IN BREVE
- Il Kolorko, vitigno raro turco, ha lo stesso profilo genetico del Furmint ungherese, come annunciato da José Vouillamoz a Wine Paris 2026.
- Le analisi genetiche suggeriscono che Kolorko e Furmint possano essere la stessa varietà con nomi diversi, aprendo a nuove prospettive storiche.
- Paşaeli Wines, fondato da Seyit Karagözoğlu, si impegna nel recupero e valorizzazione di varietà autoctone turche.
- La scoperta della relazione tra Kolorko e Furmint potrà avere implicazioni storiche e commerciali, collegando un vitigno locale a uno di fama internazionale.
- Le ricerche genetiche offrono una base oggettiva per future indagini storiche e ampelografiche sulla viticoltura euroasiatica.
Il raro vitigno turco Kolorko ha lo stesso profilo genetico del Furmint ungherese. La scoperta è stata annunciata a Wine Paris 2026 da José Vouillamoz, tra i più noti genetisti della vite a livello internazionale, insieme a Seyit Karagözoğlu, fondatore di Paşaeli Wines, cantina attiva nella Turchia occidentale. L’analisi del Dna ha evidenziato una corrispondenza genetica tra Kolorko e Furmint, varietà simbolo dell’Ungheria e base dei grandi vini botritizzati Tokaji. Un risultato che apre nuovi scenari sulla diffusione storica dei vitigni nell’area compresa tra Anatolia e Bacino carpatico.
FURMINT E KOLORKO: LA SCOPERTA ANNUNCIATA A WINE PARIS
L’annuncio è arrivato durante Wine Paris, manifestazione internazionale che riunisce produttori, ricercatori e operatori del settore. José Vouillamoz, noto per i suoi studi sul Dna della vite e coautore di ricerche fondamentali sulla parentela tra varietà europee, ha illustrato i risultati delle analisi genetiche condotte sul Kolorko.
Al suo fianco Seyit Karagözoğlu, imprenditore e fondatore di Paşaeli Wines, azienda con sede nella Turchia occidentale, vicino alla città di İzmir. L’azienda è impegnata da anni nel recupero e nella valorizzazione di varietà autoctone turche poco conosciute o considerate minori.
Secondo quanto comunicato, il profilo genetico del Kolorko risulta identico a quello del Furmint. Non si tratterebbe quindi di una semplice parentela o di un incrocio, ma della stessa varietà sotto un nome diverso.
KOLORKO E FURMINT: UN’IDENTITÀ GENETICA COMUNE
Il Furmint è uno dei vitigni più importanti dell’Europa centro-orientale. È la base storica dei vini Tokaji in Ungheria ed è coltivato anche in Slovacchia, Austria e Slovenia. Si distingue per acidità elevata, struttura e capacità di esprimere con precisione il territorio, sia in versione secca – sempre più popolare – sia in quella dolce botritizzata.
Il Kolorko è invece un vitigno raro coltivato in Turchia, la cui presenza era finora limitata a piccole superfici. La coincidenza genetica con il Furmint suggerisce che la varietà possa aver viaggiato nei secoli lungo rotte commerciali e culturali che collegavano Anatolia, Balcani e Europa centrale.
Le ricerche genetiche applicate alla viticoltura hanno già dimostrato come molte varietà considerate autoctone di un determinato Paese abbiano in realtà origini condivise o parentele strette con vitigni di altre aree. Il caso Kolorko-Furmint si inserisce in questo filone di studi, rafforzando l’idea di una viticoltura storicamente interconnessa.
IL RUOLO DI PAŞAELI WINES E LA VALORIZZAZIONE DEI VITIGNI TURCHI
Paşaeli Wines è stata fondata da Seyit Karagözoğlu con l’obiettivo di esplorare e valorizzare il patrimonio ampelografico turco. Non a caso, la Turchia è uno dei territori con la più ampia biodiversità viticola al mondo, ma una parte significativa delle sue varietà resta poco studiata o confinata a produzioni locali.
Il lavoro sul Kolorko si inserisce in un percorso di recupero e studio di vitigni rari. L’analisi genetica affidata a José Vouillamoz ha permesso di chiarire l’identità della varietà, fornendo una base scientifica solida per eventuali sviluppi produttivi e comunicativi.
Per il settore turco, la scoperta rappresenta un elemento di rilievo. Collegare un vitigno locale a una varietà di fama internazionale come il Furmint può avere implicazioni sia sul piano storico sia su quello commerciale. Pur richiedendo ulteriori approfondimenti agronomici ed enologici.
IMPLICAZIONI STORICHE E PROSPETTIVE PER IL FURMINT TRA ANATOLIA E BACINO CARPATICO
L’identità genetica tra Kolorko e Furmint riapre il dibattito sulle origini e sulla diffusione delle varietà nell’area euroasiatica. L’Anatolia è considerata uno dei centri storici della domesticazione della vite. Da qui, nel corso dei millenni, la coltivazione si è diffusa verso ovest e nord.
La presenza dello stesso vitigno con nomi diversi in Turchia e in Ungheria potrebbe essere il risultato di migrazioni, scambi commerciali o influenze politiche che hanno caratterizzato la storia della regione. Le analisi del Dna non forniscono da sole una cronologia precisa, ma offrono una base oggettiva per ulteriori ricerche storiche e ampelografiche.
Dal punto di vista produttivo, resta da comprendere come il Kolorko venga vinificato in Turchia rispetto agli stili tradizionali del Furmint ungherese. Differenze di clima, suoli e tecniche enologiche possono generare espressioni sensoriali anche molto diverse a partire dalla stessa base genetica.
I LEGAMI STORICI TRA TURCHIA E UNGHERIA
I rapporti tra Turchia e Ungheria affondano le radici nel Medioevo e nell’età moderna, con una lunga fase di presenza ottomana nel territorio ungherese tra XVI e XVII secolo. In quel periodo, scambi commerciali, movimenti di popolazioni e contatti culturali hanno interessato ampie aree dell’Europa centro-orientale.
Anche dopo la fine del dominio ottomano, i legami tra le due aree non si sono interrotti. Rotte mercantili, relazioni diplomatiche e interazioni culturali hanno continuato a connettere Anatolia e Bacino carpatico. In questo contesto storico, la circolazione di materiale vegetale, incluse le varietà di vite, non può essere esclusa.
La scoperta dell’identità genetica tra Kolorko e Furmint va quindi intensa in un quadro più ampio, in cui la storia politica e quella agricola si intrecciano. La genetica conferma oggi connessioni che potrebbero avere radici profonde nei secoli.






