Morando, Montalbera «Dazi Usa al 15% colpiscono i vini popolari»

Morando, Montalbera: «Dazi Usa al 15% colpiscono i vini popolari, non luxury»

«A rischio un segmento chiave del vino italiano», secondo il produttore piemontese. Timori anche per un possibile cambio dei gusti dei consumatori, che potrebbero virare su Cile e Argentina, nonché per le conseguenze delle tariffs di Trump sull’intera filiera. Tra le soluzioni, la diversificazione dei mercati: «Ma in America cercheremo di fare sempre del nostro meglio».

«La percentuale dei dazi al 15% va a colpire il segmento dei vini popolari, per intenderci quello il cui prezzo franco cantina varia tra i 3 e 6 euro e che al dettaglio si trasforma, dopo trasporto, dazi, ricarichi alla distribuzione in una fascia di prezzo che non supera i 13 dollari la bottiglia». A dirlo è Franco Morando, direttore generale di Montalbera, tenuta vinicola attiva fra Monferrato e Langa.

Secondo Morando, sono meno esposti al rischio i vini della fascia luxury. «Sicuramente perderemo una fascia di consumo, quella più importante, perché l’effetto moltiplicatore porterà questi vini fuori dal segmento. Speriamo di avere ancora uno spazio di trattativa. Il ritorno a zero è quasi impossibile, ma forse possiamo scendere al 10%. È presto per dirlo».

CAMBIO DEI GUSTI DEI CONSUMATORI E CONCORRENZA SUDAMERICANA

Oltre ai dazi, preoccupa un possibile cambio nei gusti dei consumatori statunitensi. «L’aspetto che mi preoccupa, forse più dei dazi, è il cambio dei gusti del consumatore verso altri vini, magari argentini o cileni, perché poi diventa difficile ritornare indietro». Il riferimento è al rischio di una sostituzione strutturale dei vini italiani con prodotti di altri Paesi, più competitivi sul piano dei prezzi in assenza di dazi penalizzanti.

«NO ALLE GUERRE COMMERCIALI, SERVE DIALOGO»

Morando esprime anche un giudizio più ampio sulla politica commerciale internazionale: «Penso che non bisogni iniziare guerre commerciali perché alla fine ne soffriranno tutti lungo la filiera, che come termine avrà il consumatore finale aggredito da un grado inflazionistico importante».

La via suggerita dal direttore generale di Montalbera passa per il dialogo e la valorizzazione del made in Italy: «Parlare, chiarirsi, sono le parole chiave, valorizzare il made in Italy, esaltare le nostre produzioni uniche e peculiari, queste sono le migliori armi che possiamo sfoggiare dinnanzi a politiche commerciali di tale severità».

VERSO I MERCATI EMERGENTI, SENZA DIMENTICARE GLI USA

Di fronte all’incertezza del mercato americano, Morando indica una possibile strategia alternativa: «L’alternativa comunque rimane in qualsiasi caso, a mio sommesso avviso, la diversificazione del portfolio di vendita verso mercati emergenti e di maggior ricezione come l’oriente in generale».

Ma l’interesse verso gli Stati Uniti non viene meno: «L’America – conclude il produttore piemontese – rimarrà sempre il sogno di tutti e rimarrà sempre un Paese in cui cercheremo di fare del nostro meglio, ma purtroppo in questo momento è un mondo che sta andando al contrario e noi dobbiamo seguirlo».

Morando, Montalbera: «Dazi Usa al 15% colpiscono i vini popolari». https://www.montalbera.it/.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI WINEMAG!