Pacchetto Vino UE, CEVI: «Passi avanti per i vignaioli ma restano criticità»

IN BREVE
  • CEVI ringrazia il Commissario europeo e chi ha contribuito all’High-Level Group sul vino, ma esprime preoccupazione per il testo finale del Pacchetto Vino.
  • Il documento sembra favorire prodotti industriali e massificazione, trascurando le specificità delle piccole e medie imprese vitivinicole.
  • CEVI apprezza i progressi sulla promozione nei Paesi terzi e sul sostegno all’enoturismo, vitali per le aziende artigianali.
  • Riconosce anche i miglioramenti sugli strumenti di gestione delle crisi e stabilizzazione del sistema di autorizzazioni di impianto.
  • Il presidente Samuel Masse evidenzia che, nonostante le lacune, il Pacchetto Vino è una risposta necessaria alla crisi del settore vitivinicolo europeo.

La Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti (CEVI) ringrazia il Commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, e i servizi della Commissione europea per l’avvio dell’High-Level Group (HLG) sul vino, i cui lavori hanno posto le basi per lo sviluppo del Pacchetto Vino, pensato per rispondere alla crisi che sta colpendo il settore vitivinicolo europeo. Un riconoscimento va anche al relatore Esther Herranz Garcia, ai relatori ombra e ai membri della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, il cui contributo ha migliorato in modo significativo la proposta iniziale, rendendola più aderente alla realtà delle aziende familiari e artigianali che rappresentano il cuore del modello dei Vignaioli Indipendenti.

LE PREOCCUPAZIONI

Accanto agli elementi positivi, CEVI esprime però preoccupazione per l’orientamento complessivo del testo finale. Il documento attribuisce infatti un peso rilevante a prodotti industriali come i vini parzialmente dealcolati e rafforza dinamiche di massificazione della produzione e concentrazione degli operatori del settore, in particolare attraverso il ruolo crescente delle Organizzazioni di Produttori. Secondo CEVI, questo approccio non rispecchia le specificità di un comparto in cui la creazione di valore si fonda sulla diversità, sul legame con i territori e sul sapere artigianale. Inoltre, emerge il timore che il sostegno pubblico possa essere orientato in via preferenziale verso strutture di grandi dimensioni, a scapito delle piccole e medie imprese vitivinicole.

PROMOZIONE, TURISMO E GESTIONE DELLE CRISI

La Confederazione riconosce tuttavia i progressi compiuti su alcune priorità strategiche per le imprese rappresentate. In particolare, vengono valutati positivamente gli interventi sulla promozione nei Paesi terzi, con un miglior accesso a questa misura per i piccoli produttori, e il rafforzamento del sostegno all’enoturismo. Strumenti considerati essenziali per favorire la diversificazione e lo sviluppo economico delle aziende dei Vignaioli Indipendenti.

CEVI accoglie inoltre con favore il potenziamento degli strumenti di gestione delle crisi messi a disposizione degli Stati membri, tra cui l’introduzione della misura di estirpazione, ritenuta necessaria per affrontare le attuali tensioni del settore. Valutazione positiva anche per la stabilizzazione permanente del sistema di autorizzazioni all’impianto, definito un pilastro per l’equilibrio del vigneto europeo, e per l’estensione delle autorizzazioni di reimpianto, che garantiscono maggiore flessibilità e prevedibilità ai viticoltori.

Come sottolineato dal presidente di CEVI, Samuel Masse: «Sebbene il Pacchetto Vino non soddisfi tutti gli obiettivi stabiliti dal High-Level Group, fornisce una risposta necessaria alla situazione attuale della viticoltura europea. Grazie al lavoro del Parlamento europeo, il testo finale riflette meglio la realtà delle PMI vinicole artigianali e a conduzione familiare rappresentate dai Vignaioli Indipendenti, in particolare per quanto riguarda la promozione e il sostegno all’enoturismo. Preservare la diversità di modelli, terroir e know-how artigianale rimane essenziale per garantire il futuro della viticoltura e delle regioni vinicole europee».

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