IN BREVE
- Un’importante catena della grande distribuzione organizzata annuncia «decisioni forti» sul vino, in risposta a scarsi risultati di vendita.
- Le aziende del settore possono subire una forte pressione commerciale e modifiche nei rapporti con i fornitori per il 2027.
- Si prospetta una revisione degli assortimenti e un possibile taglio delle referenze nei negozi, con un forte impatto sulla visibilità delle etichette.
- L’avvertimento ai partner mette in evidenza la necessità di «sforzi importanti» per rilanciare il comparto e affrontare le sfide attuali.
- Negli scaffali, le modifiche sono già evidenti, con riduzioni e spostamenti delle corsie del vino in zone meno frequentate, riflettendo una diminuzione dell’appeal della categoria.
Un gruppo della grande distribuzione organizzata annuncia «decisioni forti» sul vino. Nella campagna negoziale 2027 saranno rivisti gli assortimenti. E potrebbero essere messi in discussione rapporti di partnership attivi da anni. La motivazione indicata è l’andamento negativo delle vendite, sia a volume sia a valore. Per le aziende del settore si apre così una fase di forte pressione commerciale.
La comunicazione, indirizzata agli operatori della categoria e visionata in esclusiva da Winemag, parla di una revisione degli assortimenti attualmente in essere e di possibili cambiamenti nelle relazioni con i fornitori. Non precisa quali aziende o prodotti saranno coinvolti, né quantifica le flessioni registrate.
Ma il messaggio anticipa un cambio di linea in vista delle trattative per il 2027. Peggio, suona come un monito. Un indice puntato verso la porta di uscita nei confronti di chi non accetterà la posizione dominante del retailer in questione. Si tratta di uno dei più importanti player della Gdo a livello nazionale.
VENDITE IN CALO E ASSORTIMENTI A RISCHIO
Secondo quanto riportato nella comunicazione, la categoria del vino starebbe registrando da mesi trend negativi. Tanto nei volumi quanto nel valore. Le cause, si legge, sarebbero diverse e già affrontate negli incontri con gli interlocutori del settore.
La risposta annunciata è netta: intervenire sugli scaffali e rimettere in discussione alcune collaborazioni consolidate. La formula «decisioni forti», messa nero su bianco, lascia intendere che la revisione potrebbe avere conseguenze concrete sulle referenze presenti nei punti vendita e sui rapporti commerciali costruiti negli anni.
LA CAMPAGNA NEGOZIALE 2027
L’avvertimento guarda ai prossimi mesi e alla campagna negoziale 2027. Ai partner viene anticipata la «richiesta di sforzi importanti per salvaguardare il business e dare nuovo slancio al comparto». Nella comunicazione inviata ai fornitori del «mondo vino» non vengono specificati gli interventi richiesti, ma il riferimento alla revisione degli assortimenti e delle partnership colloca la missiva in un contesto di trattativa pressoché unilaterale.
Per il settore del vino, la prospettiva è delicata. Una riduzione delle referenze o la conclusione di rapporti pluriennali può incidere sulla visibilità delle etichette e sull’accesso al mercato. Soprattutto per le aziende che affidano alla grande distribuzione una parte significativa delle vendite.
UN SEGNALE PER TUTTA LA FILIERA
La revisione degli assortimenti e delle partnership con le cantine è già visibile, in parte, sugli scaffali di diverse insegne che operano in Italia, tra cui le più prestigiose. Già da qualche mese, diversi produttori segnalano a Winemag il taglio di alcune referenze, soprattutto nella tipologia “vini rossi strutturati” o, comunque, meno popolari.
In qualche punto vendita, gli effetti sono già visibili nel ridimensionamento del layout, ovvero nella riduzione della metratura dello scaffale del vino. In altri casi, la corsia del vino sembra essere stata spostata in zone di minore passaggio della clientela, a dimostrazione di come la categoria non susciti più il medesimo appeal del passato, agli occhi di diversi buyer.
Ecco allora che la lettera di fuoco inviata ai produttori dal gruppo della Gdo, con frasi come «a mali estremi, estremi rimedi», pare solo l’ultimo scarico di responsabilità sulla filiera produttiva da parte di una grande distribuzione che, in Italia, ha quasi sempre trattato una categoria che è storia e passione al pari di quella dei detersivi o del pet food. Facendo davvero poco per esaltare la cultura che ne è la base.






