Vino Piemonte, Coldiretti tuona su rese, giacenze, etichette e burocrazia regione igt piemonte

Vino Piemonte, Coldiretti tuona su rese, giacenze, etichette e burocrazia

IN BREVE
  • Il comparto vitivinicolo piemontese ha affrontato problematiche importanti durante un tavolo regionale tra Coldiretti Piemonte e l’assessorato competente.
  • Si è discusso di trasparenza, coinvolgimento della base produttiva e valorizzazione delle organizzazioni professionali nel tavolo vitivinicolo.
  • Coldiretti ha richiesto un confronto tecnico per migliorare l’efficienza degli strumenti informatici e per gestire meglio le pratiche amministrative.
  • È emersa l’ipotesi di destinare parte delle giacenze alla produzione di aceto, ma servirebbe un supporto al prezzo per renderlo sostenibile.
  • Il tema dei sostegni economici è centrale per le aziende vitivinicole in vista della vendemmia 2026, con richieste di strumenti straordinari.

Il comparto vitivinicolo piemontese torna al centro del confronto istituzionale. Venerdì scorso, al Palazzo di Vetro, si è svolto un tavolo regionale tra i vertici di Coldiretti Piemonte e l’assessorato competente, guidato dall’assessore Paolo Bongioanni.

L’incontro ha affrontato un ordine del giorno ampio. Tra i temi: funzionamento del tavolo vitivinicolo regionale, modifica del disciplinare Langhe Nebbiolo, introduzione del bag-in-box, criticità degli applicativi regionali. E ancora: rese della vendemmia 2026, gestione delle giacenze, sostegni economici al comparto e sviluppo del progetto Igt Piemonte.

Al tavolo ha partecipato anche Monica Monticone, vignaiola, presidente di Coldiretti Asti e delegata al settore vitivinicolo nel direttivo regionale di Coldiretti.

VITIVINICOLTURA PIEMONTESE, COLDIRETTI CHIEDE UN CONFRONTO OPERATIVO

«Il particolare e delicato momento che sta attraversando il settore vitivinicolo richiede un confronto serio e operativo, capace di dare risposte ai produttori e ai territori, che stanno vivendo una fase di forte difficoltà economica e commerciale» ha dichiarato Monica Monticone in apertura dell’incontro.

Coldiretti ha chiesto più trasparenza e maggiore coinvolgimento della base produttiva interessata nel funzionamento del tavolo vitivinicolo regionale. L’organizzazione ha inoltre sollecitato una valorizzazione del ruolo delle organizzazioni professionali di categoria.

«Rispetto al preposto Tavolo Vitivinicolo regionale, abbiamo richiesto maggiore trasparenza e coinvolgimento della base produttiva interessata, nonché la valorizzazione del contributo espresso dalle organizzazioni professionali di categoria, le cui valutazioni e osservazioni derivano dal costante confronto con gli associati e con le reali esigenze dei territori. Riteniamo fondamentale che gli indirizzi e le decisioni del Tavolo siano il frutto di un lavoro di concerto tra i diversi attori, nell’interesse generale della vitivinicoltura piemontese».

LANGHE NEBBIOLO E BAG-IN-BOX, SERVONO NUOVI APPROFONDIMENTI

Tra i punti discussi figura anche la proposta di modifica del disciplinare del Langhe Nebbiolo, con l’ipotesi di introdurre il bag-in-box. Dall’incontro è emersa la necessità di ulteriori approfondimenti.

Secondo quanto emerso al tavolo, il tema richiede una verifica dell’orientamento reale della base produttiva. Vanno inoltre valutate le possibili ricadute sull’immagine, sul posizionamento commerciale e sul valore della denominazione coinvolta.

Il confronto ha riguardato anche le difficoltà operative legate agli applicativi informatici regionali. Si tratta degli strumenti utilizzati per la gestione delle pratiche, delle comunicazioni e degli adempimenti amministrativi nel comparto vitivinicolo.

BUROCRAZIA E APPLICATIVI REGIONALI, LE CRITICITÀ PER LE AZIENDE

«Parallelamente – ha sottolineato Monticone – si riscontrano rallentamenti nell’istruttoria delle pratiche e criticità nelle normali procedure operative degli uffici competenti, con conseguenti disagi per i nostri operatori e ripercussioni dirette sulle aziende a noi associate.

