Mercato FIVI 2025 quando la passione che va oltre i numeri (2)

Mercato FIVI 2025: quando la passione va oltre i numeri

IN BREVE
  • Il Mercato FIVI 2025 ha accolto più di 1.000 vignaioli, 8.000 vini ed oltre 28.000 visitatori.
  • La fiera mantiene forte il contatto diretto tra i produttori e i consumatori.
  • L’organizzazione è stata ben curata, ma la grande affluenza rende difficile esplorare tutto in soli tre giorni.
  • Il successo del Mercato FIVI evidenzia l’importanza di questo evento per il settore e per la comunità locale.

Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI chiude la 14ª edizione (dal 15 al 17 novembre) confermandosi tra gli appuntamenti più rilevanti del settore. A decretarne, ancora una volta, il successo sono i numeri. Gli oltre 40.000 metri quadri dei padiglioni 29 e 30 messi a disposizione da BolognaFiere hanno accolto i banchetti di più di 1.000 vignaioli e vignaiole.

Oltre 8.000 i vini in assaggio e in vendita. Presenti anche i vignaioli europei delle associazioni nazionali bulgara, ceca e slovena membri della CEVI. In parallelo, l’area dedicata agli oli ha riunito 28 aziende della FIOI. Oltre 28.000 i visitatori che hanno avuto a disposizione 1.500 carrelli e un servizio di spedizioni a domicilio per i propri acquisti.

I VIGNAIOLI E IL LORO PUBBLICO: LA VERA FORZA DI FIVI

Ma la vera forza del Mercato FIVI va oltre i numeri. La Fiera Mercato dei Vignaioli mantiene salda la sua identità nata 14 edizioni fa: il contatto diretto fra i produttori ed i loro consumatori (oggi diremmo i “winelover”). È la possibilità vera, per chi il vino lo ama e lo beve, di poter conoscere ed imparare direttamente da chi il vino lo fa.

«Dietro a ogni stand, mentre si degusta, si parla con le persone che si sporcano le mani ogni giorno – dice un ragazzo con calice ancora in mano –. Persone che col dito sulla foto ti dicono com’è e dov’è la loro vigna. Ti raccontano di quando non hanno fatto in tempo a vendemmiare perché pioveva troppo o perché il sole aveva già bruciato tutto».

Una dislocazione causale degli stand, senza divisione regionale, che non fa sconti né favoritismi. Ogni visitatore può così confrontarsi e degustare realtà fra loro anche molto differenti a un calice di distanza.

«Si fa colazione con un Trentodoc, un pre-pranzo con un Trebbiano Spoletino, merenda con un Barbaresco e un aperitivo con un Vermouth artigianale delle Lipari. Il tutto in dieci metri – afferma una ragazza dal sorriso aperto e gli occhi di un bimbo al luna park –. Per altro con un’organizzazione oggettivamente ben curata».

QUANDO PREGI E DIFETTI COINCIDONO

Grande cura dell’organizzazione: in meno di mezz’ora dall’apertura dei cancelli si è pronti a degustare, calice al collo e carrello fra le mani. Numerose le fontanelle per sciacquare i bicchieri. Ciononostante il limite della Fiera Mercato FIVI sta proprio nel suo successo.

Più di 1.000 vignaioli, oltre 8.000 vini, 40.000 mq di esposizione. Troppo per poter essere esplorata davvero in soli 3 giorni. Il rischio è quello di doverla affrontare “preparati”, segnarsi prima i nomi da visitare e girare rimbalzando come palline da flipper, cartina alla mano, fra stand a padiglioni. Si perde così il gusto della scoperta. Dell’assaggio fatto semplicemente perché si passava di lì. Dell’acquisto di cuore.

«Fino a poche edizioni fa– racconta un Vignaiolo – diciamo grossomodo fino a un po’ prima del cambio di location da Piacenza a Bologna, la maggior parte delle persone che assaggiava al banchetto erano sconosciuti. Gente che passa, nota l’etichetta o un’altra cosa e decide di fermarsi, provare, scoprire. Oggi credo che un 80% circa di chi si ferma è gente che mi conosce o conosce la cantina, amici che passano per un saluto o un acquisto».

Perché in fondo il vino è anche scoperta. Perché in fondo il vino è anche esplorazione. Perché le bottiglie più emozionanti «non so dove le ho comprate. Di sicuro le ho cercate senza nessuna fretta, perché l’argento sai si beve, ma l’oro si aspetta» (Cit. Niccolò Fabi).

LA SODDISFAZIONE DEGLI ORGANIZZATORI

«C’era il sole sui volti delle Vignaiole e dei Vignaioli, degli olivicoltori, delle migliaia di persone che in questi giorni si sono incontrate al Mercato dei Vini», commenta Rita Babini, presidente FIVI.

«Il successo di questa edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti conferma ancora una volta la forza del modello FIVI e la capacità di BolognaFiere di valorizzarne l’identità – commenta Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere –. La crescita dei visitatori, la qualità del pubblico e il legame sempre più saldo con la città ci dicono che questo appuntamento è diventato molto importante per il territorio e per l’intero settore. L’energia dei vignaioli, la loro storia e la loro visione arrivano dritte al cuore dei consumatori e generano una community autentica, fatta di passione e competenza».

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