Vino rosso, Toscana sente la crisi margini in calo per 63% delle cantine indagine del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa

Vino rosso, Toscana sente la crisi: margini in calo per 63% cantine

IN BREVE
  • La crisi dei vini rossi colpisce le cantine toscane, ma il settore nel complesso mostra resilienza.
  • Nel 2025, i ricavi delle aziende vitivinicole toscane sono stati di 1,431 miliardi di euro, con una lieve flessione rispetto al 2024.
  • Circa il 63% delle imprese ha visto diminuire il margine EBITDA, mentre 64 aziende hanno aumentato il fatturato.
  • L’analisi della redditività richiede la conoscenza dei costi lungo tutta la filiera, essenziali per raggiungere il break-even point.
  • Il sistema bancario può supportare le cantine non solo tramite credito, ma anche attraverso consulenze mirate.

La crisi dei vini rossi mette sotto pressione i conti delle cantine toscane, ma il settore nel complesso regge. È quanto emerge dai risultati preliminari dell’indagine del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, condotta su 130 società vitivinicole regionali e presentata il 23 ottobre a Firenze durante l’incontro «I bilanci del vino».

Nel 2025 i ricavi complessivi del campione hanno raggiunto 1,431 miliardi di euro, con una flessione dello 0,2% rispetto al 2024. Il dato resta però superiore del 2,2% a quello del 2023. Il quadro è disomogeneo: il margine EBITDA è diminuito per circa il 63% delle imprese analizzate, mentre 64 aziende hanno aumentato il fatturato. Di queste, 28 hanno migliorato anche il margine.

IL PESO DEI VINI ROSSI SUI CONTI

L’indagine, presentata nella Sala del Gonfalone del Consiglio regionale della Toscana, offre una prima lettura economica e finanziaria delle imprese vitivinicole della regione. Secondo Luca Castagnetti, del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, la pressione sui margini va letta anche alla luce della crisi internazionale che sta penalizzando i vini rossi, tipologia centrale nella produzione toscana.

I risultati sono ancora preliminari: il campione, ha precisato Castagnetti, sarà ampliato per approfondire le dinamiche del comparto anche a livello nazionale. «Per affrontare la selezione tra le cantine servono numeri chiari e decisioni tempestive: prima la continuità finanziaria, poi una strategia su mercati, investimenti e creazione di valore», ha affermato.

BILANCI E CONTROLLO DI GESTIONE

Il controllo dei costi e la lettura dello stato patrimoniale sono stati al centro dell’intervento di Davide Gaeta, professore dell’Università di Verona. Analizzare patrimonio netto e struttura finanziaria aiuta a valutare la solidità dell’impresa e la sua capacità di sostenere gli investimenti nel tempo.

Per comprendere la redditività delle singole produzioni, ha spiegato Gaeta, occorre inoltre conoscere i costi lungo tutta la filiera: dal vigneto al marketing. La ricostruzione del costo pieno e del margine di ciascun prodotto, insieme ai dati su ricavi e spese, permette di calcolare il break-even point, ovvero il volume minimo di vendite necessario a raggiungere l’equilibrio economico.

Anche il sistema bancario può accompagnare questo percorso, non solo attraverso il credito ma con attività di consulenza. Lo ha sottolineato Emanuele Fontana, coordinatore Agricoltura di Crédit Agricole Italia.

EDUCAZIONE FINANZIARIA PER LE IMPRESE

L’incontro è stato promosso dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino e dalla Delegazione Toscana dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino. Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali della presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi, che ha richiamato il ruolo della promozione e dell’incontro con gli operatori internazionali, anche attraverso iniziative come Buy Wine e Buy Tuscany.

«La cultura economica e finanziaria è essenziale anche per le imprese del vino, soprattutto in una fase in cui cambiano consumi, mercati e costi», ha dichiarato Donatella Cinelli Colombini, delegata Toscana delle Donne del Vino. Per Rosario Di Lorenzo, presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, saper leggere bilanci, margini e struttura patrimoniale è necessario per comprendere la solidità delle aziende e orientarne il futuro.

Il confronto ha messo al centro liquidità, costi, patrimonio, mercati e investimenti: strumenti di gestione che, accanto alla qualità produttiva, possono aiutare le cantine a rispondere alla trasformazione dei mercati, alle tensioni geopolitiche e agli effetti del cambiamento climatico.

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