Viticoltura eroica e muretti a secco: il vino del Trentino “riparte” dalla Val di Cembra

Nella giornata d’esordio XXXII della rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna tanti spunti per il futuro di un territorio che cerca riscatto


CEMBRA LISIGNAGO –
Si gioca tutta sulla sponda sinistra del fiume Adige la partita col futuro del vino del Trentino. I 700 chilometri di muretti a secco e lo spettacolo offerto dai vigneti verticali della Val di Cembra – vero e proprio manifesto urlato della viticoltura eroica – sono l’asso nella manica di un territorio che cerca riscatto, non solo al cospetto dei vicini di casa altoatesini.

È un moto d’orgoglio sincero e accorato, di fatto, quello che si solleva da Cembra Lisignano (TN) nella giornata di apertura della XXXII edizione della Rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna. Ieri l’inaugurazione dell’evento che prosegue fino a domenica 7 luglio tra degustazioni a Palazzo Maffei, appuntamenti di approfondimento a tema vino ed esperienze orientate a scoprire la Valle di Cembra e i suoi tesori.

La sfida nella sfida per il futuro del vino del Trentino sarà il riconoscimento a “Paesaggio rurale storico” della Val di Cembra. Un percorso avviato nel 2015 dalle comunità locali, che vede coinvolte tutte le realtà del pubblico e del privato, unite allo scopo di “fare rete per l’obiettivo comune”.

Il dossier per la candidatura, tuttora in fase di redazione, sarà consegnato dal presidente del Comitato promotore, Damiano Zanotelli, al ministro Gian Marco Centinaio, che ha già accolto con favore l’ipotesi Val di Cembra.

Un passaggio propedeutico al riconoscimento di “Patrimonio agricolo a rilevanza mondiale” (Ghias), rete istituita dalla Fao di cui fanno già parte la “Fascia olivata Assisi-Spoleto” e – dal novembre 2018 – le colline del Soave, in Veneto.

IL TRENTINO DEL FUTURO

“Vogliamo fare un salto vero, dalla qualità all’eccellenza. La qualità, ormai, è data per assodata. L’eccellenza no. Ed è proprio all’eccellenza che dobbiamo puntare con il vino del Trentino, trainando così anche il discorso della remunerazione delle uve”. Parole e musica del presidente del Consorzio di tutela vini del Trentino, Pietro Patton.

Gli fa eco Francesco Antoniolli, numero uno della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino: “Quello del Müller Thurgau e della sua Rassegna è un esempio virtuoso nell’ambito delle iniziative a sfondo enogastronomico della nostra regione. La sua sede d’elezione è la Val di Cembra, territorio che nell’unità ha saputo trovare la strada maestra, riuscendo a trasformare un evento solo ‘tecnico’ in uno di richiamo enoturistico”.

“Oltre alla qualità dei vini – aggiunge Simone Santuari, presidente della Comunità Val di Cembra – il valore aggiunto della Val di Cembra è l’aver puntato da sempre sulla sostenibilità. Non a caso stiamo lavorando a un collegamento, tramite pista ciclabile, tra la Rotaliana e Val di Fassa: un modo per dare ulteriore valore economico e sociale al nostro territorio”.

Viticoltura eroica e muretti a secco il vino del Trentino “riparte” dalla Val di Cembra

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