Concours Mondial Bruxelles, Centinaio: «Soldi pubblici spesi senza logica»

IN BREVE
  • Gian Marco Centinaio critica l’uso di soldi pubblici per il Concours Mondial de Bruxelles, evidenziando mancanza di ritorni chiari per cantine e territori.
  • L’inchiesta di Winemag rivela oltre un milione di euro spesi da Calabria, Campania, Sardegna e Sicilia per il concorso.
  • Secondo il vicepresidente del senato, è fondamentale che il settore vinicolo parli in modo più semplice per attrarre le nuove generazioni, che preferiscono birra e alcolici.
  • La belga Vinopres, società privata, beneficia di fondi pubblici per l’organizzazione del concorso, sollevando interrogativi.

«Soldi pubblici spesi senza logica e senza programmazione». Così Gian Marco Centinaio commenta l’inchiesta di Winemag sui fondi pubblici a cui hanno attinto quattro regioni italiane per organizzare sessioni locali del concorso enologico Concours Mondial de Bruxelles (CMB). Il vicepresidente del Senato, produttore di vino con la propria famiglia in Oltrepò pavese, non usa mezzi termini.

«Continuo a pensare che eventi come questi non servano al vino. Quali ritorni per le cantine? Quali ritorni per i territori? E quali ritorni per il settore? Servono a divulgare il consumo consapevole? O per migliorare l’appeal del settore? Le nuove generazioni non bevono vino solo perché è un prodotto lontano dal loro modo di pensare: troppo complicato e troppo autoreferenziale».

«Le nuove generazioni – continua Centinaio – bevono birra o super alcolici. Quando capiremo che il settore deve “scendere dal piedistallo” e parlare in modo più semplice forse avremo come interlocutore anche le nuove generazioni».

CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES: L’INCHIESTA DI WINEMAG

L’inchiesta di WineMag.it mette in fila per la prima volta l’ammontare dei fondi pubblici destinati a cinque edizioni italiane del Concours Mondial de Bruxelles. Oltre un milione di euro erogati da quattro Regioni – Calabria, Campania, Sardegna e Sicilia – per coprire costi di ospitalità, logistica, organizzazione e comunicazione. Una cifra destinata a salire rispetto ai circa 1,35 milioni attuali, con la sessione rosati prevista a Cirò – CMB nuovamente in Calabria, dunque – dal 27 al 29 marzo 2026.

Le voci di spesa ricostruite mostrano un quadro frammentato ma omogeneo nella sostanza: contributi pubblici destinati alle attività della società organizzatrice del concorso, la belga Vinopres. Una realtà privata, estranea all’egida dell’Oiv, l’Organizzazione internazionale della Vigna e del Vino. Solo per la Sardegna, nel 2024, la Regione ha impegnato circa 300 mila euro. In Sicilia, fra il 2022 e il 2025, le somme superano i 350 mila euro complessivi. Mentre la Campania ha accantonato 88.388,50 euro per la struttura dedicata all’accoglienza dei degustatori. Anche la Calabria ha messo sul piatto circa 300 mila euro per l’edizione 2022.

Il modello che emerge dall’inchiesta solleva interrogativi sulla destinazione del denaro pubblico. Da una parte, la narrazione della promozione territoriale, spesso utilizzata per giustificare l’investimento su eventi internazionali. Dall’altra, l’evidenza di fondi pubblici che finiscono per avvantaggiare un soggetto privato incaricato di organizzare un concorso itinerante. Un tema che attraversa la politica del vino italiano e apre un dibattito – più ampio – sulla trasparenza, l’efficacia e il reale valore di iniziative che si presentano come vetrine internazionali per le denominazioni regionali.

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