IN BREVE
- Nikolai Haram Svorte vince il titolo di ASI Best Sommelier of the World 2026 a Lisbona, consolidando l’asse nordico e baltico.
- Negli ultimi quattro anni, tre vincitori provengono dall’Europa settentrionale o baltica: Svorte, Raimonds Tomsons e Arvid Rosengren.
- Il titolo di vincitore italiano manca dal 2004, quando si aggiudicò il concorso Enrico Bernardo.
- L’ASI ha selezionato 20 semifinalisti da 66 concorrenti, con una forte rappresentanza dei Paesi nordici e baltici.
- Il successo di Svorte segna un’importante crescita della scuola nordica e baltica nella sommellerie mondiale.
L’ASI Best Sommelier of the World 2026 parla norvegese. A Lisbona, dopo una settimana di prove, Nikolai Haram Svorte ha conquistato il titolo dell’Association de la Sommellerie Internationale, entrando nell’albo d’oro del concorso. La finale ha visto in gara anche la francese Pascaline Lepeltier e il giapponese Wataru Iwata. Il candidato italiano, Francesco Cosci, si è distinto con l’ASI Diploma Gold, arrivando tra i semifinalisti dell’evento mondiale.
La vittoria del norvegese Svorte consolida un asse nordico e baltico che caratterizza le edizioni più recenti. Nel 2023 il titolo era andato al lettone Raimonds Tomsons; nel 2016 aveva vinto lo svedese Arvid Rosengren. Con Svorte, sono tre i campioni provenienti dall’Europa settentrionale o baltica nelle ultime quattro edizioni disputate.
Nel 2019, ad Anversa, si era imposto il tedesco Marc Almert, in una finale che comprendeva anche la danese Nina Højgaard Jensen e il lettone Raimonds Tomsons. E per trovare l’ultimo italiano occorre riavvolgere il nastro sino al 2004, quando il vincitore fu Enrico Bernardo. A partecipare per il Bel Paese sono gli iscritti all’ASPI (Associazione della Sommellerie Professionale Italiana), che è entrata a far parte di ASI nel 2008 ed è l’unico membro ufficiale italiano all’interno di questa associazione internazionale.

UNA PRESENZA FORTE GIÀ DALLE SEMIFINALI
Il risultato dell’ASI Best Sommelier of the World 2026 di Lisbona non è quindi isolato. Dai 66 concorrenti iniziali, l’ASI ha selezionato 20 semifinalisti. Tra questi figuravano il norvegese Svorte, il danese Jonathan Gouveia, l’estone Mikk Parre, il lituano Martynas Pravilonis e il finlandese Dmitrii Frolov: cinque rappresentanti di Paesi nordici e baltici. Svorte è poi arrivato alla finale e ha conquistato il titolo.
La geografia dei vincitori e dei finalisti suggerisce una tendenza solida, anche se non un dominio esclusivo. A contendersi il titolo restano professionisti di aree diverse, come dimostrano la Francia e il Giappone presenti nella finale 2026. Ma tra Svezia, Lettonia e Norvegia, il Nord Europa ha firmato tre vittorie dal 2016 a oggi. Con la Germania di Marc Almert a interrompere la sequenza nel 2019.
UN TITOLO INDIVIDUALE, UNA COMUNITÀ INTERNAZIONALE
Nel messaggio pubblicato dopo la finale, l’ASI ha celebrato Svorte e gli altri finalisti, ma ha dedicato un riconoscimento anche a tutti i 66 concorrenti arrivati a Lisbona. «Oggi, un nome conquista il titolo. Ma l’obiettivo appartiene a tutta una comunità», ha scritto l’associazione. Un richiamo alla dimensione collettiva di una competizione che mette alla prova conoscenza, degustazione, servizio e capacità di rappresentare la sommellerie del proprio Paese.
Per la Norvegia, il successo di Svorte segna un nuovo capitolo nella storia del concorso. Per il panorama internazionale, conferma la crescita di una scuola nordica e baltica capace di arrivare stabilmente ai livelli più alti della sommellerie mondiale.






