IN BREVE
- Domani, al Parlamento europeo, si discuterà dell’aceto come simbolo del Made in Italy e della necessità di una disciplina armonizzata a livello europeo.
- Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena presenterà il short film “Modena Balsamic Genius” durante l’evento.
- Al dibattito parteciperanno rappresentanti dell’European Vinegar Association e promotori di una proposta di normativa comune per gli aceti.
- Attualmente, solo l’aceto di vino ha una definizione armonizzata, mentre le altre tipologie seguono normative nazionali diverse.
- L’obiettivo è creare un quadro legislativo coerente per garantire maggior trasparenza e ridurre la concorrenza sleale nel mercato unico del settore.
Domani a Bruxelles, al Parlamento europeo, l’aceto sarà protagoniasta del dibattito comunitario. In un incontro ospitato dall’eurodeputato Stefano Bonaccini, il prodotto viene affrontato non solo come simbolo del Made in Italy, ma come tema regolatorio ancora privo di una disciplina armonizzata a livello europeo. L’appuntamento mette a confronto istituzioni, rappresentanze del settore e promotori di una possibile iniziativa legislativa UE.
Nel corso dell’evento, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena presenterà in anteprima internazionale «Modena Balsamic Genius», short film realizzato con il contributo del Masaf. Il progetto rientra nelle attività di comunicazione dedicate ai mercati esteri, dove l’Aceto Balsamico di Modena registra volumi e valore in crescita, soprattutto nei Paesi extra-UE.
IL NODO NORMATIVO SUGLI ACETI
Il cuore dell’incontro resta però il confronto sulla normativa europea degli aceti. Al dibattito parteciperanno Valéry Brabant, presidente della European Vinegar Association (EVA), realtà di recente costituzione che riunisce le associazioni dei produttori di diversi Stati membri, tra cui per l’Italia Federvini, e l’eurodeputata francese Céline Imart. Quest’ultima è co-proponente, insieme a Bonaccini, di un’iniziativa legislativa volta a introdurre una cornice normativa comune per il comparto.
Attualmente il diritto UE prevede una definizione armonizzata solo per l’aceto di vino. Tutte le altre tipologie, ottenute da mele, riso, datteri, birra o altre materie prime, sono regolate da normative nazionali differenti. Già nel 2000 gli Stati membri avevano condiviso alcune linee guida comuni su produzione ed etichettatura, rimaste però prive di valore vincolante.
Questa situazione ha prodotto un quadro frammentato. L’aumento degli scambi internazionali e la crescita dei consumi hanno accentuato le distorsioni concorrenziali tra Paesi e alimentato confusione per i consumatori, con ricadute sulla trasparenza delle informazioni e sul reale contenuto dei prodotti immessi sul mercato.
VERSO UNA DEFINIZIONE EUROPEA UNITARIA
Sul tavolo c’è ora un possibile emendamento al Regolamento (UE) 1308/2013 sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. L’intervento includerebbe, per la prima volta, norme specifiche sulla definizione e sulla produzione degli aceti. La proposta è stata avanzata da Bonaccini ed è oggi difesa da Imart nel contesto dei triloghi europei, con il sostegno esplicito di Italia e Francia.
L’obiettivo dichiarato è la creazione di un quadro legislativo coerente e trasparente. Un sistema capace di ridurre la concorrenza sleale, prevenire le frodi alimentari e garantire una tutela più efficace degli interessi dei consumatori all’interno del mercato unico.






