IN BREVE
- Il vino apporta “calorie vuote” e può influenzare il metabolismo degli altri alimenti.
- L’alcol viene metabolizzato prioritariamente, favorendo l’accumulo di grassi e zuccheri nel corpo.
- Il consumo regolare di vino può contribuire all’aumento di massa grassa, specialmente addominale.
- Anche i professionisti del settore, a causa delle micro-assunzioni di alcol, possono sperimentare aumento di peso.
- Il vino non è neutro dal punto di vista metabolico e richiede un consumo consapevole per evitare effetti negativi.
Il rapporto tra vino e aumento di peso è uno dei temi più dibattuti – e spesso semplificati – quando si parla di alcol e salute. Per molti consumatori, il vino è percepito come meno “pericoloso” rispetto ad altri alcolici. Per i professionisti del settore, invece, è spesso un compagno quotidiano di lavoro, soprattutto in contesti di degustazione. Ma il vino fa davvero ingrassare? E, soprattutto, in che modo incide sul metabolismo?
Per rispondere, è necessario superare la logica puramente calorica e guardare agli effetti fisiologici dell’alcol, come spiega a Winemag il biologo nutrizionista Umberto Rossi. a premessa è esemplificativa: «Quelle del vino – spiega – sono “calorie vuote”, ovvero calorie non supportate da nutrienti. Il vino apporta energia, con calorie dall’alcol e degli zuccheri. Ma quasi nessun nutriente utile (proteine, fibre, vitamine o minerali): quindi calorie che “riempiono” ma non nutrono».
LE «CALORIE VUOTE» DEL VINO
Un bicchiere di vino apporta mediamente tra le 70 e le 90 chilocalorie, a seconda del grado alcolico e del residuo zuccherino. Un valore che, preso isolatamente, può sembrare contenuto. Tuttavia, l’alcol ha una caratteristica unica: fornisce energia senza valore nutrizionale e viene metabolizzato con priorità rispetto ad altri macronutrienti.
«L’organismo – spiega Umberto Rossi – considera l’alcol una sostanza tossica da smaltire rapidamente. Quando beviamo vino, il fegato interrompe temporaneamente l’ossidazione di grassi e zuccheri per concentrarsi sull’eliminazione dell’alcol. Questo favorisce l’accumulo dei nutrienti introdotti con il pasto». In altre parole, il problema non è solo quante calorie apporta il vino, ma come interferisce con il destino metabolico degli altri alimenti.
ALCOL E ACCUMULO DI GRASSO: IL RUOLO DEL METABOLISMO
Diversi studi indicano che il consumo regolare di alcol può favorire l’aumento di massa grassa, in particolare a livello addominale. Un effetto noto soprattutto tra chi consuma vino con frequenza. Anche in quantità moderate.
«L’alcol stimola la lipogenesi e riduce la capacità dell’organismo di utilizzare i grassi come fonte energetica», osserva Rossi. «Nel tempo – continua – questo meccanismo può contribuire all’aumento di peso, soprattutto se associato a uno stile di vita sedentario». Non si tratta quindi di un ingrassamento immediato, ma di un processo graduale, spesso sottovalutato. Che può diventare evidente nel medio-lungo periodo.
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Dal punto di vista calorico, la differenza tra le tipologie di vino esiste, ma non è sempre decisiva. I vini con zuccheri residui più elevati apportano più energia. Anche un vino secco ad alta gradazione può comunque avere un impatto significativo.
«Il fattore determinante – chiarisce sempre il biologo nutrizionista Umberto Rossi – resta l’alcol. Lo zucchero incide, ma è l’etanolo a modificare in modo più marcato il metabolismo. Anche chi consuma solo vini secchi può andare incontro ad aumento di peso se il consumo è abituale». In questo senso, la distinzione tra vino “leggero” e vino “strutturato” è meno rilevante di quanto si creda quando si parla di bilancio energetico complessivo.
DEGUSTAZIONI E LAVORO NEL VINO: UN CASO A PARTE
Per sommelier, degustatori, buyer e giornalisti del vino, il consumo non è sempre legato al piacere, ma alla professione. Anche sputando, una parte dell’alcol viene assorbita. Soprattutto durante sessioni ripetute.
«La degustazione professionale espone a micro-assunzioni frequenti di alcol», sottolinea Rossi. «Queste quantità, sommate nel tempo, possono avere effetti metabolici simili a quelli del consumo regolare, soprattutto se avvengono a stomaco vuoto». Un aspetto che spiega perché molti operatori del settore segnalino aumento di peso pur senza percepire un reale eccesso alimentare.
QUINDI, IL VINO FA INGRASSARE?
La risposta non è un sì o un no assoluto. Il vino può favorire l’aumento di peso se consumato con regolarità, soprattutto in assenza di equilibrio alimentare e attività fisica. Non è un alimento “neutro” dal punto di vista metabolico, nemmeno in quantità considerate moderate.
«Il vino non va demonizzato – conclude Umberto Rossi – ma va inserito in un contesto consapevole. Pensare che non influisca sul peso corporeo è un errore, soprattutto nel lungo periodo». Una consapevolezza che riguarda sia i consumatori sia chi, con il vino, ci lavora ogni giorno.






