IN BREVE
- Rauscedo è la capitale mondiale della barbatella, un luogo dove tradizione e innovazione vinicola si incontrano.
- La Cantina Rauscedo, fondata nel 1951, celebra 75 anni come cooperativa vitivinicola con oltre 300 soci viticoltori.
- Vivai Cooperativi Rauscedo è la più grande struttura vivaistica al mondo e partecipa a progetti di sostenibilità e innovazione.
- Recenti convegni evidenziano il ruolo della cooperazione e la necessità di adattamento alle nuove tendenze di mercato.
- L’obiettivo è garantire la sostenibilità ambientale attraverso varietà resistenti e riduzione dell’uso di fungicidi.
Dal cuore del Friuli più antico e suggestivo hanno preso corpo il passato, il presente e il futuro del vino italiano e non solo. Rauscedo è una frazione di San Giorgio della Richinvelda, a pochi passi da Pordenone, in un territorio modellato dai letti ghiaiosi dei fiumi Tagliamento, Meduna e Cellina. Qui la vite vive da sempre in un equilibrio delicato tra natura e uomo.
È una terra complessa, dura e generosa al tempo stesso, che ha richiesto conoscenza, visione e spirito comunitario per essere trasformata in valore agricolo e culturale. In questo contesto affonda le radici un sapere viticolo profondo, che affianca alla coltivazione della vite una storica competenza vivaistica: un elemento fondativo dell’identità locale e parte integrante del DNA del territorio di Rauscedo.
Settantacinque anni fa è sorta la Cantina Rauscedo. Fondata nel 1951 come cooperativa vitivinicola, è oggi l’espressione di una comunità imprenditoriale profondamente radicata. I soci sono prevalentemente viticoltori professionisti, con aziende di dimensione media di circa otto ettari. Non semplici conferitori, ma imprenditori agricoli che condividono responsabilità, scelte e visione strategica.
VCR, I VIVAI COOPERATIVI RAUSCEDO E LA RICERCA
Nel 1917 la comunità locale fu protagonista di una svolta epocale: la risposta alla crisi della fillossera attraverso la tecnica dell’innesto. Da quella intuizione nacque uno dei più importanti poli di ricerca e sperimentazione viticola a livello internazionale, sostenuto dalla cooperazione e orientato al progresso agricolo.
Nel 1930 alcuni agricoltori di Rauscedo si riunirono e diedero vita ai Vivai Cooperativi Rauscedo, che oggi sono la più grande struttura vivaistica del mondo. All’atto della costituzione, VCR produceva 600.000 barbatelle innestate su portainnesti indicati per le aree viticole del Nord-Est. Negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, la produzione registrò un sensibile aumento e le barbatelle innestate di Rauscedo incontrarono l’interesse delle aree meridionali del Paese e dell’estero.
PORTAINNESTI E CAMBIAMENTO CLIMATICO
Col tempo mutarono le necessità della produzione vinicola e cambiarono anche le tipologie dei portainnesti. Si arrivò così al terzo millennio con la messa a disposizione dei viticoltori di una nuova progenie di portainnesti, tra cui quelli della serie M, più adatta alle mutate condizioni ambientali. La serie sarà presto arricchita da nuove tipologie, attese entro la fine di questo decennio.
L’aumento della salinità dei suoli è un effetto collaterale del climate change che ha un forte impatto nei vigneti. Tra le strategie di mitigazione vi è anche l’adozione di vitigni e, soprattutto, di portainnesti più tolleranti. Gli studi effettuati sulla serie M in ambienti limitanti aiutano a interpretare i meccanismi con cui i portainnesti incidono sulla resilienza alla salinità. Limitano infatti l’assorbimento di acqua e nutrienti, riducendo lo sviluppo della vite e la resa del prodotto finale.
Dal 2006 VCR è partner ufficiale dell’Università di Udine e socio di IGA (Istituto di Genomica Applicata) in un progetto volto all’ottenimento e alla successiva commercializzazione delle varietà resistenti a peronospora e oidio (PIWI). Lo scopo è migliorare la sostenibilità ambientale attraverso il risparmio di acqua, la riduzione dei trattamenti fitosanitari e della compattazione del suolo, abbattendo così i costi di produzione.
IL RESEARCH CENTER E IL RAPPORTO CON LA CANTINA
Nel 2021 VCR è diventato Research Center, un centro sperimentale dotato delle più moderne tecniche biotecnologiche, comprese le vasche per la microvinificazione, che lavora per lo sviluppo delle barbatelle delle aziende che devono possedere i terreni a Rauscedo.
VCR e Cantina Rauscedo sono due entità differenti, ma intercomunicanti. I soci della Cantina sono 300 produttori, quelli dei Vivai circa 200. Ognuna di queste realtà ha il suo CdA, ma sussiste una stretta interrelazione tra le parti.
Oltre il 50% della superficie italiana riservata a piante madri portainnesto fa capo ai VCR, che annualmente pongono a dimora circa 100 milioni di innesti-talea. L’aumentata preferenza per i vini bianchi e le bollicine ha portato a una maggiore richiesta di varietà bianche innestate su Kober, più confacenti alle esigenze di mercato.
