IN BREVE
- Il settore del vino italiano sta vivendo un calo, con una contrazione del 2,1% nel 2025 rispetto al 2024 e un ulteriore -5,4% nei primi cinque mesi del 2026.
- I vini DOC e DOCG mostrano segni di crescita, mentre gli IGT subiscono una significativa flessione dell’11%.
- Valoritalia ha sviluppato TESSA, una piattaforma digitale per migliorare il monitoraggio e la gestione dei dati nel processo di certificazione del vino.
- Nel 2025, il Prosecco DOC rimane la denominazione di vino più imbottigliata, seguita da altre importanti regioni vinicole.
- La sostenibilità è sempre più importante per i consumatori, con il 76% disposto a pagare di più per vini certificati sostenibili.
Il vino italiano entra in una fase di assestamento. Dopo la crescita post pandemica, il 2025 chiude con imbottigliamenti in calo del 2,1% sul 2024. Nei primi cinque mesi del 2026 la contrazione prosegue, con una flessione provvisoria del 5,4%. Il quadro emerge dall’Annual Report Valoritalia 2026, presentato a Roma all’Hotel Sina Bernini Bristol.
Il rapporto fotografa un settore sotto pressione per il calo della domanda internazionale, l’evoluzione dei consumi e le tensioni sui mercati. Ma mostra anche dinamiche diverse tra categorie, denominazioni e modelli produttivi. A tenere sono i vini a maggiore valore aggiunto. DOC e DOCG crescono di circa l’1% nel 2025, mentre gli IGT perdono l’11%.
Il segno positivo riguarda anche spumanti, rosati e bianchi fermi. Gli spumanti crescono dell’1,7%, i rosati del 5,7% e i bianchi fermi del 6,3%. I rossi, al contrario, registrano una flessione superiore al 13%. Il dato conferma il cambio di orientamento dei consumi, sempre più favorevole a vini bianchi, bollicine e prodotti percepiti come più versatili.
VALORITALIA CERTIFICA 219 DENOMINAZIONI E 18,7 MILIONI DI ETTOLITRI
Valoritalia certifica 219 denominazioni d’origine e oltre il 60% dei vini a denominazione italiani. Nel 2025 la produzione certificata ha raggiunto 18,7 milioni di ettolitri. Gli operatori inseriti nel sistema dei controlli sono 89 mila. Le bottiglie certificate sono circa 2 miliardi, con 1,37 miliardi di contrassegni di Stato gestiti e un valore complessivo del vino certificato pari a 9,2 miliardi di euro.
L’attività di controllo ha riguardato 50 mila campioni di vino sottoposti a verifica chimica e organolettica. Le determinazioni analitiche sono state 408 mila. Le commissioni di degustazione realizzate sono state 13 mila. Il 98% dei campioni è risultato idoneo al termine delle procedure di verifica. I campioni non idonei sono stati lo 0,40%, quelli rivedibili l’1,60%.
Nel 2025 i campioni idonei inviati ai laboratori di analisi sono stati 49.402, in aumento dell’1,09% rispetto al 2024. Le prime 20 denominazioni hanno concentrato il 65% dei campioni inviati alle commissioni di degustazione. Il Prosecco DOC è la prima denominazione per numero di campioni, con 7.811 invii, seguito dal Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG con 3.594.
TESSA, LA PIATTAFORMA VALORITALIA PER I DATI DEL VINO
La novità dell’Annual Report 2026 è TESSA, la piattaforma digitale sviluppata da Valoritalia con Microsoft ed EOS. Lo strumento integra sistemi di Business Intelligence e consente di elaborare in tempo reale i dati raccolti nei processi di certificazione.
La piattaforma nasce per trasformare la certificazione in uno strumento di conoscenza operativa. Ogni anno Valoritalia registra circa un milione di movimenti di prodotto. Ogni movimento contiene informazioni di dettaglio che moltiplicano il volume effettivo dei dati gestiti. Il patrimonio informativo arriva così a decine di milioni di dati.
TESSA permette report su più livelli. Può aggregare più denominazioni, analizzare singoli territori o entrare nel dettaglio delle fasi di certificazione. I Consorzi di Tutela riceveranno report mensili. I media potranno contare su report trimestrali. Le istituzioni avranno accesso ai dati su richiesta.
