«4-5 milioni di bottiglie» nasce il Consorzio Nizza Docg. Tutti i nomi, dal presidente Stefano Chiarlo al Consiglio di Amministrazione Cda

«4-5 milioni di bottiglie»: nasce il Consorzio Nizza Docg. Tutti i nomi

IN BREVE
  • È stato istituito il Consorzio Nizza Docg con un potenziale di 4-5 milioni di bottiglie da raggiungere nel lungo termine.
  • La sede del Consorzio sarà a Nizza Monferrato, con Stefano Chiarlo come presidente.
  • Attualmente, il consorzio rappresenta 97 aziende e ha registrato circa 1 milione di bottiglie vendute nel 2025.
  • Il riconoscimento ministeriale permette al consorzio di operare in modo efficace e promuovere la denominazione a livello internazionale.
  • Ci sono 720 ettari potenzialmente rivendicabili come Nizza Docg, aprendo nuove prospettive per la crescita e la tutela del settore.

Nasce il Consorzio Nizza Docg per la tutela di un potenziale di 4-5 milioni di bottiglie, raggiungibile nel lungo termine. Con decreto del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste del 22 giugno 2026, è stato ufficialmente riconosciuto il Consorzio del Nizza Docg, nuovo soggetto incaricato della promozione, valorizzazione e tutela della denominazione del Monferrato.

La sede del nuovo ente sarà a Nizza Monferrato. Alla presidenza è stato confermato Stefano Chiarlo, della cantina Michele Chiarlo. Al suo fianco i vicepresidenti Gianni Bertolino, di Tenuta Olim Bauda, e Daniele Chiappone, di Erede di Chiappone Armando.

CONSORZIO NIZZA DOCG: PRESIDENTE E CDA

Il Consiglio di amministrazione è composto da Francesca Bava, Gianmario Cerutti, Clementina Cossetti, Claudio Da Casto, Mauro Damerio, Alessandro Durio, Bruno Fortunato, Stefano Gagliardo, Susanna Galandrino, Lorenzo Giordano, Gianluca Morino e Diego Rodella. Una squadra che rappresenta aziende private e realtà cooperative, in linea con la composizione produttiva della denominazione.

«Questo traguardo – dichiara Stefano Chiarlo – corona il sogno di un’associazione nata quasi venticinque anni fa, ma con radici profondissime e una comunità di produttori fortemente coesa. Il nostro primo obiettivo sarà quello di preservare lo spirito che ha sempre contraddistinto l’Associazione Produttori del Nizza: non essere soltanto un ente di tutela della denominazione, ma un luogo di confronto e di crescita per i produttori e uno strumento di valorizzazione dell’intero territorio e di tutti gli attori che ne fanno parte».

I NUMERI DEL NIZZA DOCG

Il Consorzio rappresenta oggi 97 aziende socie che producono Nizza Docg da vigneti situati nei 18 comuni dell’area di produzione, con fulcro a Nizza Monferrato. Nel 2025 la denominazione ha raggiunto circa 1 milione di bottiglie vendute, con oltre 180 etichette e un valore complessivo stimato in circa 30 milioni di euro.

L’export pesa per il 55% e resta concentrato soprattutto nel canale Horeca. La presenza internazionale riguarda oltre 40 mercati, con sbocchi principali in Svizzera, Nord Europa, Regno Unito e Nord America. Sono numeri che confermano la crescita del Nizza Docg, ma anche la necessità di una cabina di regia specifica per accompagnare la denominazione in una fase più matura.

DALL’ASSOCIAZIONE PRODUTTORI DEL NIZZA AL CONSORZIO NIZZA DOCG

Il passaggio segna l’evoluzione dell’Associazione Produttori del Nizza, nata nel 2002 e diventata negli anni il punto di riferimento per una delle espressioni più identitarie della Barbera in Piemonte. Il riconoscimento ministeriale arriva dopo il raggiungimento dei requisiti di rappresentatività previsti dalla normativa. E consente al Consorzio di operare con efficacia erga omnes, estendendo la propria attività all’intera denominazione.

Le prospettive produttive restano ampie. Secondo i dati comunicati dal Consorzio, ci sono circa 720 ettari ancora potenzialmente rivendicabili come Nizza Docg. Un margine che potrebbe consentire un incremento significativo della produzione. A condizione di mantenere un equilibrio tra crescita, posizionamento e identità territoriale.

L’OBIETTIVO: 4-5 MILIONI DI BOTTIGLIE DI NIZZA DOCG

«Il nostro obiettivo di lungo periodo – conclude Stefano Chiarlo – è raggiungere una produzione di 4-5 milioni di bottiglie. Vogliamo farlo mantenendo intatta la nostra identità e coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende che scelgono di investire nel territorio».

Per il Nizza Docg si apre dunque una fase nuova. Il riconoscimento del Consorzio non modifica soltanto l’assetto istituzionale della denominazione, ma dà ai produttori uno strumento autonomo per lavorare su tutela, promozione e crescita. Una sfida che riguarda il futuro della Barbera nel Monferrato e il ruolo del Nizza tra le denominazioni piemontesi più osservate dai mercati internazionali.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI WINEMAG!