CANTINA RAUSCEDO COMPIE 75 ANNI
Rauscedo è definita la «capitale mondiale della barbatella» e, nella capitale della barbatella, non poteva non sorgere una realtà vinicola di grande spessore, che quest’anno festeggia i 75 anni. Cantina Sociale Rauscedo ha tagliato un traguardo che non è una ricorrenza simbolica, ma la conferma di un progetto cooperativo capace di attraversare le generazioni mantenendo solidi i propri valori fondanti.
L’anniversario viene celebrato lungo tutto il corso dell’anno con una serie di iniziative dedicate. Il primo appuntamento si è svolto sabato 1° agosto con una serata organizzata nella sede della Cantina, alla presenza di soci, dipendenti, rappresentanti istituzionali e ospiti. Sono stati presentati il primo Bilancio di Sostenibilità della cooperativa e i vini celebrativi dedicati all’anniversario. È stata inoltre inaugurata una nuova opera d’arte firmata dall’artista Giorgio Celiberti.
Dal 9 all’11 ottobre, nell’ambito della manifestazione «Le radici del vino» a Rauscedo, si è celebrato il Festival della Barbatella 2026, con una serie di eventi tra cui il convegno «Radici comuni. Sfide nuove» al Teatro Don Bosco. Vi hanno partecipato relatori di primo piano, chiamati a testimoniare il valore della cooperazione italiana nel mondo del vino che cambia.
GOVERNANCE E SEDI DELLA CANTINA
Cantina Rauscedo è guidata oggi da una governance manageriale solida e orientata alla visione di lungo periodo. Il presidente Antonio Zuliani rappresenta il punto di riferimento istituzionale della cooperativa e ne garantisce la continuità dei valori.
La direzione generale è affidata a Flavio Geretto, direttore generale e figura centrale nel percorso di evoluzione della Cantina. Coordina le diverse anime del progetto: comunità dei soci, struttura produttiva, ricerca agronomica e sviluppo del brand. Accanto alla Direzione opera una struttura organizzativa articolata e qualificata, composta da responsabili agronomici e di stabilimento che lavorano in stretta sinergia.
Tre sono i punti nevralgici della Cantina. La sede di Rauscedo, dove si concentrano le attività di vinificazione, confezionamento e stoccaggio. Il sito di Codroipo svolge un ruolo produttivo e strategico complementare.
Infine, la cantina Fossa Mala, storica realtà vitivinicola friulana situata a Fiume Veneto, acquisita di recente, rafforza la capacità produttiva e organizzativa della cooperativa, mantenendo al contempo intatta l’autonomia identitaria del marchio Fossa Mala e il legame con la famiglia Roncadin.
“RADICI COMUNI. SFIDE NUOVE”: LE PROSPETTIVE DEL VINO
Una cantina aperta a nuove sfide. Il convegno «Radici comuni. Sfide nuove», organizzato sabato 10 ottobre nell’ambito della manifestazione «Le radici del vino», ha visto la partecipazione di relatori di primo piano e ha costituito la prova tangibile che Cantina Rauscedo è una realtà proiettata nel futuro.
Cantina Rauscedo vuole affermarsi con solidità e distintività sul mercato, coltivare il miglioramento come valore condiviso e creare valore a partire dalla terra. Concetti che partono dalle radici solide del territorio friulano per raggiungere obiettivi di sostenibilità e solidarietà, attraverso un percorso fatto di equilibrio e fiducia e con lo sguardo aperto sul mondo e sul futuro.
LE PAROLE DEL PRESIDENTE ZULIANI
«Questo convegno rappresenta un’importante occasione per raccontare chi siamo e i valori che guidano ogni giorno il lavoro della nostra cooperativa», ha affermato Antonio Zuliani, presidente di Cantina Rauscedo.
«In una fase in cui i mercati stanno attraversando una contrazione e profonde trasformazioni, la nostra forza risiede nella capacità di continuare a investire in tecnologia, sostenibilità e qualità, mantenendo sempre ben salda la consapevolezza della nostra identità. Operiamo in sintonia con la natura e mai contro di essa, perché il vino di Rauscedo nasce innanzitutto dalla terra e dalla vigna. È da queste radici che continuiamo a costruire il nostro futuro».
Il convegno ha affrontato diverse problematiche, tra cui quella, annosa, della crisi dei consumi e delle vendite di vino. Per il direttore generale Flavio Geretto, «è necessario guardare con attenzione alle nuove tendenze di consumo, individuando opportunità di sviluppo che possano valorizzare le nostre produzioni senza snaturarne l’essenza».
LA DOC FRIULI E LE PROSPETTIVE DI MERCATO
«In questo percorso, la Doc Friuli rappresenta uno strumento importante: una denominazione moderna e versatile, capace di intercettare le richieste del mercato e di promuovere l’identità vitivinicola del territorio».