Il sistema consente ai Consorzi di monitorare campioni, idoneità, imbottigliamenti, vendite di sfuso, declassamenti, produzioni e giacenze. L’obiettivo è ridurre il ritardo informativo che limita le decisioni sulla gestione dell’offerta.
PROSECCO DOC PRIMA DENOMINAZIONE PER IMBOTTIGLIATO
Nel 2025 l’imbottigliato complessivo certificato da Valoritalia è sceso a 1,979 miliardi di bottiglie equivalenti da 0,75 litri. Il dato era di 2,019 miliardi nel 2024 e di 2,063 miliardi nel 2023. La flessione è del 2,01% sul 2024 e del 2,81% rispetto alla media 2022-2024.
La concentrazione resta alta. Le 15 denominazioni con imbottigliamenti superiori a 150 mila ettolitri rappresentano l’81% del totale nazionale certificato da Valoritalia. Insieme valgono 12,04 milioni di ettolitri e 1,606 miliardi di bottiglie equivalenti.
Il Prosecco DOC guida la classifica con 5,044 milioni di ettolitri imbottigliati e 672,6 milioni di bottiglie equivalenti. Seguono Delle Venezie DOC con 1,698 milioni di ettolitri e 226,4 milioni di bottiglie, Emilia IGT con 925 mila ettolitri e 123,3 milioni di bottiglie, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG con 735 mila ettolitri e 98 milioni di bottiglie, Rubicone IGT con 650 mila ettolitri e 86,6 milioni di bottiglie.
Le 19 denominazioni medie, comprese tra 50 e 150 mila ettolitri, pesano per un altro 10% del totale. Nel 2025 hanno imbottigliato 1,46 milioni di ettolitri, pari a 194,8 milioni di bottiglie equivalenti. La variazione sul 2024 è positiva: +2,4%.
DOC E DOCG CRESCONO, GLI IGT PERDONO L’11%
La scomposizione per menzione mostra una polarizzazione. I vini DOC passano da 1,075 miliardi di bottiglie equivalenti del 2024 a 1,085 miliardi nel 2025, con un aumento dello 0,89%. I DOCG salgono da 364,01 a 366,98 milioni di bottiglie, pari a +0,81%.
Gli IGT arretrano invece da 451,76 a 401,30 milioni di bottiglie equivalenti. La flessione è dell’11,17%. Il dato spiega gran parte della contrazione complessiva del 2025.
Nel 2025 i DOC rappresentano il 58,6% dell’imbottigliato per menzione. I DOCG pesano per il 19,8%. Gli IGT scendono al 21,7%. La base della piramide qualitativa risulta quindi più esposta alla riduzione della domanda.
BIANCHI E SPUMANTI TRAINANO, ROSSI IN DIFFICOLTÀ
La dinamica per tipologia conferma il cambiamento dei consumi. I bianchi fermi salgono da 272,40 a 289,68 milioni di bottiglie equivalenti, con un aumento del 6,3%. I bianchi spumanti passano da 896,06 a 911,11 milioni di bottiglie, pari a +1,7%.
I rosati crescono del 5,7%, anche se restano marginali nei volumi complessivi. I rossi scendono da 377,77 a 327,93 milioni di bottiglie equivalenti. Il calo è del 13,2%. I rossi frizzanti perdono l’1,3%.
La tendenza è coerente anche con i dati Nomisma sul mercato nazionale. In Italia, tra il 2015 e il 2025, il peso degli spumanti nei consumi è salito dal 10,5% al 15,1%. I rossi fermi sono scesi dal 40,6% al 36,9%. I bianchi fermi restano la prima categoria, con il 40,2% dei volumi nel 2025.
MICRO-DENOMINAZIONI PIÙ ESPOSTE ALLA CRISI
L’Annual Report evidenzia una relazione tra dimensione della denominazione e stabilità delle performance. Le micro-denominazioni con imbottigliamenti inferiori a 10 mila ettolitri rappresentano il 70% delle 219 denominazioni certificate da Valoritalia, ma appena il 2% dell’imbottigliato totale.
