IN BREVE
- Per la prima volta, il 53% del vigneto della Valpolicella è gestito con pratiche sostenibili certificate, grazie alla certificazione Sqnpi.
- Il Consorzio tutela vini Valpolicella evidenzia una crescita significativa dei vigneti ecocompatibili, con 3500 ettari sotto certificazione Sqnpi.
- La viticoltura biologica rappresenta solo 1100 ettari, in calo del 9%, mentre la certificazione Sqnpi aumenterà del 47% nel 2025.
- Il valore dell’export dei rossi Dop veneti diminuisce del 2,1%, mentre i volumi aumentano leggermente del 0,4%.
- Mercati come Canada, Germania e Regno Unito mostrano segnali di crescita, nonostante il calo in altri paesi come Svizzera e Danimarca.
Per la prima volta la Valpolicella vede la maggioranza del proprio vigneto gestita con pratiche sostenibili certificate. Il dato emerge a Verona dal Consorzio tutela vini Valpolicella, presentato in occasione di Amarone Opera Prima. Nel 2025 la superficie vitata ecocompatibile raggiunge il 53% del totale, contro il 42% del 2024, grazie soprattutto alla diffusione della certificazione ministeriale Sqnpi. In un solo anno si contano circa mille nuovi ettari certificati. La crescita è trainata dalla produzione integrata riconosciuta dal Sistema di qualità nazionale di produzione integrata, che valorizza pratiche sostenibili sia in vigneto sia in cantina. Più contenuto il contributo della viticoltura biologica.
SECONDO IL CONSORZIO, 4666 ETTARI CERTIFICATI SU 8600
L’analisi del Consorzio indica che la tutela agro-ambientale certificata interessa oggi quasi 4666 ettari, su un totale di circa 8600 ettari della denominazione. Di questi, 1100 ettari sono biologici, in calo del 9%, mentre quasi 3500 ettari adottano la certificazione Sqnpi, che rappresenta la quota prevalente.
«In uno scenario sempre più competitivo, la Valpolicella sta puntando forte sulla sostenibilità – ha dichiarato il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Christian Marchesini – Asset in chiave green del proprio territorio ma anche leva di mercato per diverse aree della domanda, dal Nord-Europa al Nord-America, dove è considerata un valore aggiunto. La certificazione volontaria Sqnpi ha trovato terreno fertile tra i nostri produttori, con una crescita del 47% solo nel 2025 e del 110% negli ultimi 3 anni».
MERCATO 2025: CONTRAZIONE LIMITATA E RIPRESA FINALE
Sul fronte economico, il 2025 si chiude come un anno complesso ma con segnali di recupero nell’ultimo trimestre. Per la prima denominazione rossa del Veneto, con un giro d’affari superiore ai 600 milioni di euro, la flessione dell’imbottigliato risulta più contenuta rispetto alle attese iniziali. L’Amarone registra un -2,4%, pari a circa 102 mila ettolitri. Il Valpolicella scende del 2,7% a 123,8 mila ettolitri, mentre il Ripasso segna un calo del 3,7%, superando comunque i 205 mila ettolitri.
EXPORT: TENUTA MIGLIORE DELLA MEDIA NAZIONALE
Nei primi dieci mesi del 2025, l’export dei rossi Dop veneti fino a 15 gradi, categoria in cui la Valpolicella ha un peso quasi totale, mostra una diminuzione in valore del 2,1%, a fronte di un lieve aumento dei volumi (+0,4%). Il dato risulta nettamente migliore rispetto alla media nazionale dei vini rossi Dop, che registra un -6,2% in valore. A pesare è soprattutto il dazio statunitense nella seconda parte dell’anno, con un calo del valore del 5,8%. Segnali negativi arrivano anche da Svizzera (-9,8%), Danimarca (-3,7%) e Norvegia (-6,5%). Risultano invece in crescita alcuni mercati chiave. Il Canada, primo acquirente, avanza del 4,8%. Bene anche Germania (+5,1%), Svezia (+4,7%), Regno Unito (+8,9%) e Paesi Bassi (+12%).






