IN BREVE
- Dal 9 all’11 ottobre si è celebrato il centenario del Consorzio vini Bardolino.
- Il Bardolino è un vino popolare, leggero e versatile, con una storia che risale all’epoca romana. Ha ufficialmente ottenuto la DOC nel 1968.
- Le celebrazioni hanno incluso discussioni sul futuro del vino, sottolineando l’importanza di adattarsi alle nuove abitudini di consumo.
- Il Consorzio ha avviato un percorso formativo per migliorare la percezione dell’identità del Bardolino e promuovere l’enoturismo locale.
- La produzione vitata in zona comprende 2.400 ettari, con circa 18 milioni di bottiglie e un crescente interesse per il Chiaretto, in particolare nei mercati esteri.
Dal 9 all’11 ottobre Bardolino (Verona) si è animata per i festeggiamenti del centenario del Consorzio vini Bardolino con una serie di appuntamenti nella cittadina affacciata sul Lago di Garda. Quello che, nelle parole dello storico giornalista enologico Zeffiro Bocci era, negli anni Cinquanta, il «vino più plagiato d’Italia», è da sempre un “vino Pop”. Popolare perché leggero, di facile beva, con gradazione alcolica mediamente contenuta e adatto ad ogni occasione. Luigi Veronelli lo definiva «simpatico». Un vino semplice, ma mai banale.
La tre giorni di appuntamenti ha visto momenti riservati alla stampa, nazionale ed estera, masterclass, abbinamenti, degustazioni e tavoli di confronto che hanno coinvolto anche realtà diverse da quelle del mondo vitivinicolo. Il centro delle celebrazioni è stato il Bardolino Pop Garden nel Parco di Villa Carrara Bottagisio, proprio sulla sponda del lago, con banchi di assaggio circondati dalle opere d’arte luminose di Marco Lodola, al ritmo del DJ set e della musica live.
LA STORIA DEL BARDOLINO, DOC DAL 1968
La convivialità del vino Bardolino è stata il filo conduttore delle celebrazioni, informali e contemporanee, capaci di coinvolgere un pubblico trasversale. Se al centro dell’attenzione c’è il vino, le candeline sono per il Consorzio, il terzo più antico in Italia. Ma se l’ente festeggia il primo secolo di attività, la storia del Bardolino è ben più lunga.
Risalgono infatti all’epoca romana le prime tracce di viticoltura nella zona, affermatasi poi dal Medioevo e consolidandosi infine nell’Ottocento, quando è nato il nome Bardolino. Apprezzato e descritto come uno dei vini migliori d’Italia, durante il Novecento si afferma come «vino tipico», in grado di rappresentare un territorio caratterizzato da un mosaico di climi creati dal lago e dal Monte Baldo.
L’approvazione della DOC nel 1968 si apre la storia moderna della denominazione e la quasi totalità dei produttori aderenti al consorzio (817 soci, pari al 92% dei soggetti interessati) è una dimostrazione chiara di una strategia e visione condivisa dal territorio nel suo insieme.
FABIO DEI MICHELI: «PRODUTTORI UNITI NELLO STILE DEL BARDOLINO»
«In un momento in cui il mondo del vino affronta un deciso cambio di aspettative da parte dei propri consumatori – ha commentato Fabio Dei Micheli, presidente del Consorzio Bardolino – Bardolino può fare leva sulla lunga esperienza nel produrre vini non eccessivamente strutturati, di contenuta gradazione alcolica, sapidità e facile beva. Proprio ciò che il mercato cerca in questo momento storico».
«La vera forza di un Consorzio – continua Dei Micheli – risiede proprio nella comune direzione che i produttori aderenti vogliono seguire in termini di stile produttivo. Su questo punto c’è una diffusa convinzione che la strada attuale sia quella giusta. Pur conservando ognuno la propria identità e indipendenza, infatti, i vini Bardolino presentano caratteristiche che li rendono identificabili fin dallo sguardo».
I CRU DEL BARDOLINO
Chiaretto, Bardolino DOC, Bardolino Superiore DOCG sono interpretazioni distinte e, allo stesso tempo, legate inequivocabilmente a questo territorio e alla Corvina. I tre cru del Bardolino DOC (La Rocca, Monte Baldo e Sommacampagna) rappresentano una valorizzazione ulteriore delle sfumature climatiche.
Un approfondito studio, che sarà ufficialmente presentato il prossimo Dicembre, ha analizzato le curve di maturazione delle uve negli ultimi 36 anni in rapporto ai diversi microclimi, confermando in maniera scientifica l’esistenza delle sottozone.
Nel calendario delle celebrazioni del centenario ha trovato spazio il convegno dal titolo “Voltiamoci avanti – Vino: pensare Top e progettare Pop” tenutosi al Centro congressi di Garda. Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio del vino UIV, ha richiamato il concetto di «funzione del vino». In un mercato in rapido e costante cambiamento di gusti e abitudini, il vino deve trovare e ritrovare la sua capacità di rispondere alle esigenze dei diversi momenti della vita delle persone.
Per attrarre nuovo pubblico e mantenere quello attuale occorre quindi allargare le competenze, invece di modificare il linguaggio della comunicazione. Il talk ha sviluppato il tema di pensare in modo profondo, pur mantenendo una leggerezza mai banale. Portando al centro del dibattito il successo delle strategie “pop to top”.
BARDOLINO DAL TURISMO AL CALICE
La condivisione di esperienze da parte degli ospiti ha messo in luce l’importanza di una rinnovata attenzione verso il territorio, con i suoi flussi turistici, le strutture di accoglienza e ristorazione e luoghi di aggregazione.
E proprio sull’attenzione verso il territorio, il presidente del Consorzio Fabio Dei Micheli ha annunciato l’avvio di un percorso formativo aperto a tutti i soci che ha preso il via il 15 ottobre, con l’obiettivo di rafforzare la percezione di identità e il racconto della denominazione. Previsti anche, nel corso del prossimo anno, un ricco programma di promozione, anche in stretta collaborazione con le istituzioni locali per valorizzare ulteriormente l’offerta enoturistica.
Nella zona, la superficie vitata è di 2.400 ettari e la produzione è di circa 18 milioni di bottiglie. Le quote tra Chiaretto e Bardolino Doc tendono sempre più ad avvicinarsi (attualmente 8,8 milioni per il Chiaretto e 9,5 milioni di bottiglie per il Bardolino Doc), anche se il Chiaretto registra una crescita maggiore, specie sui mercati esteri.
IL BARDOLINO è UN VINO POP
Durante la masterclass riservata alla stampa, il carattere pop di questi vini è emerso ancora una volta. Il colore rosa tenue del Chiaretto è stato oggetto di discussione, evidenziando come questo sia più il risultato del punto ottimale di estrazione del colore invece che una scelta stilistica, a tutto vantaggio dell’equilibrio e della qualità finale nel bicchiere. C’è inoltre una generale uniformità di colore tra i produttori, che contribuisce a rafforzare l’identità del prodotto.
Le radici sono un faro che indica la via da seguire e il passato insegna il futuro. Così il Bardolino fa tesoro della lunga storia che lo ha portato nel presente, con la sua identità chiara e inconfondibile, proiettandosi nel futuro con lo sguardo rivolto a tutti, nessuno escluso. Un vino semplice, ma mai banale, ironico e fiero, un vino che si volta in avanti.