Nel 2025 questo gruppo ha registrato una contrazione del 7,2%. Le denominazioni comprese tra 50 e 150 mila ettolitri sono invece cresciute del 4%. Le denominazioni superiori a 150 mila ettolitri hanno perso l’1,7%, meno della media generale.
Il dato indica una fragilità strutturale delle denominazioni minori. La minore massa critica rende più difficile assorbire oscillazioni di mercato, cali di domanda e tensioni commerciali.
CONSORZI DI TUTELA, I PRIMI 14 COPRONO L’83% DEI VOLUMI
La concentrazione riguarda anche i Consorzi di Tutela. I primi 14 Consorzi per imbottigliamenti superiori a 150 mila ettolitri coprono l’83% del totale certificato da Valoritalia. Nel 2025 hanno registrato una crescita dell’1,35% negli imbottigliamenti.
Il Consorzio di Tutela Prosecco DOC guida la classifica con 5,044 milioni di ettolitri imbottigliati. Seguono il Consorzio Vini DOC Delle Venezie con 2,073 milioni di ettolitri, il Consorzio Tutela Vini Emilia con 925 mila ettolitri, il Consorzio Tutela Vini di Romagna con 746 mila ettolitri e il Consorzio Tutela Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco con 735 mila ettolitri.
Il peso dei Consorzi è anche rappresentativo. In media, i soci rappresentano il 78% degli utilizzatori delle denominazioni. La quota supera l’80% se si escludono le denominazioni affidate alle Regioni e contabilizzate come non associate.
CONSORZI, DATI E SOSTENIBILITÀ NEL NUOVO QUADRO UE
Grande centralità dei Consorzi di Tutela anche sul fronte del nuovo Regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche, che assegna maggiore spazio agli strumenti volontari di sostenibilità. I Consorzi sono chiamati a coordinare imprese, territori, operatori turistici e istituzioni.
Secondo Nomisma, il 47% dei consumatori indica il Consorzio di tutela del vino tra i soggetti che garantiscono affidabilità e credibilità a una certificazione del vino. Il 41% cita un ente di controllo o certificazione indipendente. Il 35% indica l’azienda o cantina produttrice.
Tra i Consorzi intervistati da Nomisma, tutti dichiarano di avere già avviato o di prevedere entro 12 mesi un processo di coordinamento con stakeholder territoriali, come enti locali e operatori turistici. Più della metà è attiva anche nella promozione di servizi turistici legati alla DOP o IGP e nello sviluppo di progetti formativi per operatori della filiera e del turismo.
Il tema non riguarda solo la comunicazione. In una fase di mercato segnata da consumi in calo, pressione sui margini e instabilità internazionale, la disponibilità di dati tempestivi diventa una leva di governo. Valoritalia punta a trasformare il proprio patrimonio informativo in uno strumento per Consorzi, imprese e istituzioni. La sfida sarà usare questi dati per orientare politiche differenziate, regolare l’offerta e sostenere le denominazioni più fragili senza indebolire il valore identitario del vino italiano.
IMBOTTIGLIATORI, CINQUE AZIENDE VALGONO QUASI IL 19%
La Business Intelligence di Valoritalia consente di misurare anche la concentrazione tra le imprese imbottigliatrici. Le prime cinque aziende coprono quasi il 19% del totale dell’imbottigliato. Le prime 40 superano il 55%.
Il dato convive con una filiera diffusa. Il 75,4% delle imprese imbottiglia al massimo 500 ettolitri l’anno, cioè circa 67 mila bottiglie. Solo il 3,2% supera i 10 mila ettolitri, pari a oltre 1,3 milioni di bottiglie.
La struttura del vino italiano resta quindi doppia. Da un lato poche imprese e poche denominazioni concentrano gran parte dei volumi. Dall’altro migliaia di aziende piccole e medie presidiano territori, identità produttive e biodiversità enologica.
GINI E CONCENTRAZIONE, NORD-EST SOPRA PIEMONTE E TOSCANA
L’Annual Report applica anche l’indice di Gini alla concentrazione degli imbottigliamenti. Il valore varia da 0 a 1. Più si avvicina a 1, maggiore è la concentrazione. L’indice evidenzia valori elevati in molte denominazioni.
