Trentodoc, al via il corso di alta formazione di UniTrento e Fondazione Mach

Trentodoc, al via il corso di alta formazione di UniTrento e Fondazione Mach

IN BREVE
  • Il corso «Tradizione e innovazione nella produzione dei vini spumanti metodo classico» si è inaugurato a Palazzo Roccabruna con 37 partecipanti, superando le aspettative.
  • L’iniziativa mira a rafforzare competenze in viticoltura, enologia e marketing per il settore degli spumanti metodo classico, come il Trentodoc.
  • Presenti autorità locali, membri dell’Università di Trento e della Fondazione Edmund Mach, che hanno sottolineato l’importanza della formazione nel settore vitivinicolo.
  • Il corso comprende tre moduli, totalizzando 140 ore, e si rivolge a professionisti e tecnici del settore spumantistico, con focus sulla valorizzazione delle produzioni di montagna.
  • La formazione è strategica per migliorare competitività e garantire il ricambio generazionale nel settore degli spumanti.

Palazzo Roccabruna ha ospitato la prima lezione del corso di perfezionamento «Tradizione e innovazione nella produzione dei vini spumanti metodo classico», promosso dal Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (C3A) dell’Università di Trento, in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach.

La prima edizione registra numeri superiori alle aspettative: sono state 47 le domande di iscrizione pervenute, mentre 37 sono i partecipanti che hanno iniziato il percorso formativo. Un risultato che conferma l’interesse del comparto per la specializzazione tecnica e professionale nel settore degli spumanti metodo classico.

L’iniziativa punta a rafforzare le competenze in viticoltura, enologia e marketing, con particolare attenzione alla gestione dei vini base, alla produzione di spumanti e alla valorizzazione delle bollicine di qualità.

UN PROGETTO TRA UNIVERSITÀ E FONDAZIONE MACH

Ad aprire la giornata sono stati i saluti istituzionali dei rappresentanti della Provincia autonoma di Trento, dell’Università di Trento, della Fondazione Edmund Mach e delle principali organizzazioni del settore vitivinicolo provinciale. Presenti, tra gli altri, la Camera di Commercio di Trento, il Consorzio Vini del Trentino, l’Istituto Trentodoc, i Vignaioli indipendenti, la Confraternita della Vite e del Vino e Assoenologi. A dare il benvenuto nella sede di Palazzo Roccabruna è stato il presidente della Camera di Commercio, Andrea De Zordo.

Il rettore dell’Università di Trento, Flavio Deflorian, ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni accademiche e territorio. «Questo corso rappresenta una risposta concreta e di altissimo livello formativo alle esigenze di un settore simbolo del nostro territorio» ha dichiarato.

Deflorian ha inoltre ricordato il contributo del professor Massimo Bertamini, docente del C3A scomparso di recente. «La grande partecipazione e l’alto numero di domande confermano il valore di questo nuovo percorso formativo che oggi prende il via all’Università di Trento. È una soddisfazione che si unisce a un ricordo speciale per il professor Massimo Bertamini, che ha lavorato con passione e dedizione a questo progetto fino all’ultimo: dedicargli questo corso significa valorizzare la sua eredità e il suo impegno costante nel fare da ponte tra il nostro Ateneo e il territorio».

IL LEGAME STORICO TRA FEM E SPUMANTISTICA

Il presidente della Fondazione Edmund Mach, Francesco Spagnolli, ha ripercorso il rapporto storico tra l’istituzione di San Michele all’Adige e la produzione spumantistica. «San Michele è sempre stato vicino alla spumantistica trentina. Nelle sue lezioni di enologia il fondatore Edmund Mach dedicava un corposo capitolo all’argomento».

Spagnolli ha ricordato il convegno internazionale sugli spumanti champenois del 2003, patrocinato dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino, e il successivo Master realizzato in collaborazione con l’Università di Milano.

L’assessora provinciale all’Agricoltura e alla promozione dei prodotti trentini, Giulia Zanotelli, ha evidenziato il ruolo della formazione per la competitività delle aziende e il ricambio generazionale. «La spumantistica e il Trentodoc sono centrali per la nostra economia: la formazione si conferma una leva strategica per dare qualità al lavoro in cantina, accompagnare lo sviluppo dell’enoturismo e mettere a disposizione delle aziende tecnici preparati. La grande adesione registrata oggi dimostra la forza del settore e la voglia dei giovani di investire sul futuro dell’agricoltura e sul ricambio generazionale».

LA PRIMA LEZIONE DEDICATA ALLA STORIA DEL TRENTODOC

Dopo gli interventi istituzionali, Francesco Spagnolli ha tenuto la lezione inaugurale, dedicata alla storia del TrentoDoc. Il programma ha affrontato le caratteristiche fisiche dell’anidride carbonica e la sua solubilità in acqua e alcol etilico. La lezione ha poi ripercorso l’evoluzione dei vini spumanti, dal Blanquette de Limoux allo Champagne, fino agli spumanti classici italiani.

La parte conclusiva è stata dedicata alla disciplina europea e alla storia della denominazione Trento e del relativo Consorzio volontario. La giornata ha previsto anche un momento commemorativo dedicato a Massimo Bertamini. Il docente Michele Faralli ne ha ricordato il percorso scientifico e umano, sottolineando il ruolo svolto nel rafforzare i rapporti tra l’Università di Trento e la Fondazione Edmund Mach.

La commemorazione, introdotta dal professor Gianfranco Anfora, si è conclusa con la consegna di un attestato alla famiglia del docente da parte del rettore Flavio Deflorian e del presidente Francesco Spagnolli.

IL PROGRAMMA: 140 ORE TRA VITICOLTURA, ENOLOGIA E MARKETING

Il corso «Tradizione e innovazione nella produzione dei vini spumanti metodo classico» si rivolge a professionisti e tecnici del settore spumantistico, con particolare attenzione alla valorizzazione delle produzioni di montagna e del territorio, tra cui il Trentodoc.

È destinato a candidati in possesso di un diploma o di una laurea in Viticoltura ed Enologia. L’obiettivo è sviluppare competenze avanzate per migliorare la competitività delle aziende e affrontare le diverse fasi della filiera produttiva e commerciale. Il percorso prevede 140 ore complessive, suddivise in tre moduli:

  • Viticoltura per vini spumanti: 40 ore.
  • Enologia e chimica: 70 ore.
  • Mercati e marketing: 30 ore.

Gli approfondimenti riguarderanno gli aspetti tecnologici, biochimici e biotecnologici della produzione, oltre alle dinamiche dei mercati internazionali, alle tecniche di marketing e alla comunicazione.

Una parte del programma sarà dedicata al marketing territoriale e alla valorizzazione commerciale delle produzioni di montagna. Le lezioni saranno coordinate dal professor Michele Faralli per UniTrento/C3A e dal ricercatore Tomas Roman per la Fondazione Edmund Mach, con la supervisione dei professori Nicola Anfora e Stefano Cerroni.

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