La prerogativa della gradazione comporterebbe anche la mancata produzione del prodotto in caso di annate sfavorevoli. Se da un lato la proposta ha accolto i pareri favorevoli di alcuni produttori presenti al tavolo di discussione, ha generato d’altro canto le perplessità di Diego Maggio, delegato del Consorzio, secondo il quale il nome potrebbe generare confusioni. Problema superabile quello del nome per l’assessore Barraco, che ha invitato le poche aziende attualmente produttrici del Marsala a lavorare in modo compatto e coeso per questa sfida. Il Marsala Doc ha attraversato momenti altalenanti nella sua lunga storia che risale ai primi dell’Ottocento, pagando in un passato relativamente recente lo scotto di produzioni più quantitative che qualitative.
La Docg è sicuramente un marchio di garanzia, ma la storia del vino insegna che la Denominazione di origine controllata e garantita non sempre sia garanzia di successi. Il “Marsala di Marsala” Docg, questo è uno dei possibili nomi lanciati all’incontro, diventerà davvero un prodotto di traino? Davvero tutti i produttori faranno a gara per produrlo? Per il momento fanno più riflettere le parole del direttore marketing delle Cantine Pellegrino, che su Facebook ha commentato la notizia con un genuino: “Ma quale Docg ….? Se la maggior parte dei produttori, alcuni dei quali promotori della Docg, vendono un litro di Marsala a 1,25 euro…???”.