Le concentrazioni maggiori si rilevano nelle regioni del Nord-Est. Piemonte e Toscana mostrano valori più bassi, pur restando in molti casi su livelli elevati. Il dato conferma che le politiche di settore non possono essere uniformi. Le differenze tra aree produttive, modelli aziendali e peso delle denominazioni richiedono strumenti diversi.
SOSTENIBILITÀ DEL VINO, NOMISMA RILEVA UNA DOMANDA ANCORA ALTA
Lo studio Nomisma Wine Monitor “Scenario di mercato e ruolo della sostenibilità per la crescita del vino italiano”, presentato da Denis Pantini, indica che la sostenibilità resta un fattore rilevante nelle scelte dei consumatori.
Nel food&wine, il 68% degli intervistati considera la sostenibilità molto o abbastanza importante. Il dato è cresciuto di 13 punti percentuali rispetto al 2020. Il 63% attribuisce importanza al packaging sostenibile. Il 53% al marchio biologico.
Nel vino, il 12% dei consumatori dichiara di acquistare vino sostenibile, con una crescita di 2 punti rispetto al 2025. L’awareness resta però disomogenea. Il marchio DOC è conosciuto dal 97% dei consumatori, il biologico dal 93%, il DOCG dall’87% e l’IGT dall’83%. Equalitas-Sostenibile raggiunge il 45%, Demeter-Biodinamico il 30%, VIVA-Sostenibile il 28% e SQNPI-Lotta integrata il 22%.
EQUALITAS, IL 76% DEI CONSUMATORI PAGHEREBBE DI PIÙ
La ricerca Nomisma indica che il consumatore riconosce un valore aggiunto alla certificazione Equalitas. Rispetto a un vino convenzionale, un vino certificato Equalitas è percepito superiore per prezzo dal 62% degli intervistati, per rispetto dell’ambiente dal 60%, per attenzione al territorio e alla comunità locale dal 55%, per sicurezza e controlli dal 55% e per responsabilità sociale dell’azienda dal 51%.
Il 76% dei consumatori si dichiara disposto a spendere di più per una bottiglia di vino certificato Equalitas. Il 31% accetterebbe un sovrapprezzo fino al 5%. Il 36% pagherebbe dal 5% al 10% in più. Il 9% andrebbe oltre il 10%.
La sostenibilità viene letta su tre dimensioni: prodotto, azienda e territorio. Per il prodotto contano soprattutto assenza di erbicidi e limitazione degli agrofarmaci. Per l’azienda pesano riduzione degli sprechi, riutilizzo degli scarti e minori consumi di energia e acqua. Per il territorio sono rilevanti tutela delle aree naturali, biodiversità e monitoraggio di agrofarmaci, concimi, consumi idrici e rifiuti.
ENOTURISMO SOSTENIBILE, UN ITALIANO SU TRE HA FATTO UNA VACANZA A TEMA VINO
Nomisma rileva anche il ruolo dell’enoturismo. Il 38% degli italiani ha fatto almeno una vacanza da enoturista negli ultimi due o tre anni. Il fatturato derivante dall’enoturismo per le imprese vinicole italiane è stimato in 3,1 miliardi di euro. Il contributo medio dell’enoturismo sul fatturato aziendale è pari al 21%.
Il 66% degli italiani reputa importante la sostenibilità nella scelta della meta delle vacanze, con un aumento di 3 punti rispetto al 2025. Il 51% dei consumatori di vino pagherebbe di più per una gita o escursione in un’azienda vitivinicola certificata per il turismo sostenibile. Tra gli enoturisti la quota sale al 68%.
Le denominazioni più attrattive mostrano risultati superiori alle medie regionali. Tra 2019 e 2024 gli arrivi turistici nei comuni del Brunello di Montalcino DOCG sono cresciuti del 39%, quelli del Vino Nobile di Montepulciano DOCG del 33% e quelli di Bolgheri DOC del 28%. In Veneto, Conegliano Valdobbiadene DOCG registra +26,5% e Amarone della Valpolicella DOCG +21,2%.






