Morto Franco Bernabei, enologo del Rinascimento del vino italiano. Suoi alcuni vini diventati simbolo come Flaccianello della Pieve di Fontodi, Fontalloro di Fèlsina e Vigneto Bucerchiale di Selvapiana

Morto Franco Bernabei, enologo del Rinascimento del vino italiano

IN BREVE
  • Franco Bernabei, enologo di fama internazionale, è morto, lasciando un’eredità significativa nel vino italiano.
  • Ha contribuito alla crescita qualitativa del vino italiano, diventando punto di riferimento per generazioni di enologi.
  • Bernabei ha lavorato con aziende toscane e in diverse regioni italiane, cambiando il ruolo dell’enologo da responsabile della cantina a interprete del progetto aziendale.
  • Nel 1993, ha fondato Enoproject e ha seguito decine di aziende, enfatizzando analisi e rigore nella consulenza.
  • Assoenologi ha espresso cordoglio per la sua scomparsa, sottolineando il suo impatto sulla reputazione del vino italiano.

È morto Franco Bernabei, una delle figure più autorevoli dell’enologia italiana. Enologo, consulente, interprete del Sangiovese e protagonista di alcune delle pagine più importanti del vino italiano moderno, Bernabei lascia un’eredità professionale che attraversa territori, denominazioni e generazioni di produttori.

A esprimere cordoglio è anche Assoenologi, che ricorda Bernabei come socio della Sezione Toscana dal 1977 e come figura centrale nella crescita qualitativa del vino italiano. «Con la sua straordinaria competenza, la visione innovativa e il profondo rispetto per i territori vitivinicoli – si legge nella nota – ha contribuito a scrivere pagine fondamentali della storia del vino italiano, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di enologi», sottolinea l’associazione.

DALLA TOSCANA ALLE GRANDI FIRME DEL SANGIOVESE

Originario di una famiglia legata al mondo del vino, Franco Bernabei si era laureato in Viticoltura ed Enologia all’Università di Padova. Il suo percorso professionale trovò però in Toscana il luogo decisivo. Dopo l’esperienza alla direzione tecnica di Ruffino, iniziò dal 1978 l’attività di consulente enologo per alcune aziende che sarebbero poi diventate riferimenti assoluti del vino italiano.

Il nome di Bernabei resta legato in modo particolare alla stagione del cosiddetto Rinascimento del vino italiano. Una fase in cui molte aziende toscane passarono da una lettura ancora tradizionale della produzione a un approccio più preciso, fondato su selezione delle uve, attenzione ai vigneti, controllo delle vinificazioni e maggiore riconoscibilità territoriale.

In questo percorso, Bernabei ha lavorato su vini diventati simbolo. Tra questi il Flaccianello della Pieve di Fontodi, il Fontalloro di Fèlsina e il Vigneto Bucerchiale di Selvapiana. Etichette che hanno contribuito a ridefinire il profilo del Sangiovese, dimostrando come il vitigno potesse esprimere profondità, longevità e identità senza perdere il legame con il territorio.

UN CONSULENTE PER MOLTE ITALIE DEL VINO

Ridurre Franco Bernabei al solo Sangiovese sarebbe però limitante. La sua attività si è estesa a numerose regioni italiane, dalla Toscana al Friuli, dalle Marche all’Umbria, dal Veneto alla Puglia, fino a Calabria e Sardegna. Un lavoro di consulenza che non si è basato su uno schema unico, ma sulla ricerca di un equilibrio tra tecnica, lettura del luogo e visione commerciale.

Nel 1993 fondò con la moglie Daniela Enoproject, società di consulenza enologica e vitivinicola con sede a Greve in Chianti. Da lì Bernabei ha seguito nel tempo decine di aziende, affiancato anche dai figli Marco e Matteo, entrambi enologi. Il laboratorio e la struttura di consulenza sono diventati uno dei centri più riconoscibili del suo metodo: analisi, rigore, confronto costante con la vigna e attenzione alla filiera nel suo complesso.

La sua figura appartiene a una generazione di tecnici che ha cambiato il ruolo dell’enologo in Italia. Non più soltanto responsabile della cantina, ma interprete del progetto aziendale, del posizionamento dei vini e della relazione tra territorio e mercato. Una trasformazione che Bernabei ha vissuto da protagonista, contribuendo alla crescita internazionale di molte etichette italiane.

IL CORDOGLIO DI ASSOENOLOGI

Assoenologi ha espresso «profondo cordoglio» per la scomparsa di Franco Bernabei, ricordandone l’autorevolezza e il contributo alla storia dell’enologia nazionale. Alla famiglia, ai colleghi e a quanti hanno lavorato con lui, l’associazione ha rivolto «la vicinanza e il più sincero abbraccio del presidente Riccardo Cotarella, del Consiglio nazionale e di tutta Assoenologi».

«Il suo esempio e la sua eredità professionale continueranno a vivere nel futuro dell’enologia italiana», conclude Assoenologi. Parole che sintetizzano il peso di una carriera costruita sul rapporto tra conoscenza tecnica e rispetto dei territori. Con Franco Bernabei scompare uno degli enologi che più hanno inciso sulla reputazione del vino italiano contemporaneo. In Italia e all’estero.

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