Le wine influencer Dovrebbero limitarsi ad allietare gli astanti con la mercanzia

“Le wine influencer? Dovrebbero limitarsi ad allietare gli astanti con la mercanzia”

Nell’Italia dei lupi travestiti da agnelli, passeranno in sordina le dichiarazioni sessiste di un produttore di Erbaluce di Caluso, Camillo Favaro, che si è scagliato in maniera veemente contro le cosiddette “wine influencer“?

“Non sapendone di vino e, molto spesso, non conoscendo la lingua italiana scritta, dovrebbero limitarsi ad allietare gli astanti, esclusivamente con la mercanzia di cui dispongono e di cui, evidentemente, vanno particolarmente orgogliose”.

Così il produttore piemontese, socio Fivi, in un commento affidato al social Facebook, che ci è stato segnalato da una lettrice. Timida ma decisa la reazione di una sola utente, una produttrice veneta con la quale Favaro si scusa, senza però cancellare la sparata, o riuscire a rimediare con parole davvero sentite.

Del resto, quel commento, aveva già raccolto 12 reazioni positive: sarà mica che “like” e “cuoricini” piacciono anche a certi produttori (vanitosi) di vino, e non solo alle “wine influencer”? Cin, cin.

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