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Vino senza solfiti: Teo Costa capofila del “movimento” in Gdo

Lascia un commento / 2 Giugno 2017 / di Davide Bortone

Uva sana in vigna e massimo rigore nelle operazioni di cantina. I segreti dei vini senza solfiti sono questi. Facile dirsi, un po’ meno a farsi. Di certo, la ricerca e la sperimentazione messa in atto dalla Teo Costa, azienda di appassionati produttori piemontesi che opera a Castellinaldo d’Alba, nel Roero, sta dando un grande contributo al “movimento”.

Un fenomeno che vede Coop Italia all’avanguardia tra le insegne della grande distribuzione organizzata, fetta di mercato nella quale il vino “bio” e “senza solfiti” è in crescita esponenziale. Lo ha sottolineato Luigi Pestarino, responsabile marketing di Coop Liguria, al convengo organizzato il 31 maggio proprio alla Teo Costa. “Coop Liguria – ha spiegato Pestarino – ha iniziato a vendere vini senza solfiti aggiunti a partire nel 2008, con grande lungimiranza. Da quando i vini Teo Costa sono stati inseriti tra le referenze, l’incremento delle vendite è stato via via più convinto e rilevante, fino agli exploit a tre cifre dei primi cinque mesi del 2017”.

“L’aggiunta di prodotti che possano fare riferimento all’anidride solforosa, dal metabisolfito di potassio usato nelle fasi fermentative all’anidride solforosa aggiunta nelle successive fasi di lavorazione – ha precisato Roberto Costa – risponde a una pratica tecnica che ha i suoi fondamenti nella necessità di evitare, nel mosto e nel vino, l’azione di funghi e batteri che potrebbero provocare danni alla salubrità del prodotto e anche effetti deleteri sulla salute dei consumatori”.

“Il problema, quindi – ha aggiunto Costa – non sta tanto nell’uso moderato di solforosa, quanto piuttosto nelle esagerazioni che, se fanno dormire sonni tranquilli al produttore, possono provocare effetti negativi su chi consuma vino”. Problemi che, come ha ricordato Antonio Germano, esperto in farmacologia, “vanno dal classico mal di testa a situazioni più preoccupanti tipo la riduzione della capacità dell’organismo di assorbire alcune vitamine indispensabili per i processi biologici, alcune dei gruppi B ed E”.

Della scommessa portata avanti dall’azienda Teo Costa ha parlato Gianfranco Cordero, enologo che da tanti anni segue le attività tecniche dell’azienda. “Sono dieci anni oramai che il progetto è stato avviato – ha ricordato – e logicamente, anno dopo anno, il protocollo di lavoro è stato sviluppato e migliorato. Non c’è nulla di segreto e nemmeno d’impossibile”.

“Ogni azienda potrebbe sviluppare un lavoro di questo tipo – ha aggiunto Cordero – a patto che inizi nei filari a produrre uva sana e che prosegua in cantina con il massimo rigore in fatto di pulizia e di tempestività nell’eseguire le varie operazioni sul vino. Evidentemente, i problemi sono maggiori per i vini bianchi rispetto ai rossi, ma l’applicazione rigorosa del programma di lavoro permette di procedere con efficacia”.

Spazio anche per una degustazione dei vini Teo Costa, durante il convegno. A guidare il folto pubblico presente, la giornalista Teresa Enrica Baccini e il docente della Facoltà di Agraria Riccardo Fortina. Un viaggio tra i cinque vini senza solfiti prodotti dalla cantina piemontese, in abbinamento al prosciutto crudo e al salame prodotti  dalla stessa azienda agricola, da maiali neri allevati allo stato brado.

PIONIERI DEI VINI SENZA SOLFITI
Cinquanta ettari di terreni vitati, 230 mila piante di vite a frutto. Questi i numeri dell’Azienda Agricola Teo Costa di Castellinaldo d’Alba. Le vigne sono collocate in vari ambienti del territorio albese. Nel Roero, a Castellinaldo d’Alba e a Castagnito. Nell’area delle Langhe, Teo Costa conduce alcune vigne a Treiso, nella zona del Barbaresco, e a Novello, nell’area del Barolo. Oggi sono i due fratelli Marco e Roberto Costa a condurre l’azienda, coadiuvati da papà Antonio e mamma Mariuccia. Poi Nicoletta Marcellio, moglie di Roberto, e i loro figli Isabella, Viviana e Manuel.

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