Consorzio Vini Valdinoto «Obiettivo Doc unica»

Consorzio Vini Valdinoto: «Obiettivo Doc unica»

IN BREVE
  • Il Consorzio tutela vini Valdinoto nasce per proteggere le Doc di Noto, Siracusa ed Eloro e la Igt di Avola.
  • La proposta è di istituire una Doc Val di Noto unica per semplificare le denominazioni e rafforzare la comunicazione commerciale.
  • Nella provincia di Siracusa ci sono 1.404 ettari vitati, ma solo 153 vini rivendicati.
  • Il Consorzio promuove il “bere bene” e il “bere locale”, puntando su nuove interpretazioni del Nero d’Avola.
  • Il Cda comprende Angela Sergio come presidentessa e Teresa Gasbarro come direttrice.

Dopo la presentazione in anteprima al Vinitaly 2024, il Consorzio tutela vini Valdinoto affronta le prime sfide sul territorio. È l’ottavo consorzio riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare in Sicilia e nasce in un momento di rinnovamento per le aziende del Sud Est. L’obiettivo è tutelare le tre Doc dell’area – Noto, Siracusa ed Eloro – e la Igt di Avola. Il progetto si fonda sulla volontà di fare rete in un territorio fertile ma frammentato, in un contesto complesso per il settore vitivinicolo. Dopo anni di tentativi, il Consorzio riunisce 25 aziende su oltre 300 ettari vitati, coltivati soprattutto a Nero d’Avola e Moscato, distribuiti fra Siracusa, Avola, Noto, Rosolini, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Ispica.

VERSO UNA DOC UNICA tra noto, siracusa ed eloro

La bassa percentuale di vini rivendicati ha riacceso il tema della semplificazione delle denominazioni. Nasce così la proposta del Consorzio di istituire una Doc Val di Noto unica, che includerebbe le tre Doc esistenti trasformandole in sottozone. «Così manterremo la storicità delle denominazioni – ha spiegato la direttrice Teresa Gasbarro – e rafforzeremo la comunicazione commerciale. È necessario essere uniti in un momento segnato da dazi e attacchi alle bevande alcoliche».

Nella sola provincia di Siracusa si contano 1.404 ettari vitati, ma solo 153 vengono rivendicati. Nel 2022 la produzione è stata di 105.978 ettolitri di vino, con il 4,3% certificato, dato in calo del 43% nel 2024. Il Consorzio ha avviato un gruppo di lavoro per aggiornare i disciplinari, aprendo ai vitigni bianchi più presenti in zona. «Oltre ai più diffusi Grillo e Catarratto – ha precisato Gasbarro – stiamo analizzando i vitigni più utilizzati per rendere il disciplinare aderente alle produzioni reali».

IL CDA DEL CONSORZIO TUTELA VINI VALDINOTO

Il Consorzio Tutela Vini Valdinoto vuole promuovere la cultura del “bere bene” e del “bere locale”, coinvolgendo esercenti e giovani. «Il nostro compito è semplificare il linguaggio del vino – precisa ancora Gasbarro – promuovendo nuove interpretazioni del Nero d’Avola, oggi più orientate a piacevolezza e bevibilità».

Alla guida del Consorzio opera un Cda composto da Angela Sergio (presidentessa), Carlo Scollo (vicepresidente), Giovanni Boroli (consigliere), Rosario Cavallo (consigliere), Corrado Gurrieri (consigliere), Salvatore Marino (consigliere), Filippo Mazzei (consigliere), Costante Planeta (consigliere), Carmela Pupillo (consigliera) e Teresa Gasbarro (direttrice).

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI WINEMAG!