Confraternita di Valdobbiadene in Consorzio: “Dobbiamo affermare la nostra unicità”

Dopo la missiva ai 2640 soggetti appartenenti alla filiera produttiva, inizia il dialogo istituzionale


VALDOBBIADENE –
Sono iniziati questa settimana i confronti della Confraternita di Valdobbiadene con il Consorzio di Tutela e le istituzioni territoriali “per condividere un graduale e comune percorso strategico” che riguarda il locale Prosecco Superiore Docg.

“Riteniamo che questa possa essere considerata l’espressione più democratica”, affermano i membri della confraternita, che nell’estate ha diramato una interpellanza rivolta a tutti i 2640 soggetti appartenenti alla filiera produttiva della denominazione Conegliano Valdobbiadene.

Scopo del questionario era “comprendere la percezione identitaria e intraprendere un eventuale percorso autonomo per l’affermazione della nostra unicità. Fin’ora la risposta è stata numerosa e positiva”.

L’istanza “per la tutela della denominazione Conegliano Valdobbiadene” è scaricabile e sottoscrivibile sul sito ufficiale della Confraternita di Valdobbiadene. La riportiamo integralmente, di seguito:

La Confraternita di Valdobbiadene si è resa protagonista di un’istanza che coinvolge 2640 viticoltori eroici della Denominazione Conegliano Valdobbiadene, per conoscere in maniera democratica la loro opinione.

Nel suo delicato ruolo di osservatore vigile e di guida morale, infatti, la nostra realtà ha preso l’iniziativa per comprendere se la preoccupazione per la perdita di percezione da parte del consumatore sull’identità del vino delle colline sia condivisa dal territorio.

Cercare di creare una consapevolezza culturale, non condizionata e libera da interessi esterni al territorio, rientra infatti tra gli scopi nobili e originali per cui la Confraternita è nata nel 1946.

Un’indagine che si rivela necessaria, ancor più alla luce di quanto avviene oggi, quando l’immagine e la percezione della Denominazione sembra alienata dalla presenza di 500 milioni di bottiglie di “prosecco generico” privo di storia e di vocazione territoriale.

Dati alla mano, risulta una evidente situazione inflattiva, e a tale riguardo nell’istanza, firmata dal Gran Maestro enologo Loris Dall’Acqua, viene manifestata la preoccupazione per il rischio di abbandono dei vigneti di alta collina (di gestione più onerosa) a favore dei vigneti più pianeggianti (meno vocati).

Allarmanti anche i dati sociali, afferma infatti nell’istanza il Gran Maestro: «Se il 55% non distingue la nostra denominazione e se il 75% beve indifferentemente qualsiasi Prosecco senza discriminazione, non è sicuramente molto confortante.

Ci troviamo in un momento di grande confusione dove la massa critica del “prosecco generico”, nei confronti del Conegliano Valdobbiadene, è diventata soverchiante e sta portando ad una sempre minore distinzione e conseguente perdita di percezione della nostra denominazione».

È per questa serie di motivi, in primis, che la Confraternita di Valdobbiadene ha pensato di produrre un documento da condividere con tutti i soggetti interessati appartenenti al territorio Conegliano Valdobbiadene, alla luce della considerazione che una istanza sottoposta a sottoscrizione rappresenti la più alta espressione democratica, perché ogni singolo individuo ha la possibilità di esprimere il proprio reale pensiero, non condizionato dai molteplici interessi delle varie categorie di appartenenza, che spesso sono molto lontane dal territorio.

Con questo documento, la Confraternita di Valdobbiadene vuole capire qual è la vera visione dei produttori del territorio Conegliano Valdobbiadene, per poter valutare se i principi d’identità e di unicità territoriale sono ancora forti e realmente voluti e se vengono da tutti considerati fondamentali per poter uscire dalla confusione e per riappropriarci dell’immagine di un territorio ricco di storia, unico e irripetibile, che non vogliamo svilire».

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