Matteo Zoppas, presidente di ICE-Agenzia, ha approfondito il ruolo dell’export, della promozione internazionale e della qualità dei vini friulani, ambasciatori dell’eccellenza vitivinicola italiana nel mondo.
«Tra il 2019 e il 2025 l’export regionale ha registrato una crescita dell’80%, a conferma della capacità del territorio di affermarsi nel mondo attraverso un’offerta fondata su qualità, identità e forte legame con le proprie origini», ha affermato Zoppas.
IL RUOLO DELL’ICE E L’ANALISI DI NOMISMA
Zoppas ha inoltre ribadito l’importanza di continuare a sostenere le imprese vitivinicole in una fase caratterizzata da incertezze economiche e da una contrazione dei consumi in alcuni mercati. In quest’ottica, il ruolo dell’ICE è accompagnare le aziende italiane nei percorsi di sviluppo all’estero, favorendo nuove opportunità commerciali e consolidando la presenza del Made in Italy sui mercati internazionali.
La contrazione delle vendite di vino è stata analizzata anche da Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma. Pantini ha evidenziato che il mercato sta attraversando una fase di contrazione a livello globale, ma che i vini bianchi e gli spumanti continuano a registrare performance migliori rispetto ad altre tipologie, grazie alla loro versatilità e alla crescente capacità di intercettare le preferenze dei consumatori.
CONSUMI, BENESSERE E NUOVE SCELTE
L’analisi ha inoltre messo in luce come i criteri di scelta del vino siano sempre più legati a valori quali sostenibilità, territorialità e affidabilità del brand. Il consumatore contemporaneo ricerca prodotti capaci di garantire qualità certificata, forte identità territoriale e una produzione attenta agli aspetti ambientali e sociali.
Parallelamente, cresce l’attenzione verso il benessere e la salute: una tendenza che non si traduce necessariamente in una riduzione del consumo, ma in una maggiore selettività e nella ricerca di vini di qualità superiore.
Sul fronte internazionale, Pantini ha evidenziato come alcuni mercati tradizionalmente strategici, tra cui gli Stati Uniti, stiano mostrando segnali di rallentamento. Allo stesso tempo, si stanno aprendo opportunità in nuove aree geografiche, con una crescita della domanda proveniente dai Paesi del Sud-Est asiatico, dal Sud America e da diversi mercati dell’Europa orientale.
IDENTITÀ, COOPERAZIONE E NUOVE TENDENZE
Alessio Planeta, titolare dell’omonima cantina siciliana e tra i protagonisti dell’enologia italiana contemporanea, ha condiviso una riflessione sul rapporto tra identità territoriale, innovazione e competitività.
Secondo Planeta, il futuro del vino passa attraverso una crescente capacità di fare sistema e di promuovere territori e denominazioni in modo coordinato, valorizzando la forza del marchio collettivo senza rinunciare alle specificità delle singole aree produttive. In questo senso, la cooperazione svolge un ruolo decisivo non solo sul piano produttivo, ma anche nella costruzione di strategie condivise di promozione e sviluppo.
Per il Master of Wine Gabriele Gorelli, la chiave è avere piena consapevolezza della propria identità, dei propri punti di forza e del valore distintivo che si è in grado di offrire al consumatore. In quest’ottica, il modello di Cantina Rauscedo rappresenta un esempio particolarmente significativo.
Il Miglior Sommelier d’Italia AIS 2023 Cristian Maitan ha aperto all’ascolto delle domande e delle richieste del mercato. Con una metafora calcistica ha poi delineato i contenuti di una lista dei vini, con prodotti di punta ma anche bottiglie da tutti i giorni, magari meno blasonate ma altrettanto necessarie.
IL SISTEMA RAUSCEDO E LA COOPERAZIONE
Il direttore tecnico e commerciale di Vivai Cooperativi Rauscedo, Yuri Zambon, ha infine portato l’esperienza del sistema Rauscedo come modello capace di integrare produzione, ricerca, innovazione e cooperazione.
I contributi emersi hanno evidenziato come il contesto attuale richieda capacità di adattamento, visione strategica e modelli organizzativi in grado di coniugare competitività, sostenibilità e valorizzazione delle persone. Il convegno ha inoltre confermato il ruolo della cooperazione come strumento capace di generare valore lungo l’intera filiera, favorendo investimenti condivisi, crescita qualitativa e una maggiore capacità di risposta alle esigenze del mercato.
SOSTENIBILITÀ E VARIETÀ RESISTENTI
In questo senso, il ruolo di Cantina Rauscedo è determinante sia per la visione del futuro sia per la valorizzazione delle risorse del territorio. Fondamentale è anche l’adozione di varietà resistenti alla peronospora e all’oidio, i Piwi, che si affiancano alle varietà convenzionali già presenti in gran numero sul territorio.
L’obiettivo è garantire la sostenibilità ambientale attraverso il risparmio energetico e la limitazione dell’utilizzo dei fungicidi, uno degli obiettivi del Millennio (Millennium Development Goals – MDGs) stabiliti dalle Nazioni Unite.






