Francesco Bennati, il 26enne tra i grandi dell’En Primeur di Bordeaux con Qualità Club Selection

Il giovane veronese si è conquistato la fiducia dei francesi, a Pomerol. Oggi seleziona i Grand Cru per la distribuzione di famiglia, che nel 2022 festeggia 40 anni

Francesco Bennati, il 26enne tra i grandi dell'En Primeur di Bordeaux con Qualità Club Selection
A scuola non è mai stato il primo della classe, anzi. Ai libri universitari ha sempre preferito la pratica. Eppure oggi, ad appena 26 anni, Francesco Bennati è tra il pugno di négociant internazionali invitati all’En Primeur di Bordeaux, in qualità di anima e volto giovane e dinamico della distribuzione Qualità Club Selection di Illasi, poco fuori Verona. Una sedia lo attende ogni primavera, al suono della campanella delle nuove annate dei Grand Cru bordolesi. Un circolo di privilegiati a cui è affidato il 25% del valore complessivo dei vini di Bordeaux, costituito da appena il 4% della produzione totale annua (attorno ai 500 milioni di bottiglie). L’eccellenza assoluta.

Pensare che Francesco Bennati, a Bordeaux, ci è finito per la prima volta «in punizione». La Semaine des Primeurs, ovvero la settimana di degustazioni in cui i commercianti accreditati alla Place de Bordeaux assaggiano e valutano i campioni di botte dei migliori châteaux locali – almeno 18 mesi prima che vengano immessi in commercio – era finita da un pezzo. «Lo ho mandato a Bordeaux a vendemmiare», racconta con orgoglio il padre, Carlo Bennati: «La scuola non sembrava fatta per lui e, da buon adolescente ribelle, non aveva alcun interesse a lavorare con me, in azienda».

UNA FAMIGLIA DI PREDESTINATI

Una scelta quanto mai azzeccata. Francesco Bennati si è fatto apprezzare in vigna, tanto da essere invitato a prendere parte alle vinificazioni dello châteaux di Pomerol in cui era stato “spedito” dal padre. La prima chiamata alla prestigiosa En Primeur di Bordeaux è arrivata nel 2019, grazie a un passaparola tra vigneron e négociant che, da un lato, si deve ai meriti del giovane veronese, sin da giovanissimo «col naso nel calice». E, dall’altro, al “buon sangue” di una famiglia che, già col padre Carlo, aveva dato prove di grandi abilità e affidabilità nella commercializzazione dei migliori vini di Bordeaux in Italia.

Le storie di padre e figlio, Carlo e Francesco Bennati, sembrano incrociarsi e abbottonarsi, di anno in anno, con precisione sartoriale. Delineando i contorni di un futuro luminoso in comune. Da predestinati. Carlo Bennati, 63 anni portati con eleganza e leggerezza, ha iniziato la sua carriera in Qualità Club Selection come magazziniere. «Mi pagavo gli studi», spiega da quello che è divenuto negli anni il quartier generale della distribuzione, in Località Campidello, 5. Una bella proprietà che comprende uffici, sala degustazione e shop, oltre a un palazzo d’epoca e l’ampio magazzino. Il tutto circondato dai terreni e dai vigneti, a cavallo tra Soave e Valpolicella.

NEL 2022 ANNIVERSARIO DEI 40 ANNI DI QUALITÀ CLUB SELECTION

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Oggi Carlo Bennati è amministratore delegato e socio di minoranza di Qualità Club Selection, realtà che nel 2022 festeggia l’anniversario dei 40 anni dalla fondazione. Al produttore altoatesino Klaus Lentsch la presidenza e il compito di portare avanti il progetto avviato nel 1982 dal produttore di Lambrusco Grasparossa Massimo Gibellini (Tenuta Pederzana), coordinatore commerciale per conto del gruppo di aziende artigiane e agricole riuntesi per la distribuzione di vini e specialità gastronomiche, italiane ed internazionali. La presenza di vignaioli nella governance di QCS, di fatto, uno dei tratti distintivi della distribuzione di Illasi.

Negli anni, la Valpolicella di Qualità Club Selection si è “gemellata” con Bordeaux, zona vinicola ormai “chiavi in mano” per Francesco Bennati. Il Soave ha poi incontrato i bianchi dell’Alto Adige, della Mosella, dell’Alsazia e del Burgenland, oltre allo Champagne, importato regolarmente dagli anni Novanta. La salumeria spagnola ed il pescato del Cantabrico hanno fatto eco ai prosciutti di Parma e alle Trote trentine. Il Riso veronese ha chiamato a Illasi la pasta di Gragnano. «Evitiamo per policy aziendale la Gdo e le vendite online – spiegano padre e figlio – mantenendo tuttavia una particolare attenzione all’evoluzione multicanale, in continuo sviluppo».

