L’Oriou, l'Italian Grape Ale della Valle d’Aosta firmata Grosjean e Agri birrificio

L’Oriou, l’Italian Grape Ale della Valle d’Aosta firmata Grosjean e Agri birrificio

IN BREVE
  • Nasce in Valle d’Aosta la prima Italian Grape Ale chiamata L’Oriou, frutto della collaborazione tra Hervé Grosjean e Matteo Leoni.
  • La birra combina vino e birra per valorizzare le varietà autoctone valdostane, utilizzando orzo e luppolo locali.
  • Il mosto d’uva, in particolare il Petit Rouge, determina il colore e il profilo aromatico della birra.
  • La produzione include una fermentazione con lievito Saison e una seconda fermentazione in bottiglia.
  • L’Oriou rappresenta un progetto innovativo per integrare competenze locali e promuovere il territorio valdostano.

Prende forma un progetto inedito per la Valle d’Aosta: la prima Italian Grape Ale realizzata sul territorio. Si chiama L’Oriou ed è il risultato dell’incontro tra Hervé Grosjean e Matteo Leoni, titolare dell’Agri birrificio di Saint-Pierre. Una birra con mosto d’uva che segna un debutto assoluto per la regione e per la stessa azienda vinicola Grosjean Vins.

L’Oriou nasce come sintesi tra vino e birra, con l’obiettivo di valorizzare le varietà autoctone valdostane. Il nome richiama proprio questa identità territoriale e celebra la famiglia dei vitigni locali. Per Grosjean Vins, realtà nota per l’attenzione alle iniziative legate al territorio, si tratta di un nuovo passo nel mondo delle fermentazioni.

PROGETTO E MATERIE PRIME

La base brassicola utilizza orzo coltivato in Valle d’Aosta, proveniente dai campi dell’Agri birrificio in zona Saint-Pierre. A questo si aggiunge una piccola quantità di luppolo della stessa area. Una scelta che mantiene la filiera ancorata al territorio.

Per la fermentazione è stato selezionato un lievito Saison, tipico delle birre belghe. La lavorazione avviene a una temperatura leggermente più bassa, così da privilegiare l’espressione varietale del mosto d’uva. Il risultato punta a un profilo fresco, elegante, leggero e asciutto. Terminata la prima fermentazione, la birra viene lagerizzata a freddo per stabilizzarla. Segue un lieve riscaldamento e l’imbottigliamento, fase che avvia la seconda fermentazione in bottiglia.

IL RUOLO DEL PETIT ROUGE

Elemento centrale del progetto è il mosto d’uva. «Dopo un attento studio sulla tipologia di uva da utilizzare, la scelta è ricaduta sul Petit Rouge, vitigno autoctono a bacca rossa, capace di esprimere profumi intensi e grande personalità. Dopo una prima fermentazione legata alla birrificazione, sul finale viene aggiunto il mosto d’uva per completarne il ciclo, conferendo alla birra un colore rosato tenue e sentori di delicati profumi d’uva fresca», spiega Hervé Grosjean.

Il Petit Rouge, varietà simbolo della Valle d’Aosta, contribuisce a definire il profilo aromatico e il colore della IGA, inserendosi nel processo produttivo nella fase conclusiva della prima fermentazione.

COLLABORAZIONE TRA VINO E BIRRA

«Oggi – conclude Hervé Grosjean – con grande orgoglio, possiamo parlare di come questo esempio virtuoso di collaborazione sia in grado di sostenere e promuovere la nostra regione. Un’operazione che unisce il mondo del vino e della birra dando vita così a un prodotto unico e profondamente legato alla Valle d’Aosta».

L’Oriou rappresenta così un progetto congiunto tra due realtà valdostane che condividono materie prime locali e una visione comune: integrare competenze diverse per valorizzare il territorio attraverso una nuova interpretazione della Italian Grape Ale.

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