IN BREVE
- La cantina Letrari, pioniera del Trentodoc, celebra 50 anni di attività
- celebra 50 anni di attività, con eventi speciali a Milano.
- Fondato da Leonello Letrari, il brand è famoso per la sua innovazione nel vino e per il Metodo Classico.
- Lucia Letrari e la sua famiglia continuano la tradizione, con focus su qualità e sostenibilità nei vigneti.
- Letrari produce circa 130 mila bottiglie all’anno, di cui più di 100 mila sono Trentodoc, e ha investito in tecnologie moderne e enoturismo.
- La nuova etichetta +4 Rosé TrentoDoc Riserva Limited Edition celebra questo importante anniversario.
Letrari giunge al traguardo dei 50 anni di attività. La cantina, pioniera del Trentodoc, celebra il primo mezzo secolo di storia con una serie di eventi, il primo dei quali lo scorso 5 marzo presso Club Duomo 18 a Milano.
La storia della cantina Letrari è legata a doppio filo alla figura del suo fondatore, Leonello Letrari, nato nel 1931 e protagonista del Trentino vitivinicolo del secondo dopoguerra. Enologo di grande intuizione, Letrari ha contribuito a cambiare il volto del vino regionale e nazionale.
LETRARI: UNA STORIA DI FAMIGLIA
All’inizio degli anni Sessanta, mentre lavorava per la Cantina Bossi Fedrigotti, ideò il Fojaneghe, uno dei primi uvaggi bordolesi prodotti in Italia. Il vino ottenne un immediato successo e aprì nuove prospettive per l’enologia italiana. Letrari è però ricordato soprattutto per il suo contributo alla spumantistica trentina.
Dopo un viaggio in Francia propose ai Conti Bossi Fedrigotti di avviare la produzione di spumanti Metodo Classico. La proposta non trovò seguito ma, forte dell’esperienza maturata, Letrari lasciò l’azienda e insieme a quattro amici – Bepi Andreaus, Ferdinando Tonon, Pietro Tura e Riccardo Zanetti – fondò Equipe 5. Nacque così uno spumante Metodo Classico che segnò la storia del settore trentino e italiano.
La prima bottiglia uscì nel 1961 e la produzione arrivò a circa mezzo milione di pezzi all’anno. Allo scioglimento del gruppo, nel 1976, Leonello Letrari fondò la propria azienda a Nogaredo, in provincia di Trento, insieme alla moglie Maria Vittoria.
LA SECONDA E LA TERZA GENERAZIONE
Nel 1987 entrò in cantina la figlia Lucia Letrari, appena diplomata enologa alla Fondazione Edmund Mach. Il padre la incoraggiò a sviluppare una visione personale del Trentino e del Trentodoc. Da questa fase nacquero la prima cuvée Letrari e il progetto di una selezione di Marzemino dedicata alla valorizzazione di piccole partite di qualità.
Nel 1997 Lucia e Leonello firmarono insieme il Ballistarius, vino rosso che unisce vitigni internazionali e varietà autoctone. Un progetto che sintetizza l’esperienza del fondatore e la prospettiva della nuova generazione.
Il 2000 segnò un passaggio importante per l’azienda. La cantina lasciò la sede storica di palazzo Lodron a Nogaredo per trasferirsi a Borgo Sacco di Rovereto. Qui è stata realizzata una struttura progettata nel rispetto dell’architettura rurale locale e dotata di tecnologie moderne per la vinificazione.
Alla scomparsa di Leonello Letrari, nel 2017, la guida dell’azienda è passata ufficialmente a Lucia, che oggi conduce la cantina insieme al fratello Paolo Emilio e alla madre Maria Vittoria. Negli ultimi anni a Lucia si è affiancata la figlia Margherita, terza generazione di famiglia Letrari.
«Tradizione e innovazione sono il credo della nostra azienda, costantemente applicate con moderne pratiche agronomiche, con il lavoro e la dedizione delle nuove generazioni. La medesima passione di mio padre Leonello oggi anima il mio impegno», afferma Lucia Letrari.
IL TERRITORIO E I VIGNETI
La cantina dispone di12 ettari di vigneti, 8 in proprietà e 4 in conduzione, lungo la valle dell’Adige, su terreni poveri e rocciosi. Le vigne beneficiano di un microclima favorevole influenzato dall’Ora del Garda, il vento che soffia dal lago verso la Vallagarina.
I vigneti aziendali non sono accorpati e derivano da proprietà familiari e da acquisizioni successive. Si trovano a Rovereto Borgo Sacco, Sasso di Nogaredo, Borghetto all’Adige, Mama d’Avio e Brentino Belluno. Le altitudini variano dai 220 ai 500 metri. Le esposizioni sono differenti e consentono maturazioni regolari delle uve.
La vendemmia viene effettuata interamente a mano. Negli ultimi anni è stato avviato anche un programma di conferimento da piccoli viticoltori locali con partite selezionate di Chardonnay d’alta quota.
LA PRODUZIONE E I NUMERI
La produzione totale conta circa 130 mila bottiglie all’anno. Di queste, poco più di 100 mila sono Trentodoc mentre 30 mila sono vini fermi, per il 90% rossi. L’azienda produce 21 etichette tra spumanti, vini bianchi e rossi, con il cuore della produzione legata al Metodo Classico.
Nel 2023 il fatturato ha raggiunto 980 mila euro. La crescita media degli ultimi cinque anni è stata del 19%, con un incremento del 3% nell’ultimo anno. Una realtà “giovane”, con l’età media dei dipendenti è di 30 anni. L’export rappresenta circa l’8% della produzione e raggiunge Stati Uniti, Danimarca, Svizzera e Germania. In Italia la distribuzione avviene principalmente nel canale Horeca.
+4 ROSÉ RISERVA LIMITED EDITION
Per l’occasione Letrari presenta anche una edizione limitata che si affianca alle Riserve che ormai da parecchi anni rappresentano lo stile dell’azienda. +4 Rosé TrentoDoc Riserva Limited Edition nasce dalla vendemmia 2012. Un assemblaggio di 90% Pinot Nero e 10% Chardonnay affinato ben 156 mesi sui lieviti e sboccato nel 2025.
Un Metodo Classico che si fa ricordare. Affianca ad un naso delicato, giocato fra fiore e frutto, un sorso pieno e vibrante. Se al naso nasconde la propria età e longevità, mostrando freschezza ed immediatezza, è al palato che sfodera la profondità e complessità data dal lungo affinamento.
SOSTENIBILITÀ ED ENOTURISMO
La cantina è certificata SQNPI, sistema che valorizza le produzioni agricole ottenute secondo i disciplinari di produzione integrata riconosciuti a livello comunitario. Letrari ha inoltre sviluppato l’attività enoturistica con una sala degustazioni che può accogliere fino a 60 persone.
Negli ultimi due anni l’azienda ha investito oltre 200 mila euro per l’ammodernamento tecnologico e per il potenziamento dell’accoglienza. È stato inoltre avviato un programma di rinnovo dei vigneti che interesserà circa due ettari nei prossimi anni.