IL CATALOGO QUALITÀ CLUB SELECTION

Una settantina le cantine presenti nel catalogo di Qualità Club Selection. Circa trenta le aziende che si occupano di food. Focus enologico molto profondo su Bordeaux, che conta il maggior numero di rappresentanti tra le regioni vinicole straniere: Famiglia Thienpont (Pomerol, Saint Emilion, Cotes De Bordeaux-Francs, Lalande De Pomarol), Famiglia Delon (Mèdoc), Lafite Rotschild (Sauternes). E ancora: Chateau Le Grand Verdus (Bordeaux Superior), Pape Clement (Pessac Léognan), Chateau Pontet Canet (Pauillac), Chateau Figeac (Saint Emilion), La Gaffeliere (Saint Emilion), Chateau Montrose (Saint Estèphe) e Chateau Siran (Margaux).

Una scelta dettata dal fatto che la famiglia Bennati considera «il mercato dei vini di Bordeaux “protetto” da speculazioni che invece stanno investendo la Champagne», comunque rappresentata nel catalogo da Bauget-Jouette (Vallée De La Marne), Gaspard Crepaux (Cotê De Blanc), Lucien Lemaire (Vallée De La Marne), Roger Brun (Vallée De La Marne), Massin (Aube) e Jeeper (Montagne De Reims). Merito di questa «protezione» è proprio «il sistema dell’En Primeur di Bordeaux, che consente l’accesso al top di gamma ai soli négociant, secondo criteri di merito basati su vendite e posizionamento delle etichette nel proprio mercato di riferimento». Terzo gradino del podio per la Borgogna, con Maldant Pouvelot (Chorey Les Beaune) e Domaine Massin (Chablis).

Rappresentate poi Alsazia, Limoux e Provenza per la Francia, oltre a Mosella per la Germania, Weinviertel e Burgenland per l’Austria. Per l’Italia, ben dipinta da nord a sud, parecchio spazio al Veneto. Si spazia dalla Valpolicella de Le Guaite di Noemi agli straordinari Metodo classico di Zamuner, senza dimenticare il Prosecco di Adami (tra i fondatori della distribuzione) e i Soave e Lessini Durello di Sandro De Bruno. Passando per la buona rappresentanza di Barolo, Langhe e Roero (Cravanzola, Ronchi, Alessandro Rivetto e Rocche Costamagna), si tocca Montalcino (con Il Poggiolo). E si arriva, tra gli altri, sino in Sicilia, rappresentata dai Mamertino di Vigna Nica.

ALLA SCOPERTA DELLA SELEZIONE

C’è il rischio di perdere la bussola tra le “chicche” del catalogo Wine & Food di Qualità Club Selection, accomunate dal fil rouge dell’eccellente rapporto qualità prezzo. Ecco allora alcune dritte tra vini e specialità gastronomiche italiane ed internazionali, degustate a Illasi in compagnia di Carlo e Francesco Bennati. Tra i vini da non perdere, il Trento Doc Brut Nature di Cenci, cantina fondata nel 2018 dai coniugi Valentino e Silvia Cenci, nella Bassa Valsugana. Gran equilibrio e prospettiva per il Lessini Durello Doc Dosaggio Zero 36 mesi di Sandro De Bruno. Emozione pura lo Champagne Brut Grand Cru Aÿ 2014Cuvée Des Sires” di Roger Brun (70% Pinot Noir, 30% Chardonnay), muscolare e assieme cremoso, dotato di grandissimo nerbo e al contempo eleganza, nel segno del Pinot Nero di Aÿ.

Warning: Not to drink in actress’s boots” e “Best before: your funerals“, recita la provocatoria (ma realistica) retro etichetta che, così come il vino, rappresenta alla perfezione la personalità del produttore, fanatico di rugby. Una passione palesata dall’utilizzo di una palla “ovale” per il merchandising della Roger Brun. Tra i modelli di questa etichetta, niente di meno che la “Grande Année” di Bollinger (alla circa la metà del prezzo, ma non ditelo troppo in giro).

