IN BREVE
- Il Comitato Nazionale Vini del Masaf ha approvato l’introduzione degli spumanti nella Toscana Igt, sia Charmat che Metodo Classico.
- La modifica prevede l’uso esclusivo del nome geografico ‘Toscana’, eliminando ‘Toscano’ per rafforzare la riconoscibilità del marchio.
- La novità risponde agli stili di consumo moderni e offre opportunità di sviluppo per le aziende vitivinicole toscane.
- Negli ultimi cinque anni, la produzione dei vini Toscana Igt ha raggiunto 91 milioni di bottiglie, con il 69% destinato all’export.
- Il Consorzio Vino Toscana conta oggi oltre 1.700 operatori, con un significativo aumento rispetto ai 70 soci del 2019.
Il Comitato Nazionale Vini del Masaf ha approvato le modifiche al disciplinare di produzione della Toscana Igt, introducendo per la prima volta la tipologia spumante, sia Charmat che Metodo classico. Il via libera è arrivato nella seduta del 17 marzo al ministero dell’Agricoltura, completando un iter avviato con l’ok della Regione Toscana nel dicembre 2024. Il testo dovrà ora passare al vaglio della Commissione europea. L’entrata in vigore è prevista non prima della fine del 2026.
Negli ultimi cinque anni la produzione media dei vini Toscana Igt si è attestata intorno a 91 milioni di bottiglie, per un valore superiore a 458 milioni di euro. Il 31% resta sul mercato italiano, mentre il 69% è destinato all’export. L’Europa rappresenta il principale sbocco con il 46%, seguita dagli Stati Uniti (33%) e dall’Asia (6%). Il Consorzio Vino Toscana conta oggi 450 soci, rispetto ai circa 70 del 2019. Considerando anche i viticoltori delle cooperative, il totale supera i 1.700 operatori.
SPUMANTI TOSCANA IGT, LA SVOLTA DEL DISCIPLINARE
La principale novità riguarda l’introduzione degli spumanti all’interno della Toscana Igt. Saranno consentite produzioni sia con metodo Charmat sia con metodo Classico, nelle versioni bianco e rosato. Si tratta di un ampliamento significativo per una Indicazione geografica finora concentrata su vini fermi e frizzanti. L’inserimento degli spumanti formalizza una pratica già diffusa tra diversi produttori regionali.
«Adesso è tutto pronto per affrontare l’ultimo passaggio, quello dell’approvazione da parte della Commissione Europea. Le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione degli stili di consumo e alle esigenze del mercato» afferma Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana.
«L’introduzione della categoria vino spumante rappresenta un’importante opportunità di sviluppo per le aziende vitivinicole toscane, così come la possibilità di usare in etichetta il solo il nome geografico ‘Toscana Igt’ eliminando ‘Toscano’ che non ha più ragione di essere usato, con ulteriore rafforzamento dell’identità del vino che si consolida come vero e proprio marchio di qualità, capace di valorizzare l’eccellenza delle produzioni regionali».
DENOMINAZIONE SEMPLIFICATA: SOLO “TOSCANA”
Accanto agli spumanti, il disciplinare introduce anche una modifica alla denominazione: sarà utilizzato esclusivamente il termine “Toscana”, eliminando “Toscano”. Una scelta orientata a rafforzare identità e riconoscibilità sui mercati.
La semplificazione ha anche una funzione di tutela del nome geografico, già registrato in classe 33, per contrastare utilizzi impropri. La Toscana Igt comprende oggi vini bianchi, rosati e rossi, oltre alle versioni frizzanti. Sono previste anche le tipologie da uve appassite (Passito) e da vendemmia tardiva.
UNA GAMMA PIÙ AMPIA PER I VINI TOSCANA IGT
Con l’approvazione definitiva delle modifiche, la gamma si arricchirà degli spumanti, ampliando le possibilità produttive. «L’introduzione delle due tipologie di vino spumante – spiega Stefano Campatelli, direttore del Consorzio Vino Toscana – è nata dalla richiesta di molti produttori toscani che da tempo sono impegnati in questo tipo di produzione. Rappresenta una concreta opportunità di sviluppo per il comparto che, pur restando ancorato alla tradizione, si apre a nuove prospettive in linea con un mercato sempre più orientato alla qualità e alla diversificazione dei prodotti».
«La modifica relativa all’uso del solo nome geografico Toscana – continua – permetterà anche di rafforzare l’opera che il Consorzio sta facendo per far rispettare il Disciplinare e per opporsi, anche grazie alla registrazione del nome ‘Toscana’ in classe 33, alla registrazione di marchi che richiamano impropriamente l’Indicazione Geografica».