«Diventa, dunque, urgente e doveroso avviare un confronto tecnico finalizzato a migliorare l’efficienza degli strumenti informatici, semplificare le procedure e garantire maggiore tempestività nella gestione delle pratiche amministrative. In tale contesto, si ritiene inoltre opportuno valutare un rafforzamento delle sedi territoriali regionali, così da assicurare maggiore efficienza operativa e un supporto più tempestivo alle esigenze del territorio».

Il nodo delle rese vendemmiali è tornato tra le questioni centrali. Coldiretti chiede che il tema sia affrontato con tempestività, tenendo conto delle differenze tra territori, aziende e denominazioni.

«Occorre affrontare con tempestività il tema delle rese – ha rimarcato Monticone – valutando eventuali differenziazioni territoriali o aziendali, sulla base delle reali condizioni di mercato, delle giacenze e delle specificità produttive delle diverse denominazioni, evitando approcci uniformi che rischiano di penalizzare alcuni territori».

RESE VENDEMMIALI 2026 E GIACENZE, IL NODO DELLE DENOMINAZIONI

Sul tema è intervenuto anche Gianfranco Torelli, vignaiolo e vicepresidente di Coldiretti Asti. Il riferimento è in particolare alla situazione dell’Asti Docg e alle scelte già adottate sulla vendemmia 2025.

«Ogni Doc/Docg ha una sua situazione specifica legata alle singole realtà» osserva Torelli. «L’abbassamento delle rese sulla vendemmia 2025 di Asti docg aveva già determinato uno stoccaggio in diminuzione nelle cantine, determinando un andamento controcorrente rispetto alla maggior parte delle Denominazioni italiane.

«Purtroppo, gli scenari internazionali sono tutt’altro che ottimali. E, malgrado il mondo industriale propenderebbe per un ulteriore abbassamento delle rese rispetto a quelle dello scorso anno, resta doveroso un confronto con la parte agricola che, proprio alla luce dei costi di produzione schizzati alle stelle, potrebbe a sua volta ritenerlo insostenibile. Gestire le giacenze è importante e consente di evitare speculazioni con prezzi al ribasso».

Dal tavolo è emersa anche l’ipotesi di destinare parte delle giacenze alla produzione di aceto. Una soluzione che, secondo quanto discusso, avrebbe bisogno di un supporto al prezzo per diventare sostenibile sul piano economico.

ETICHETTE, VERMOUTH TORINO IGP E SOSTEGNI ALLA VENDEMMIA 2026

Torelli ha richiamato l’attenzione anche su alcune scelte politiche considerate prioritarie da Coldiretti. Tra queste, origine e trasparenza in etichetta delle uve negli spumanti generici, indicazioni chiare sulle bevande a base di prodotti vitivinicoli e utilizzo di vino 100% piemontese nel Vermouth Torino Igp.

«Soprattutto, occorre che la Regione attui importanti scelte politiche, così come da tempo Coldiretti sollecita» ha affermato Torelli. Il tema dei sostegni economici resta centrale in vista della prossima campagna vendemmiale. Coldiretti chiede di valutare strumenti straordinari per accompagnare le aziende vitivinicole piemontesi.

«È necessario valutare strumenti straordinari di sostegno economico e misure concrete per accompagnare le aziende vitivinicole nella prossima campagna vendemmiale» aggiunge Monticone. «Pur prendendo atto delle difficoltà legate alle tempistiche di attivazione delle risorse, si ritiene fondamentale verificare ogni possibile soluzione utile già a partire dalla vendemmia 2026».

IGT PIEMONTE, FLESSIBILITÀ PRODUTTIVA E RICERCA

In chiusura sono stati espressi apprezzamenti per il progetto Igt Piemonte. Lo strumento viene considerato potenzialmente utile per offrire nuove opportunità al comparto regionale, in particolare sul fronte della flessibilità produttiva, della valorizzazione commerciale e del supporto alla ricerca e alla sperimentazione. Il direttore di Coldiretti Asti, Giovanni Rosso, ha sottolineato la portata dei temi discussi e la necessità di una responsabilità condivisa.

«Al tavolo sono stati portati tanti argomenti di peso, contenuto e urgenza rispetto ai quali non è più possibile derogare» ha concluso Rosso. «Il vino, attraverso i suoi Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato è diventato Patrimonio Unesco e, per tanto, siamo tutti chiamati ad una responsabilità comune e collettiva da perorare, nei diversi livelli e tavoli di lavoro, con visione e sinergia a tutela della vitivinicoltura astigiana e piemontese».

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