IN BREVE
- Durello&Friends 2025 ha messo in evidenza il Metodo Classico italiano e la modifica del disciplinare per la doc Monti Lessini.
- Il Consorzio Tutela Vini Lessini distingue le tipologie di spumante e promuove Monti Lessini come unica doc veneta per Metodo Classico.
- Il mercato italiano degli spumanti mostra un crescente interesse verso i Metodo Classico e per i vitigni autoctoni, secondo uno studio di Nomisma Wine Monitor.
- Il canale Horeca è cruciale, le bollicine sono l’unico segmento in crescita, ma richiedendo una selezione accurata dei partner commerciali.
- Identità territoriale e qualità sono decisive per attrarre consumatori, rendendo essenziali degustazioni e comunicazione efficace.
Durello&Friends 2025, rassegna organizzata dal Consorzio Tutela Vini Lessini lo scorso 21 novembre negli spazi del Winter Garden del Crowne Plaza di Verona, ha offerto un momento di confronto nazionale sul Metodo Classico italiano. La manifestazione ha assunto un peso particolare per la doc, con l’entrata in vigore della modifica del disciplinare. Da quest’anno, infatti, gli spumanti Metodo Classico riportano in etichetta Monti Lessini, mentre quelli Metodo Charmat utilizzano la dicitura Lessini Durello.
L’obiettivo è distinguere in modo netto le due tipologie, definendo Monti Lessini come unica doc veneta dedicata al Metodo Classico. Un passaggio volto a semplificare la lettura del mercato e fornire ai consumatori strumenti più chiari di riconoscimento.
NUOVA IDENTITÀ DEL METODO CLASSICO
Gianni Tessari, Presidente del Consorzio del Lessini Durello, ha rimarcato il contesto in cui si inserisce la scelta. «Stiamo attraversando un momento piuttosto complesso – afferma – a livello mondiale. In tale contesto, tuttavia, gli spumanti rappresentano una tipologia che risponde a logiche leggermente differenti rispetto ad altre tipologie di vino».
«Per questo lavorare sulla valorizzazione del Metodo Classico e sulla vocazionalità spumantistica – prosegue Tessari – di precisi comprensori produttivi diventa strategico, non solo in un’ottica promozionale ma anche in chiave strettamente commerciale».
IL CONFRONTO TRA TERRITORI AL CALICE
Oltre 20 le aziende associate che hanno presentato le proprie interpretazioni di Monti Lessini DOC Metodo Classico e Lessini Durello DOC Metodo Charmat. Una denominazione in grado di produrre 1.200.000 bottiglie all’anno, di cui circa il 35% a Metodo Classico. Accanto alle bollicine dei Monti Lessini, presenti in degustazione anche i “Friends 2025”. Nello specifico tre rappresentanti di Trento DOC, Franciacorta e Alta Langa. Un confronto schietto e diretto fra le aree italiane più vocate alla spumantistica.
Confronto proposto anche durante la masterclass “Territorio & vitigno: oltre il Metodo Classico” condotta da Alberto Toffanello (AIS Veneto). Tre batterie da tre vini l’una, suddivisi per dosaggio (Pas Dosé, Extra Brut, Brut). In ogni batteria, rigorosamente alla cieca, due Monti Lessini e un “pirata” da una delle altre denominazioni. L’incontro ha mostrato in modo chiaro come la Durella, coltivata sui suoli basaltici dei Monti Lessini, generi espressioni riconoscibili per mineralità e acidità. Caratteristiche che trovano valorizzazione nei Metodo Classico che marcano la differenza con Chardonnay e Pinot Nero dei “Friends”.

MONTI LESSINI: IL METODO CLASSICO PREFERITO DAGLI ITALIANI?
Secondo l’indagine condotta da Nomisma Wine Monitor per il Consorzio Durello e presentata da Evita Gandini, il mercato italiano degli spumanti sta vivendo una fase di trasformazione. Il campione dello studio include 1.000 consumatori tra i 18 e i 65 anni, tutti abituali bevitori di spumante. Ne emerge una maggiore attenzione verso prodotti alternativi, con un interesse specifico per i Metodo Classico ottenuti da uve autoctone. Scenario favorevole al Monti Lessini DOC.
