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Vini premiati ai concorsi enologici: OIV aumenterà la percentuale

Tra le risoluzioni che l’Organizzazione internazionale della Vigna e del Vino potrebbe adottare in occasione della prossima assemblea generale in Moldavia, ce n’è una che riguarda la percentuale dei campioni a cui viene assegnata una medaglia. Si potrebbe passare dal 30 al 32-33%: ecco perché

Quello dei concorsi enologici internazionali è un mondo affascinante, ma dalle dinamiche spesso sconosciute, persino agli addetti ai lavori del settore del vino. Ogni anno, secondo una stima approssimativa, circa 22 mila vini ottengono una medaglia in Europa. Non tutti i “wine awards“, tuttavia, accettano di essere monitorati da controllori esterni, che garantiscono la correttezza del lavoro delle giurie e degli organizzatori. Tra i guardiani dei concorsi enologici internazionali c’è l’Oiv, l’Organizzazione internazionale della Vigna e del Vino. Una sorta di Vaticano del Vino, composto dai rappresentanti di 50 Paesi del mondo, produttori e consumatori, con sede a Digione, in Francia.

CAMBIA LA PERCENTUALE DEI VINI PREMIATI AI CONCORSI PATROCINATI OIV

La notizia delle ultime ore – piuttosto clamorosa – è che proprio l’Oiv potrebbe aumentare la percentuale massima dei vini premiati ai concorsi enologici ai quali garantisce il patrocinio. Questa potrebbe passare dal 30% attuale, al 32-33%. Consentendo, peraltro, di includere tra i vini medagliati tutti quelli che hanno ottenuto lo stesso punteggio decimale pari alla soglia di sbarramento minima. Ad oggi, invece, il regolamento prevede che i vini posizionatisi ex aequo sull’ultima soglia di punteggio utile vengano esclusi, se l’inclusione comporterebbe il superamento della soglia del 30% complessivo. L’Organizzazione della Vigna e del Vino adotterà a breve una importante risoluzione sull’argomento, in occasione della 23ª Assemblea generale e del 46º Congresso mondiale, che si terranno dal 16 al 20 giugno 2025 a Chisinau, capitale della Repubblica di Moldova.

Un evento che Winemag seguirà in presa diretta, sul posto. «L’Oiv – conferma l’ufficio stampa alla nostra testata – sta attualmente lavorando alla revisione e all’aggiornamento dello Standard Oiv per i Concorsi Internazionali di Vini e Bevande Spiritose di Origine Vitivinicola. Questo lavoro non è ancora completo. Pertanto, al momento non siamo in grado di commentare l’argomento». In attesa del verdetto, diverse nazioni si sarebbero già espresse in favore di un allargamento delle maglie, dunque di un aumento del 2-3% della percentuale massima di vini premiati ai concorsi enologici patrocinati Oiv. Ancora in standby sarebbe la Francia, i cui rappresentanti hanno un peso rilevante nelle dinamiche dell’Organizzazione.

CONCORSI ENOLOGICI: TROPPA “CONCORRENZA” NEL SETTORE?

Tra i favorevoli c’è l’Italia, decisa – insieme ai fiduciari di numerosi altri Paesi europei di prim’ordine – a ridurre il gap che intercorre tra i concorsi enologici patrocinati dall’Oiv e quelli che “fanno da sé”. Senza controllori esterni. Già perché è proprio questa la ragione di fondo che sta inducendo l’Organizzazione della Vigna e del Vino a mostrarsi meno restrittiva che in passato. Alcune competizioni enologiche internazionali non patrocinate da organismi esterni arrivano infatti a premiare anche il 50-70% dei vini iscritti. Con conseguente depauperamento del valore intrinseco delle medaglie. E, forse, della credibilità stessa del concorso e del sistema dei concorsi, in generale. Ma certamente con ottimi risultati per le casse degli organizzatori, dal momento che iscrivere i campioni ha un costo piuttosto rilevante per i produttori.

Nella maggior parte dei casi si tratta di competizioni enologiche “no-Oiv” organizzate a livello nazionale, con vini provenienti principalmente dalla nazione ospitante. Clamoroso, su tutti, quanto avviene in Ungheria. Se VinAgora International Wine Competition, il concorso internazionale organizzato annualmente a Budapest, con il patrocinio Oiv, premia (da regolamento) un massimo del 30% dei vini iscritti, il concorso ungherese “concorrente” – denominato Wine Lovers Awards – è arrivato a premiare nel 2023 circa 700 dei circa 1000 campioni iscritti. Ovviamente agendo fuori dal controllo Oiv. E sfruttando la notorietà di alcuni professionisti del vino invitati a giudicare senza alcun compenso (in alcuni casi, senza neppure un rimborso delle spese di viaggio e alloggio).

IL BUSINESS DEI CONCORSI ENOLOGICI INTERNAZIONALI

Del resto, quello dei concorsi enologici internazionali è ormai diventato un vero e proprio business. Lo sanno bene gli organizzatori del Concours Mondial de Bruxelles, vera e propria macchina da guerra di medaglie ed edizioni, anche in location “esotiche”. Basti pensare alla recente edizione in Messico, dove su 841 vini e spirits messicani iscritti in totale, 252 sono andati a medaglia (182 vini e 70 spirits). Tanto che gli organizzatori sono già al lavoro per l’edizione 2025, che si terrà a Chihuaha a novembre.

Cmb – organizzato dalla società belga Vinopres senza alcun patrocinio Oiv – ha scatenato un tornado negli ultimi anni. Non solo organizzando sessioni di degustazione in diversi stati – Balcani, Romania e Italia (centro-meridionale), per citarne solo alcuni – ma entrando a gamba tesa persino nel settore Horeca. Oltre all’assegnazione di medaglie sulla base di selezioni monovarietali (esempio: la recente Sauvignon Selection andata in scena a Burgas, in Bulgaria, dall’11 al 13 aprile 2025) o di tipologia di vino (fortificati, spumanti, rosé), il Concours Mondial de Bruxelles ha lanciato un modello commerciale innovativo. Si tratta della “Wine & Spirits Experience by CMB“, che sta sviluppando «l’apertura di Wine Bar e Wine Corner in città e aeroporti in tutto il mondo».

LE MEDAGLIE DEI CONCORSI E I CONSUMATORI

«Postazioni di degustazione – si apprende dal sito ufficiale del concorso – dedicate esclusivamente ai vini premiati nei concorsi Cmb». Uno dei “wine bar” in cui saranno presenti i vini medagliati dal concorso è stato aperto in una lussuosa location in Corea del Sud, grazie ad intermediari locali che hanno trovato un accordo con gli organizzatori belgi. Insomma, un impegno a tutto tondo che non passa più inosservato nel settore (ed ora anche nel suo indotto).

Un fenomeno che fa discutere e che è destinato a cambiare le dinamiche del settore, come potrebbe dimostrare – a breve – il possibile allargamento delle maglie dell’Organizzazione internazionale della Vigna e del Vino, proprio sui concorsi enologici internazionali. Una moltiplicità di interpretazioni, filosofie e modelli di business che, non va dimenticato, rischia di confondere il consumatore, al posto di guidarlo nella scelta dei migliori vini internazionali. Per tutto il resto, c’è Mastercard.

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