Rubinì, inno di Rubinelli Vajol alla freschezza della Valpolicella

Rubinì, l’inno di Rubinelli Vajol alla freschezza della Valpolicella

IN BREVE
  • Rubinì è un vino dell’Azienda Agricola Rubinelli Vajol, che punta su freschezza ed eleganza invece di potenza.
  • La cantina si distacca dalle interpretazioni tradizionali dei vini IGT in Valpolicella, creando vini più freschi e bevibili.
  • La vinificazione di Rubinì prevede una settimana di macerazione carbonica per differenziarsi dal Valpolicella Classico.
  • Rubinelli Vajol presenta Rubinì con un’immagine moderna, includendo chiusure di colori diversi per un aspetto più dinamico.
  • Rubinì esplora il ruolo dei vini fuori denominazione in Valpolicella, puntando su stile ed immediatezza di consumo.

Un vino fuori dalla Doc che non cerca potenza e concentrazione, ma punta su freschezza, eleganza e facilità di beva. È la scelta dell’Azienda Agricola Rubinelli Vajol, cantina di San Pietro in Cariano, nel cuore della Valpolicella Classica, che ha da poco lanciato sul mercato Rubinì. Una nuova etichetta, presentata a Winemag alla cieca, in occasione delle selezioni della Guida Winemag 2027, nata da una parte della vinificazione originariamente destinata al Valpolicella Classico.

Un progetto che prende le distanze da un’interpretazione consolidata dei vini a Indicazione geografica tipica del territorio, spesso caratterizzati da una struttura importante e da uno stile vicino a quello delle denominazioni più ambiziose della zona.

LA VALPOLICELLA FUORI DALLA VALPOLICELLA

«Per tanti anni, in Valpolicella, i vini fuori dalla DOC sono stati spesso interpretati come IGT posizionati stilisticamente tra Ripasso e Amarone: vini importanti, potenti, strutturati e corposi», spiega Nicola Scienza, dell’azienda Rubinelli Vajol.

Con Rubinì, la cantina sceglie invece di accentuare una filosofia produttiva già consolidata. «Abbiamo voluto andare esattamente nella direzione opposta, quasi esasperando quella che è da sempre la nostra filosofia: vini eleganti, freschi e soprattutto di grande bevibilità», sottolinea Scienza.

La differenza rispetto al Valpolicella Classico riguarda anche la vinificazione. Le uve destinate a Rubinì vengono sottoposte a una settimana di macerazione carbonica, introducendo così una precisa distinzione tecnica tra le due etichette.

UN PACKAGING CONTEMPORANEO PER CAMBIARE IL LINGUAGGIO DEL VINO

La volontà di differenziarsi si riflette anche nella presentazione. Rubinelli Vajol – già Cantina dell’anno per la Guida Winemag 2023 – ha scelto per Rubinì un’immagine più giovane e contemporanea, abbandonando l’uniformità della “confezione” tradizionale.

All’interno di ogni cartone da sei bottiglie si trovano infatti tre diverse colorazioni della gommalacca utilizzata per la chiusura. Una soluzione pensata per dare maggiore movimento visivo al cartone. E sottolineare il carattere meno convenzionale del progetto.

«L’obiettivo – conclude Nicola Scienza – è rinfrescare un po’ l’immagine e il modo di vivere il vino, mantenendo però la nostra identità e il legame con il territorio».

Rubinì rappresenta così una scelta che va oltre la semplice introduzione di una nuova referenza. È anche un modo per interrogarsi sul ruolo dei vini fuori denominazione in Valpolicella. Non necessariamente alternative più strutturate al Valpolicella Classico, al Ripasso o all’Amarone, anche grazie all’utilizzo di vitigni internazionali. Ma possibili espressioni di uno stile che privilegia l’immediatezza di consumo. Senza scalfire di un millimetro l’autenticità.

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