Grande responsabilità quella di Klaus Lentsch, dal 2013 presidente di Qualità Club Selection. Le sue etichette riflettono appieno la mission della distribuzione, oltre ad essere specchi fedeli del territorio altoatesino, tra Valle Isarco, Oltradige e Bassa Atesina. Weissberg” è il vino nato da un’intuizione: quella di vinificare a parte una parcella della propria vigna di Pinot Bianco, ai piedi delle montagne della Mendola, con piante di 45 anni di età media. Ecco dunque un Pinot Blanc di estrema eleganza e dal carattere forte, ammorbidito dal tonneau di secondo passaggio. Sorso cremoso in ingresso, assoluta tensione e tocco salino in chiusura: vino già godibile, con ottimo potenziale di lungo affinamento. Guarda alla Borgogna, o meglio a Volnay, il Sudtirol Blauburgunder Doc Pinot NeroBachgart“, vero e proprio capolavoro di Klaus Lentsch.

Tornando ai bianchi, vista la straordinaria forma del Cotes De Bordeaux-Francs 2008 di Chateau les Charmes Godard, il consiglio è di fare scorta (a cartoni) del millesimo 2018, oggi in commercio (63% Sémillon, 21% Sauvignon Blanc, 16% Sauvignon Gris). Qualità Club Selection non cade neppure sul capitolo Riesling. Due i vini degustati, entrambi specchi fedeli del rispettivo terroir: Bender per la Mosella (Germania), con “Zenit Paulessen” 2018; Spannagel per l’Alsazia (Francia) con Wineck-Schlossberg Alsace Grand Cru 2016. Entrambi giovanissimi, con il secondo (il più “anziano”) che sembra tuttavia avere una marcia in più.

Molto giovane ma di grandissima prospettiva anche il Barbaresco Docg 2018 dell’Azienda agricola Ronchi di Giancarlo Rocca. Straordinario il “coniglio” estratto dal cappello da Francesco Bennati: il Margaux Grand Cru Classé di Château Malescot Saint-Exupéry 1978 (49% Cabernet Sauvignon, 38% Merlot, 8% Cabernet Franc e 5% Petit Verdot) chiarisce il senso delle En Primeur di Bordeaux. Frutti rossi avvolti in un’elegantissima speziatura dominano un sorso che sembra non voler cedere affatto alla morsa del tempo e dei terziari. Accenni leggerissimi di sottobosco (fungo) tradiscono solo in parte, dopo diversi minuti di ossigenazione, l’età di un nettare che pare immortale, anche nel colore.

SPAZIO ANCHE ALLE ECCELLENZE DEL FOOD

Verso la chiusura del sipario, niente di meglio del Sauternes 2010 Les Carmes De Rieussec di Château Rieussec, con le sue note iodiche e di zafferano a fare il paio con il foie gras di Ambassade Du Terroir, azienda situata fra il Perigord e il Quercy. Per la texture del Turron de Jijona, torrone tipico della zona di Alicante, in Spagna, tanto morbido quanto saporito, risulta invece perfetto il pairing con un distillato. Carlo Bennati fa letteralmente centro con il Dol Gin della Distilleria Zu Plun, il Gin delle Dolomiti firmato dal mastro distillatore Florian Rabanser, a Castelrotto (BZ).

Foie gras e torrone di Alicante sono solo due delle “chicche” del Food presenti nel catalogo di Qualità Club Selection. Continuando ad addentrarsi nel territorio dei dolci, da segnalare anche la maniacale cura del cioccolato Bonnat: una lunga storia d’amore, iniziata nel 1884 con il fondatore Felix Bonnat, oggi rappresentata dallo “scienziato del cioccolato” Stéphane Bonnat.

Procedendo a ritroso, ottima la selezione di salumi con l’accoppiata Salame di Felino Igp e Coppa della Bassa di Salumi Di Parma, impreziosita dalla Cecina De León Igp (fesa di manzo) di Specialità Spagnole. Variegata anche la disponibilità di pesce pregiato. All’italianissima trota salmonata affumicata e al salmerino marinato in bocconcini del brand trentino “Trota Oro” (Famiglia Leonardi), risponde dall’Alaska il carico da novanta del Salmone Selvaggio Sockeye affumicato de I Salmoni Di Valentino (Valentino Ramelli).

Completando il viaggio a ritroso nella Dispensa di Qualità Club Selection, ecco il Riso Nero Aromatico di Pila Vecia (Isola Della Scala, Verona), il più antico impianto di pilatura del riso funzionante in Italia. Perfetta per la preparazione degli antipasti la Maionese Veg con Paccasassi dell’azienda marchigiana Rinci, matrimonio perfetto con le Acciughe Del Mar Cantabrico di Costera, importate dalla distribuzione di Illasi sin dagli anni Novanta, quando non erano ancora “di moda”.

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