Bayer accelera sulla viticoltura rigenerativa con il progetto 'Rigenerare per crescere'

Bayer accelera sulla viticoltura rigenerativa con il progetto ‘Rigenerare per crescere’

IN BREVE
  • Bayer potenzia la viticoltura rigenerativa con il progetto “Rigenerare per crescere”, presentato in mattinata a San Patrignano.
  • L’iniziativa mira a diffondere pratiche sostenibili e affrontare sfide come cambiamenti climatici e patogeni.
  • Il progetto coinvolge aziende in Piemonte, Toscana e Veneto, combinando agronomia e soluzioni digitali.
  • Gli obiettivi includono aumento della produttività, tutela della biodiversità e gestione sostenibile delle risorse idriche.
  • Nel 2026 Bayer prevede di ampliare il progetto e avviare attività formative per rendere la viticoltura rigenerativa un modello scalabile.

Bayer rafforza il proprio impegno nella viticoltura rigenerativa con il progetto “Rigenerare per crescere”, presentato quest’oggi, 11 marzo 2026, all’Auditorium di San Patrignano, a Coriano (Rimini). L’iniziativa coinvolge alcune aziende vitivinicole italiane e punta a diffondere pratiche agronomiche orientate alla sostenibilità, alla tutela della biodiversità e alla resilienza dei vigneti.

Il progetto nasce per accompagnare il settore vitivinicolo in una fase caratterizzata da sfide crescenti: cambiamenti climatici, evoluzione di patogeni e parassiti, alterazioni dei cicli fenologici della vite e un quadro normativo sempre più stringente. In questo contesto Bayer propone un approccio che integra innovazione tecnologica, supporto agronomico e strumenti digitali. L’obiettivo è poi «migliorare la gestione dei vigneti e la redditività delle aziende agricole».

VITICOLTURA RIGENERATIVA: IL PROGETTO BAYER TRA PIEMONTE, TOSCANA E VENETO

“Rigenerare per crescere” coinvolge aziende partner in Piemonte, Toscana e Veneto e combina pratiche agronomiche adottate dalle aziende agricole con soluzioni per la protezione delle colture e sistemi digitali di supporto alle decisioni (DSS). L’iniziativa include attività di monitoraggio della biodiversità. Inoltre, sono previste azioni di comunicazione rivolte alla filiera vitivinicola.

Secondo Bayer, la viticoltura rigenerativa si basa su risultati misurabili che comprendono incremento della produttività, miglioramento del benessere socio-economico delle comunità agricole, salute del suolo, tutela della biodiversità e gestione sostenibile delle risorse idriche.

Greta Pignata, Communications & Regenerative Agriculture Expert Bayer Crop Science Italia, spiega: «Per Bayer l’agricoltura rigenerativa è un modello di produzione basato sul raggiungimento di risultati chiave», tra cui «aumento della resa e miglioramento della produttività, miglioramento del benessere socio economico di agricoltori e comunità, miglioramento della salute del suolo, mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, tutela e ripristino della biodiversità, conservazione delle risorse idriche».

LE ESPERIENZE DELLE AZIENDE COINVOLTE NEL PROGETTO

Nel corso dell’evento sono state presentate le esperienze della campagna viticola 2025, primo anno di applicazione del progetto. Tra le aziende partecipanti figurano San Felice, Marcello del Majno, Fontanafredda e Montaribaldi.

Carlo De Biasi, direttore generale di San Felice, ha sottolineato: «San Felice è tra le realtà pioniere della viticoltura sostenibile in Toscana e partecipa attivamente a network internazionali dedicati alla viticoltura rigenerativa. Da tempo lavora sul recupero della fertilità dei suoli e sulla tutela della biodiversità. In particolare, su questo ultimo punto, con il progetto “Rigenerare per crescere” ha trovato un percorso concreto e misurabile per dare forza a questo impegno».

Alberto Fregonese, direttore tecnico Marcello del Majno, ha evidenziato: «Il legame con la comunità locale è uno degli elementi centrali del nostro percorso aziendale. Questo progetto di viticoltura rigenerativa consente di gestire in modo strutturato l’incremento della biodiversità e, grazie all’uso integrato di agrofarmaci innovativi e strumenti digitali, di preservare la qualità delle uve ottimizzando gli input, con ricadute positive in termini di efficienza economica e rapporto con il territorio».

SAN FELICE, FONTANAFREDDA, MARCELLO DEL MAJNO E MONTERIBALDI NEL PROGETTO BAYER

Alberto Grasso, direttore tecnico e responsabile agronomico Casa Emanuele di Mirafiore – Fontanafredda, ha spiegato: «La viticoltura rigenerativa inserita nel contesto biologico in cui noi operiamo richiede soluzioni pienamente compatibili con questo approccio. L’impiego della confusione sessuale per la gestione della Lobesia botrana, ad esempio, ha consentito di mantenere la qualità delle produzioni, riducendo il calpestamento del terreno, favorendo l’entomofauna utile e riducendo l’uso di acqua per i trattamenti insetticidi, con benefici concreti per suolo e ambiente».

Sergio Belmonte, direttore tecnico vigna e cantina Montaribaldi, ha aggiunto: «L’utilizzo del digitale per il monitoraggio delle malattie, previsto dal progetto di collaborazione “Rigenerare per crescere”, ha reso più efficace la gestione della peronospora in un contesto di cambiamento climatico. L’ottimizzazione dei trattamenti ci ha consentito di ridurre gli impatti ambientali e i passaggi non necessari in vigneto, con benefici concreti su costi, efficienza e produttività».

MONITORAGGIO DELLA BIODIVERSITÀ CON LA TECNOLOGIA 3BEE

Una parte del progetto riguarda il monitoraggio della biodiversità nei vigneti. Dal 2025 Bayer Crop Science collabora con 3Bee, società specializzata nella misurazione e tutela della biodiversità. All’interno delle aziende partner sono stati integrati dati satellitari e parametri ambientali con il monitoraggio degli insetti impollinatori tramite otto sensori bioacustici IoT Spectrum, sviluppati da XNatura, divisione di Nature Intelligence di 3Bee. Inoltre, le aziende coinvolte hanno adottato Biodiversity Action Plan specifici per i singoli siti.

Daniele Valiante, Agronomist & Biodiversity Strategist di 3Bee, ha dichiarato: «La collaborazione con Bayer e le aziende vitivinicole nasce dalla consapevolezza che monitorare e preservare la biodiversità locale significa proteggere l’integrità del territorio e l’identità unica dei vini. In un momento in cui il settore agricolo è chiamato a misurarsi con le sfide del cambiamento climatico e della perdita di habitat, abbiamo implementato un approccio concreto e scientificamente fondato per comprendere, quantificare e migliorare il rapporto tra attività vitivinicola e natura».

GLI SVILUPPI DEL PROGETTO “RIGENERARE PER CRESCERE” NEL 2026

I primi dati raccolti indicano condizioni ecologiche superiori rispetto ai benchmark di mercato nei vigneti coinvolti. Per il 2026 Bayer prevede l’ampliamento del progetto a nuove aziende interessate alla viticoltura rigenerativa.

Tra gli obiettivi figurano il rafforzamento delle strategie di difesa fitosanitaria in ottica rigenerativa, la misurazione di specifici indicatori di performance (KPI) e l’avvio di attività formative dedicate ai viticoltori. L’intento è rendere la viticoltura rigenerativa un modello applicabile su scala più ampia. Per questo, sono stati scelti strumenti di monitoraggio e valutazione capaci di misurare gli effetti delle pratiche adottate nei vigneti.

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