Barolo Docg Cannubi 2015, Borgogno

PUNTEGGIO: 96/100 WINEMAG.IT. QUALITÀ PREZZO: 5/5

Se è vero che «l’attesa del piacere è essa stessa il piacere», aprire una bottiglia di Barolo Cannubi 2015 Borgogno nel 2021 dovrebbe essere ascritto tra i reati contro la libidine. Ma non tutti hanno velleità alla Gotthold Ephraim Lessing. E allora eccoci qui a raccontare un vino d’eccezione, che si aggiudica un punteggio di 96/100.

LA DEGUSTAZIONE
Il sipario del Barolo Docg Cannubi 2015 di Borgogno si apre piano, lentamente (riecco l’attesa, facciamocela bastare). Il primo attore, sua maestà il Nebbiolo, è in leggera penombra. Se ne scorge distintamente l’abito usuale, quella divisa d’un rosso rubino luminoso, tendente al granato. Inconfondibile.

L’ossigenazione accende il microfono e l’accento di Cannubi inizia a risuonare in sala. È un mazzo di violette e rose, tra i frutti rossi e le spezie dolci. Si distinguono ciliegie mature, grondanti di succo, così come ribes e lamponi, oltre a note vaniglia bourbon e fondo di caffè.

Solo in un secondo momento, un bell’accento mediterraneo, d’erbe aromatiche, su ricordi di liquirizia e noce moscata. Un quadro elegantissimo, in cui ogni componente gioca il suo ruolo senza prevaricare sulle altre.

Lo stesso si può dire del palato, che ripresenta il linguaggio elegante del Barolo e le sfumature che rendono Cannubi una collina unica al mondo. Riecco in particolare la ciliegia, in un ingresso tanto pieno, largo e voluttuoso, quanto teso e verticale, nel gioco tra il frutto, la freschezza e un tannino in cravatta che fa il paio con una carezzevole salinità.

L’affinamento in legno rende ancora più complesso il sorso, donando lunghezza e ricchezza a un finale balsamico e fresco, asciutto e assolutamente appagante. L’attesa, in definitiva, farà bene a questo Barolo e a chi saprà resistere alla tentazione di stapparlo.

Ma il Cannubi 2015 di Borgogno è certamente uno di quei Barolo in grado di regalare grandi emozioni sin dai primi anni di una lunga vita. Perfetto l’abbinamento con piatti strutturati a base di carne, a partire da una pappardella condita con ragù di cinghiale, passando poi secondi come un brasato, il gulasch o il manzo alla griglia o alla brace.

LA VINIFICAZIONE
Il Barolo Cannubi 2015 di Borgogno nasce, come indica l’etichetta, dalla “Menzione geografica aggiuntiva” (Mga) di Cannubi. Esposizione a sud e altitudine compresa fra i 290 a i 320 metri sul livello del mare, per appena 1,30 ettari di vigneto ad Archetto (Guyot modificato).

La densità di impianto è pari a 4 mila ceppi per ettaro, con le radici del Nebbiolo che affondano in terreni composti da marne calcareo argillose, leggermente sabbiose. La vendemmia, nel 2015, è iniziata nella prima decade di ottobre.

Un inverno caratterizzato da abbondanti nevicate e una primavera con temperature miti sin dal mese di febbraio, ha consentito un anticipo del ciclo vegetativo che si è poi mantenuto nel proseguo dell’annata.

La stagione, come riferisce Borgogno, è proseguita con un susseguirsi di precipitazioni tra la fine del mese di maggio e la prima decade di giugno, con temperature che si sono poi stabilizzate su valori massimi sopra la media.

Il caldo non ha però causato nessun fenomeno di stress ai vigneti, grazie alle abbondanti riserve idriche accumulate nei primi mesi (nevosi) dell’anno. Il quadro, in definitiva, di «una grande annata, da ricordare, come poche altre nella storia».

Dopo la vendemmia nella vigna Cannubi, le uve hanno subito una fermentazione spontanea di 20 giorni in vasche in cemento, a temperature comprese tra i 22° e i 28°. A seguire, una lunga macerazione a cappello sommerso, che si è protratta per oltre 40 giorni.

In questa fase è avvenuta la fermentazione malolattica. Con l’innalzarsi delle temperature, nella primavera del 2016, il vino è stato travasato in grandi botti di rovere di Slavonia, in cui è rimasto ad affinare per 4 anni. Hanno completato la vinificazione 6 mesi in cemento, prima dell’imbottigliamento.

® Riproduzione riservata

sostieni winemag.it

Siamo una testata indipendente gratuita, ma il nostro lavoro ha un costo che la pubblicità fatica a ripagare.
Se credi nell'informazione libera e in un nuovo modo di raccontare il vino italiano, sostienici con un euro al mese.

Dello stesso autore

Altri articoli dalla stessa categoria