IN BREVE
- È iniziato il processo per il riconoscimento ufficiale del Consorzio Nizza Docg, decisivo per il futuro della denominazione.
- L’Associazione Produttori del Nizza, fondata nel 2002, conta oggi 95 soci e punta a valorizzare i vini dei comuni intorno a Nizza Monferrato.
- Dal 2008, la Barbera d’Asti ha acquisito status di Docg, aumentando la visibilità della sottozona Nizza.
- Nel 2014, il Nizza ha ottenuto autonomia come denominazione Docg, con specifiche riguardanti qualità e invecchiamento.
- Nel 2024, le vendite del Nizza Docg hanno registrato un aumento del 5%, evidenziando il crescente interesse sia nazionale che internazionale.
È iniziato il percorso che potrebbe portare al riconoscimento ufficiale del Consorzio del Nizza Docg, con decisione attesa entro il 2026. I produttori piemontesi lo definiscono «un passaggio decisivo per il futuro della denominazione». Attualmente la tutela e la promozione sono affidate congiuntamente al Consorzio della Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato e all’Associazione Produttori del Nizza.
«Una scelta strategica – si apprende – maturata all’unanimità dai produttori, con l’obiettivo di dare sempre più forza e autorevolezza a una Docg giovane, ma già riconosciuta e apprezzata a livello nazionale e internazionale». L’Associazione Produttori del Nizza, fondata nel 2002, conta oggi 95 soci. Ha come missione la valorizzazione dei vini prodotti nei 18 comuni intorno a Nizza Monferrato.
STEFANO CHIARLO: «CONSORZIO NIZZA DOCG, MOMENTO STORICO»
«Questo – dichiara Stefano Chiarlo, presidente dell’Associazione Produttori del Nizza – è un momento storico per tutti noi. In poco più di vent’anni siamo passati dall’essere un piccolo gruppo di pionieri a un’associazione che oggi raccoglie quasi cento produttori. Abbiamo costruito insieme un’identità forte e ambiziosa. Condividendo visione e sacrifici. La nascita del Consorzio Nizza Docg ci permetterebbe di compiere un ulteriore passo di crescita e responsabilità».
LA CRONISTORIA: DAI PRIMI ASSAGGI ALLA DOCG
- Anni ’90 – Le origini del dialogo
Negli anni Novanta, gruppi di viticoltori locali iniziarono degustazioni “alla cieca” delle proprie Barbera, spesso in cantine di Palazzo Crova a Nizza Monferrato, con l’obiettivo di confrontarsi e far emergere caratteri distintivi territoriali. In queste serate, guidate dall’oste Tullio Mussa, si gettarono le basi di un’identità collettiva.
- 2000 – La sottozona “Nizza” nella Barbera d’Asti
Il 13 ottobre 2000 fu emanato un decreto che riconosceva “Nizza” come sottozona della Barbera d’Asti (per la tipologia Superiore). In quella vendemmia cominciarono le prime vinificazioni destinate a etichetta “Barbera d’Asti – Nizza”.
- 2002 – Nascita dell’Associazione Produttori del Nizza
Il 19 novembre 2002 si costituisce formalmente l’Associazione, con l’intento di salvaguardare e promuovere la Barbera locale nel comprensorio vinicolo di Nizza.
- 2008 – La Barbera d’Asti diventa Docg e la sottozona Nizza ne beneficia
Nel 2008 la Barbera d’Asti ottiene la Docg. La sottozona Nizza beneficia di una maggiore visibilità e disciplina all’interno del nuovo status. Coppo+1
- 2014 – L’autonomia della denominazione Nizza Docg
Dopo proposte e negoziazioni su un disciplinare autonomo, si arriva al riconoscimento ufficiale del Nizza Docg nel 2014. Con decorrenza dal 1° luglio 2016 entra in commercio la prima annata (la vendemmia 2014) con il nome Nizza in etichetta.
LE STRATEGIE DI VALORIZZAZIONE DEL NIZZA DOCG, VERSO IL CONSORZIO AUTONOMO
Con il nuovo disciplinare il Nizza diventa 100 % Barbera, non ammette arricchimenti nelle annate difficili e include la dicitura “Riserva” con un invecchiamento minimo di 30 mesi, di cui almeno 12 in legno. È anche possibile indicare la “Vigna” di provenienza.
Negli ultimi anni, l’Associazione ha stabilito una tradizione: la degustazione alla cieca delle nuove annate, tra produttori ed enologi, per stimolare la coesione e innalzare gli standard qualitativi medi del Nizza Docg. Le vendite del Nizza Docg hanno registrato un +5% nel 2024, con oltre 1,09 milioni di bottiglie vendute e un giro d’affari stimato in 30 milioni di euro.
VALORE DEI VIGNETI E PREZZI MEDI SUPERIORI ALLA MEDIA DEL VITIGNO: IL SISTEMA NIZZA FUNZIONA
Il Nizza Docg ha attirato l’interesse degli osservatori nazionali e internazionali non solo per la qualità della produzione, ma anche per il valore dei vigneti, cresciuto nel tempo. A certificarlo è stata Valoritalia, nel 2020. Al contempo, l’area è diventata sempre più attrattiva per il turismo enogastronomico estero.
Altro aspetto da non sottovalutare, che sarà certamente una delle bandiere del promesso Consorzio Nizza Docg, è la remuneratività della produzione. Secondo dati dell’Enoteca Regionale di Nizza Monferrato, il prezzo medio delle bottiglie di Nizza Docg a scaffale in enoteca – nell’ultimo quinquennio – supera i 22 euro.
Con prezzi minimi intorno ai 10/13,00 euro e massimi che superano gli 85,00 euro. «Puro, ambizioso, Nizza». Lo slogan dell’Associazione Produttori del Nizza vola, così, verso un’ulteriore consacrazione: quella del Consorzio.
Verso il Consorzio Nizza Docg: la Barbera si spacca per distinguersi. https://ilnizza.net/it/. https://www.viniastimonferrato.it/.