ORIGINE, TERRITORIO E METODOLOGIA PRODUTTIVA
Il territorio incide in modo determinante sulle scelte. Il 26% degli intervistati seleziona uno spumante in base alla provenienza geografica. Seguono lo stile di prodotto (20%), la reputazione del produttore (18%) e la denominazione di origine (14%). Veneto, Lombardia e Piemonte risultano le regioni più citate.
Il 93% dei consumatori preferisce spumanti da vitigni italiani. L’84% dichiara di aver consumato prodotti ottenuti con metodo Charmat, ma il Metodo Classico mantiene un posizionamento più alto. Il 50% afferma di preferirlo, attribuendogli un valore qualitativo superiore.
Le caratteristiche più associate al Metodo Classico riguardano complessità aromatica e profondità dei sapori (22%), qualità superiore (18%), finezza e persistenza delle bollicine (18%), prestigio e tradizione (16%).
OCCASIONI E FREQUENZA DI CONSUMO
L’89% del campione consuma spumante soprattutto in contesti conviviali. Solo il 13% lo beve più volte al mese. Prevale il canale domestico (67%), affiancato da un consumo fuori casa rilevante (66%), dove lo spumante risulta la tipologia più ordinata tra ristoranti e wine bar.
MONTI LESSINI DOC: INTERESSE, POTENZIALITÀ E OPPORTUNITÀ DI CRESCITA

La nuova denominazione riscuote attenzione. Il 47% del campione dichiara di essere disposto a pagare un prezzo maggiore per uno spumante Metodo Classico da vitigni autoctoni. I segmenti più ricettivi sono i “Luxury Experts” (60%), Millennials (51%) e Over 50 (50%). Per queste categorie identità territoriale (58%), vitigno autoctono (17%) e finezza delle bollicine (14%) rappresentano gli aspetti più apprezzati.
Tra i non user emergono barriere legate al prezzo, percepito come elevato, e alla scarsa conoscenza delle peculiarità del prodotto. Tra i consumatori abituali, le principali aree di sviluppo riguardano un’offerta più ampia nelle diverse fasce di prezzo e un incremento di innovazione e sperimentazione.
EDUCAZIONE E FORMAZIONE, I KEY POINT PER LA CRESCITA
Il mercato italiano mostra interesse verso bollicine capaci di coniugare identità territoriale, qualità e tradizione. Il Metodo Classico, associato a vitigni autoctoni e a denominazioni emergenti come il Monti Lessini, si conferma una leva strategica per intercettare un pubblico curioso e incline alla sperimentazione. Risultano però essenziali degustazioni, attività enoturistiche, comunicazione sui social e sui media tradizionali. Oltre al racconto del territorio e delle tecniche produttive. Occorre educare il potenziale consumatore ad apprezzare e valorizzare il Monti Lessini e il Lessini Durello tanto nello storytelling quanto al calice.
HORECA E DISTRIBUZIONE: LE PROSPETTIVE PER IL MONTI LESSINI
Il passaggio commerciale verso il mercato Horeca emerge come punto critico. ha ricordato il peso dei distributori di bevande: «Il canale horeca è importante per il vino perché vale circa 1/3 delle sue vendite – afferma Bruno Berni (CFI Group) – e in questo canale giocano un ruolo chiave i distributori di bevande, che ne assorbono il 75%. Le bollicine sono l’unico segmento in crescita e anche un prodotto nuovo come il Monti Lessini può trovare il suo spazio Occorre però che si scelga correttamente con chi lavorare nel canale horeca».
A queste considerazioni si è aggiunge il punto di vista di Lucio Roncoroni (CDA): «Il canale Horeca rappresenta oggi uno dei luoghi più sensibili e strategici per comprendere l’evoluzione del mercato del vino. Le bollicine rappresentano però un’eccezione significativa: sono l’unico segmento del vino in crescita». Risultano quindi fondamentale la formazione e la collaborazione lungo la filiera per valorizzare una denominazione capace di esprimere identità, autenticità e autorevolezza.






