IN BREVE
- Presentato durante Wine Paris 2026 il primo Bolgheri Superiore di Ruffino, Garzaia 2023.
- Olga Fusari, senior winemaker di Ruffino, pone l’accento sulla valorizzazione delle caratteristiche intrinseche del territorio di Bolgheri.
- La ricerca dell’eleganza, sottolinea l’ex enologa di Ornellaia, è fondamentale per i vini rossi moderni, evitando estrazioni e sovrastrutture.
- Fusari evidenzia l’importanza di preservare la qualità dell’uva senza forzature, utilizzando legno ed estrazione con grande attenzione.
- Un approccio che è frutto del percorso professionale pregresso e sul desiderio personale di produrre vini piacevoli.
Come ci si approccia alla produzione di un nuovo vino rosso nel 2026? Il tema riguarda anche territori simbolo dei rossi italiani come Bolgheri, alle prese con un momento complesso per il mercato. Dalla vendemmia 2023 arriva una risposta che guarda meno alla potenza e più alla precisione stilistica: il Bolgheri Superiore Garzaia, primo “Bolgheri Superiore” di Ruffino, firmato dalla senior winemaker Olga Fusari, ex Ornellaia.
Al centro del nuovo vino della storica cantina toscana non c’è la ricerca della concentrazione. Ma quella dell’eleganza e dell’equilibrio. «La cosa più importante che ho cercato di fare – spiega Fusari a Winemag – è focalizzarmi sul territorio di provenienza. E cercare di dare risalto alle sue caratteristiche intrinseche».
APPROCCIO AL VINO NEL 2026: TERRITORIO ED ELEGANZA AL CENTRO
Nel contesto attuale dei vini rossi, la direzione è chiara: meno forzature, più interpretazione del vigneto. «La ricerca dell’eleganza – continua Fusari – è sicuramente la chiave da perseguire in questo momento, soprattutto in un periodo in cui i vini rossi fanno un po’ più fatica».
Il punto non è spingere su estrazione e maturazione. Ma trovare equilibrio: «Bisogna evitare un’estrazione troppo spinta, una maturazione troppo prolungata e una concentrazione eccessiva». Il vino, presentato ufficialmente alla stampa a Wine Paris 2026, in occasione di una cena presso Il Ristorante – Niko Romito, Bulgari Hotel Paris, mantiene le promesse.
BOLGHERI E LA NUOVA LETTURA DELLA MATERIA PRIMA
Tutto parte dalla vigna. «Quando hai dei suoli che ti danno un’uva di qualità – sottolinea Olga Fusari – il lavoro più importante è riuscire a mantenere quella qualità ed esaltarla senza coprirla o mascherarla con forzature di alcun genere».
Tra le pratiche da gestire con attenzione c’è quindi l’uso del legno e il livello di estrazione. «Mi riferisco a a un utilizzo inappropriato del legno – precisa la winemaker di Ruffino – a macerazioni troppo spinte o a un’eccessiva estrazione».
La ricerca di opulenza non è più una priorità. Neppure a Bolgheri. «Spesso si rischia di cercare concentrazione e opulenza che oggi non sono più necessarie. Abbiamo capito di avere tutto quello che serve per produrre vini con la giusta espressione e con il giusto equilibrio, senza forzare troppo la mano».
CRISI DEI VINI ROSSI E SCELTE DI STILE
Il momento storico dei vini rossi, anche a Bolgheri, non è semplice. Tuttavia, l’impostazione stilistica non nasce da una reazione al mercato. «Questo approccio – commenta la winemaker – esula un po’ dal semplice momento storico. È più il risultato di un percorso professionale che ho maturato nella mia esperienza precedente».
La direzione deriva prima di tutto da una visione personale del vino. «Più che essere condizionata dal mercato – ammette Fusari – la scelta di “abbassare il volume” è legata a un obiettivo che mi sono data a livello personale: la ricerca di un vino che sia davvero piacevole, anche per chi lo produce».
IL PROGETTO GARZAIA E IL NUOVO PERCORSO PROFESSIONALE
Alle spalle c’è un percorso professionale che ha contribuito a definire lo stile. «La mia esperienza precedente è stata fondamentale per la mia formazione e per la mia crescita professionale. Mi ha dato un’impronta forte». Ornellaia è così la base del nuovo progetto enologico Garzaia.
Tutto tranne che un punto di arrivo per l’enologa Olga Fusari. Che ha le idee ben chiare sul suo futuro in Ruffino: «Spero di riuscire a trasmettere questa impronta anche nei prossimi vini che produrrò. Siamo solo all’inizio».






