IN BREVE
- La Sicilia ha partecipato a Wine Paris 2026 con 41 cantine, un aumento rispetto alle 25 del 2025.
- L’assessore Luca Sammartino ha sottolineato l’importanza della presenza siciliana per il posizionamento sui mercati esteri.
- Le richieste di partecipazione sono raddoppiate, ma non tutte le aziende hanno trovato spazio, portando a una richiesta di ampliamento per il 2027.
- Wine Paris si conferma come piattaforma di promozione per il vino siciliano in sinergia con Enit e la Federazione delle Strade del Vino.
- Il dialogo con i giovani e l’attenzione a etica e sostenibilità si pongono tra le priorità per rafforzare l’immagine vitivinicola siciliana.
La Sicilia del vino chiude Wine Paris 2026 con 41 cantine presenti nello spazio organizzato da Irvo e Regione Siciliana. L’edizione parigina, conclusa giovedì 11 febbraio, segna un aumento netto rispetto al 2025, quando le aziende erano 25. Un dato che apre già al tema degli spazi per il 2027.
A tracciare il bilancio è l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino: «La Sicilia ha conquistato Wine Paris 2026. Con orgoglio e determinazione, le nostre cantine hanno portato nel cuore dell’Europa non solo vini di straordinaria qualità, ma l’anima stessa di un’Isola che vive di cultura, storia e passione. Il nostro padiglione è stato un simbolo: vivo, pulsante, affollato di incontri, strette di mano, emozioni. Un luogo in cui si è celebrata l’identità vitivinicola siciliana nella sua forma più autentica, innovativa e internazionale».
LE STRATEGIE DI PROMOZIONE INTERNAZIONALE
Secondo l’assessore, la presenza a Parigi rafforza il posizionamento del vino siciliano sui mercati esteri. «Guardiamo al futuro con determinazione – ha continuato Sammartino – continueremo a investire nella promozione internazionale, nell’enoturismo, nella formazione e nell’innovazione. Il nostro auspicio è che Wine Paris 2026 sia solo una tappa di un percorso più ampio e duraturo: un percorso in cui il vino siciliano diventi sempre più ambasciatore della nostra terra e della nostra eccellenza».
Nel corso della manifestazione, il vino è stato presentato come strumento di relazione tra imprese, buyer e stakeholder internazionali. La partecipazione collettiva ha evidenziato una strategia condivisa tra produttori, con l’obiettivo di rafforzare un’immagine unitaria della Sicilia vitivinicola, pur nella diversità dei territori.
PIÙ SPAZI PER LA SICILIA NEL 2027
La crescita delle adesioni ha posto un tema organizzativo. Le richieste di partecipazione sono aumentate, ma non tutte le aziende interessate hanno trovato spazio.
«Le richieste sono raddoppiate – ha spiegato il commissario Irvo Giusy Mistretta – ma per ragioni di spazio non è stato possibile portare tutte le aziende che avrebbero voluto essere presenti. Proprio per questo abbiamo già avviato un’interlocuzione con l’organizzazione della fiera per acquisire nuovi spazi dedicati alla Sicilia nella prossima edizione, così da rispondere al crescente interesse delle nostre cantine».
L’ipotesi è quella di ampliare l’area espositiva dedicata alla Sicilia nella prossima edizione, con l’obiettivo di consolidare la presenza regionale in uno dei principali appuntamenti fieristici europei.
GIOVANI, SOSTENIBILITÀ E IDENTITÀ
Wine Paris si conferma, per la Sicilia, piattaforma di promozione della filiera, anche grazie alla sinergia con Enit e con la Federazione delle Strade del Vino. Oltre agli incontri in fiera, si sono svolti appuntamenti fuori Salone.
Dal confronto tra aziende è emersa la necessità di rafforzare il dialogo con i giovani, utilizzare linguaggi più semplici, valorizzare le specificità territoriali e integrare identità e marketing. Tra le priorità indicate: maggiore attenzione a etica, accessibilità e sostenibilità, senza perdere il legame con la storia produttiva dell’Isola.
La crescita numerica delle cantine presenti e l’interlocuzione avviata per ampliare gli spazi indicano una strategia di medio periodo. Obiettivo: consolidare la posizione del vino siciliano nei mercati internazionali, a partire dalle grandi fiere europee.






