IN BREVE
- Michel Rolland è morto improvvisamente a Bordeaux all’età di 78 anni, dopo aver lasciato un’impronta significativa nell’enologia internazionale.
- Marco Caprai ricorda Rolland come un uomo di cortesia e ironia, evidenziando il suo contributo nel rendere il vino più fine ed elegante.
- Rolland ha trasformato il panorama vinicolo mondiale tra gli anni Ottanta e Duemila, contribuendo a ridefinire il ruolo dell’enologo consulente.
- La sua collaborazione con Robert Parker negli anni Settanta ha innescato una rivoluzione qualitativa, spingendo le aziende a produrre vini di maggiore qualità.
- Nonostante le critiche sulla potenziale standardizzazione dei gusti, Rolland ha influenzato positivamente l’evoluzione dell’industria vinicola globalizzata.
Michel Rolland è morto improvvisamente nella notte tra il 19 e il 20 marzo a Bordeaux. Aveva 78 anni. La sua scomparsa chiude una stagione decisiva per l’enologia internazionale. Enologo e consulente di fama mondiale, nato a Libourne nel 1947, Rolland ha segnato in profondità l’evoluzione stilistica del vino contemporaneo, a partire da Bordeaux fino ai principali territori vitivinicoli del pianeta.
Tra i ricordi arrivati dal mondo del vino italiano c’è quello di Marco Caprai, che ha voluto ricordare il consulente francese con parole personali e nette. «Di Michel posso ricordare la sua cortesia, la sua ironia, la sua curiosità e per me queste 11 vendemmie fatte insieme sono uno dei ricordi più cari che terrò con me», afferma Caprai, raggiunto telefonicamente da Winemag. Un legame costruito nel tempo, anche attraverso il lavoro sul Sagrantino e su Montefalco.
IL RICORDO DI MARCO CAPRAI PER MICHEL ROLLAND
Nel messaggio di commiato, Marco Caprai sottolinea il peso storico di Michel Rolland nel cambiamento del vino contemporaneo. «Michel è e rimarrà l’uomo che ha cambiato il vino mondiale, l’uomo che ha indicato la strada per far sì che il vino fosse più fine, più elegante, più fruttato e avesse al primo posto il piacere del consumatore». E aggiunge: «Se oggi beviamo vini così buoni prodotti in tutto il mondo lo dobbiamo a Michel Rolland. Ci lascia l’uomo che, più di ogni altro, ha contribuito a cambiare il vino nel mondo».
Caprai lega il ricordo umano a quello professionale: «Personalmente, conservo il ricordo della sua cortesia, della sua educazione e del suo entusiasmo sincero per le nuove sfide, come quella del Sagrantino e di Montefalco. Addio Michel».
MICHEL ROLLAND E LA RIVOLUZIONE DEL VINO MONDIALE
La figura di Michel Rolland è stata centrale nella trasformazione del gusto internazionale del vino tra gli anni Ottanta e Duemila. Formatosi all’Istituto di Enologia di Bordeaux e cresciuto in una famiglia di viticoltori, con la moglie Dany fondò un laboratorio di analisi che divenne il punto di partenza di una lunga attività di consulenza.
Da Bordeaux il suo nome si è esteso rapidamente ai grandi vigneti del mondo. Stati Uniti, Argentina e numerosi altri Paesi si affidarono alla sua visione. In questo percorso, Rolland contribuì a ridefinire il ruolo dell’enologo consulente, diventando una delle figure più riconoscibili dell’enologia globale.
IL LEGAME CON ROBERT PARKER E BORDEAUX
Uno dei passaggi decisivi della sua traiettoria professionale fu l’incontro, nei primi anni Settanta, con Robert Parker. Da quel rapporto prese forma una nuova stagione qualitativa che spinse molte aziende a cercare vini più compiuti, più leggibili e più centrati sul piacere del consumatore.
Secondo Marco Caprai, quell’intesa «ha dato origine a una vera rivoluzione qualitativa, spingendoci a produrre vini sempre migliori e ad esplorare territori fino ad allora impensabili». Una rivoluzione che ebbe il suo epicentro a Bordeaux, o meglio a Pomerol, come avrebbe precisato lo stesso Rolland, e che contribuì a ridisegnare la geografia dei grandi vini mondiali.
UN’EREDITÀ DECISIVA E DISCUSSA NELL’ENOLOGIA INTERNAZIONALE
L’impronta di Michel Rolland è stata profonda anche sul piano stilistico. I vini associati alla sua consulenza hanno spesso incarnato un modello di maggiore concentrazione, morbidezza e immediatezza espressiva. Un modello premiato dal mercato, ma anche discusso da chi vi ha letto il rischio di una standardizzazione dei gusti.
Al di là del dibattito, resta il fatto che la sua azione ha accompagnato, e in molti casi anticipato, l’evoluzione dell’industria vinicola globalizzata. Padre di due figlie e sempre legato alla sua regione d’origine, Michel Rolland lascia un’impronta indelebile nella storia recente del vino.






