare il pubblico di riferimento. È un modo per diversificare l’offerta e rendere il vino georgiano più accessibile a mercati diversi».

La situazione è diversa in Imereti, regione molto più di nicchia rispetto al famoso Kakheti, da cui provengono la maggior parte dei vini georgiani esportati nel mondo. «In Imereti – conferma Kublashvili – la tradizione prevede di per sé una macerazione che non supera quasi mai il 30%. Ed è questa pratica che ha storicamente definito il carattere dei vini della regione». Eppure, prima della crisi dei consumi, anche i produttori dell’Imereti avevano iniziato a sperimentare macerazioni più lunghe.

«Alcuni – evidenzia l’esponente di Winery Khareba – superano il 50%, cercando vini più strutturati e complessi, più simili a quelli ben più famosi, dell’altra regione vinicola georgiana Kakheti. Più in generale, c’è un atteggiamento più aperto rispetto al passato. I produttori vogliono esplorare nuovi stili senza rinnegare la tradizione, ma ampliandola. È una scelta che nasce dal desiderio di parlare a un pubblico più ampio e diversificato». Sogni che, presto, avranno regole ben più precise, dettate dalla nuova legge sulla vite e sul vino della Georgia.

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