Covid-19: il Sudafrica vieta la produzione di vino e alcolici, in piena vendemmia

La decisione contenuta nel “Disaster Management Act” fa infuriare il settore, pronto alla disubbidienza

In Sudafrica produrre e vendere vino e alcolici è proibito per le prossime tre settimane. Si tratta di una delle misure del Disaster Management Act, il pacchetto di iniziative del governo sudafricano per contenere l’emergenza Covid-19. Un vero colpo per l’industria vitivinicola del Paese, nel pieno della vendemmia 2020.

Secondo i dati più aggiornati del Center for Systems Science and Engineering (CSSE) at Johns Hopkinsriferiti, in Sudafrica i casi di persone affette da Coronavirus sono 927 (dato delle ore 22.30 del 26/03/2020). Tra questi si contano 12 infetti ricoverati in ospedale. Ancora a zero la conta delle vittime. A confermare il report è lo stesso ministro sudafricano Zweli Mkhize, in una nota ufficiale da Pretoria.

Forse anche per questo sembra dura la misura comunicata dal ministro dell’Agricoltura Nkosazana Dlamini Zuma (nella foto sopra, a sinistra) in vigore dalla mezzanotte del 26 marzo fino al 16 di aprile. La produzione e commercializzazione di alcolici non rientra nella lista delle attività connesse ai beni di prima necessità. Tradotto: interruttori abbassati in vigna e in cantina. Per decreto“.

Critico contro il provvedimento H.J. Basson, managing director di Vinpro, la no-profit che coordina 2.500 aziende del settore vitivinicolo in Sudafrica. “Il Governo – dichiara – ha confermato le peggiori notizie possibili per l’industria vinicola sudafricana. Siamo estremamente delusi dalle normative, dal momento che il documento finale contraddice l’impegno verbale dei dipartimenti nazionali”.

“In sintesi – spiega Basson – solo i prodotti alimentari, incluse le bevande analcoliche, sono elencati come prodotti essenziali, con l’intento di vietare qualsiasi commercio e produzione di prodotti alcolici per i prossimi 21 giorni. L’unico servizio che può continuare è la produzione di alcol per uso industriale”.

Di fatto, alcune aziende del settore della distillazione in Sudafrica si sono convertite alla produzione di alcoli per igienizzanti. Una proposta simile a quella fatta ieri, in Italia, dall’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e AssoDistil, alla ministra Teresa Bellanova.

Sempre secondo l’amministratore delegato di Vinpro, il Governo sudafricano avrebbe agito “senza entrare nel merito”. “Pur essendo chiaro che la potenziale minaccia di Covid-19 abbia superato le priorità economiche – sottolinea Basson – l’industria vitivincola potrebbe andare incontro a implicazioni catastrofiche, dal punto di vista economico e socio-economico, dettate dal blocco alla produzione”.

Vinpro chiede dunque al ministro dell’Agricoltura Nkosazana Dlamini Zuma l’autorizzazione a “completare le attività di raccolta nelle prossime due settimane e garantire lo stock” e si dice pronta a “disobbedire alle normative vigenti, che vietano l’esportazione di vino”. “Questo è un aspetto estremamente importante per la sostenibilità economica e la stabilità socio-economica attuale e futura”, precisa l’ad H.J. Basson.

Più morbida la posizione del management della South Africa Wine Industry Information and System (Sawis), che ha preso atto – pare, senza polemiche – delle misure del governo in merito all’emergenza Covid-19. Saranno condotte “solo le attività dell’agenzia che potranno essere svolte da casa”, in supporto ai produttori.

Aggiornamento del 27/03/2020
Covid-19 in Sudafrica, il governo ripensa al “lockdown”: la vendemmia può proseguire

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