IN BREVE
- La Svizzera continuerà a importare vino senza obbligo di acquistare vino svizzero, decisione contestata dall’Interprofessione della Vite e del Vino del Vallese.
- Il governo ha respinto una proposta che assegnava l’80% delle quote d’importazione a chi compra uve svizzere, proponendo invece di estirpare vigne e vendere quote all’asta.
- L’Interprofessione critica le nuove misure, sostenendo che non aiuteranno i produttori svizzeri e che ridurre le vigne non cambierebbe l’importazione di vino straniero.
- Le quote all’asta riguarderebbero 170 milioni di litri, mentre la Svizzera importa solo 127 milioni, rendendo la misura inefficace secondo l’Interprofessione.
- Il governo propone aiuti per promuovere il vino svizzero, mentre l’asta delle quote deve ancora essere approvata e sarà consultata nel 2027.
La Svizzera continuerà a importare vino senza chiedere agli importatori di comprare anche vino svizzero. È la decisione contestata dall’Interprofessione della Vite e del Vino del Vallese, l’organizzazione che rappresenta il settore vitivinicolo locale.
Il governo federale ha respinto una proposta dei cantoni romandi. Il piano prevedeva di assegnare l’80% delle quote per importare vino straniero alle aziende che acquistano uve svizzere. Il restante 20% sarebbe stato venduto all’asta.
LE MISURE PROPOSTE DALLA CONFEDERAZIONE
Al posto di questo piano, la Confederazione propone di estirpare una parte delle vigne e di mettere all’asta le quote d’importazione. Secondo l’Interprofessione, queste misure non aiuteranno i produttori svizzeri: ridurre le vigne, sostiene, non cambierebbe la quantità di vino straniero importato.
Le quote messe all’asta riguarderebbero 170 milioni di litri, mentre la Svizzera ne importa 127 milioni. Per l’organizzazione, la differenza rende la misura inefficace.
LA PROTESTA DEI PRODUTTORI
L’Interprofessione definisce la decisione una mancata risposta alla crisi del settore. Il comunicato è una presa di posizione dei produttori vallesani e romandi: non presenta il punto di vista della Confederazione.
Vino svizzero, come funziona la proposta sulle importazioni respinta dal governo
La Svizzera assegna agli importatori una quota di 170 milioni di litri di vino che può entrare nel Paese pagando dazi ridotti. I produttori locali avevano proposto di riservare questa possibilità alle aziende che comprano e lavorano uve svizzere, così da sostenere anche la viticoltura nazionale. La proposta non ha ottenuto un sostegno sufficiente.
Il governo propone ora di mettere all’asta i diritti d’importazione agevolata e di sostenere il settore con aiuti per ridurre le vigne e promuovere i vini svizzeri. L’asta non è ancora stata approvata: sarà sottoposta a una nuova consultazione, probabilmente nel 2027. Per i produttori vallesani, questa soluzione non garantisce un sostegno diretto alla produzione locale.






