Bollicine e HoReCa in Italia: quadro attuale e strategie per competere

IN BREVE
  • Il mercato delle bevande nel canale HoReCa in Italia sta attraversando una fase complessa, con segnali di rallentamento nei consumi.
  • Le bollicine, che rappresentano il 33% delle vendite di vino nel canale HoReCa, sono l’unico segmento in crescita, sostenuto dal Prosecco.
  • I distributori di bevande in Italia sono circa 2.000 e il vino pesa il 17% del loro fatturato, con differenze significative tra di loro.
  • Per un posizionamento efficace, i produttori di vino devono definire chiaramente target e contesto di consumo, supportando la rete vendita.
  • Nonostante le difficoltà, le bollicine offrono opportunità commerciali, evidenziando la necessità di investire in azioni mirate nei punti di consumo.

Il mercato delle bevande nel canale HoReCa in Italia attraversa una fase complessa. È quanto emerge dai dati presentati da Bruno Berni, Responsabile Business Development di CFI Group, durante la scorsa edizione di Durello&Friends. I consumi mostrano segnali di rallentamento, mentre il segmento delle bollicine mantiene un ruolo centrale, sostenuto da una forte presenza negli eventi e da una crescente diversificazione dell’offerta.

«Dopo anni di crescita nel 2025 il vino ha segnato un rallentamento, più a volume che a valore – afferma Berni –. Tuttavia, nonostante questo, è oggi una delle categorie più importanti per il distributore di bevande in quanto vale il 17% del suo fatturato. Le bollicine, che pesano per il 33% sulle vendite di vino nel canale horeca, sono l’unico segmento in crescita anche grazie alle performance positive del Prosecco che ormai vale il 47% delle vendite di bollicine. Questo evidenzia che metà del mercato è fatto da altre tipologie di bollicine, che coprono sia la fascia più bassa sia quella più alta».

Nuove opportunità, quindi, per la spumantistica, «a due condizioni però – conclude Berni –. La prima è che si abbandoni la logica del puro sell-in. È fondamentale intercettare i gusti del consumatore. La seconda è che si scelga con chi lavorare nel canale horeca. I distributori di bevande sono 2000, apparentemente tutti uguali ma in realtà molto diversi per dimensione, per filosofia, per organizzazione e soprattutto per il ruolo che il vino gioca per loro».

BOLLICINE, UN MERCATO FRAMMENTATO

Le bollicine rappresentano oggi il 33% del valore e il 27% dei volumi del comparto vino. Il segmento include vino frizzante, Prosecco, spumanti e Champagne. Il prezzo medio di acquisto si attesta intorno ai 3,5 euro a bottiglia, con un range ampio che riflette un mercato frammentato e in costante evoluzione. Ogni distributore ha in assortimento circa 50 aziende produttrici, con alcuni player più strutturati che emergono per capacità competitiva.

L’anno in corso mostra andamenti non brillanti. Il sell-out HoReCa cumulato tra ottobre 2024 e ottobre 2025 segna -0,1%. Settembre evidenzia le difficoltà delle bevande alcoliche, con il vino a -1,1% e la birra a -1,6%. Le aziende del settore sono chiamate a rispondere con strategie mirate per limitare gli effetti della contrazione.

IL RUOLO DEI DISTRIBUTORI

In Italia operano almeno 2.000 distributori di bevande, con un fatturato medio compreso tra 3 e 4 milioni di euro e circa 1.000 clienti. Il vino pesa il 17% del loro fatturato. Seguono birra in fusti (22%), spirits (17%) e bibite (15%). Le tipologie di vino trattate includono il 50% di vini fermi in bottiglia, il 33% di bollicine (di cui il 47% Prosecco) e il 17% di vino in fusto.

Il panorama non è omogeneo. I distributori differiscono per dimensione, con fatturati tra 1 e 50 milioni di euro e per incidenza del vino, che varia dal 5% al 35%. Non ultime le differenze per forma societaria: integrate, associate o indipendenti. Le strategie operative includono modelli standard, re-distributori, big size, realtà evolute o specializzate. Questa eterogeneità richiede alle aziende una selezione attenta dei partner, in base agli obiettivi di mercato e alle risorse disponibili.

IL RUOLO DEI PRODUTTORI

Per farsi scegliere dai distributori è determinante, per i produttori di vino ed in particolare di sparkling, un posizionamento chiaro, definendo target e contesto di consumo. Risulta necessario un supporto solido alla rete vendita, affiancandola con strumenti e organizzazione per mantenere competitività.

Le iniziative di sell-in e sell-out richiedono pianificazione dedicata e interventi diretti sui punti di consumo, con un utilizzo mirato del digitale. Altro elemento centrale è la misurazione dell’impatto, utile per valutare costi, ritorni e creare benchmark interni. L’obiettivo resta diventare partner strategico del distributore.

PROSPETTIVE PER LE BOLLICINE

Le bollicine confermano una versatilità, utile per ampliare occasioni di consumo e presidiare contesti ad alto valore. La loro trasversalità e il peso negli eventi continuano a rappresentare uno spazio di opportunità nonostante il contesto sfidante.

Contesto ben inquadrato da Lucio Roncoroni, Direttore CDA (Consorzi Distributori Alimentari), realtà che aggrega 80 imprese della distribuzione e dialoga quotidianamente con oltre 100.000 punti vendita in tutta Italia. «Il canale Horeca rappresenta oggi uno dei luoghi più sensibili e strategici per comprendere l’evoluzione del mercato del vino. Dal nostro osservatorio emerge un quadro complesso: il 2025 si chiuderà per l’HoReCa sostanzialmente in pareggio. Il segmento delle bevande alcoliche mostra segnali di sofferenza dovuti a cambiamenti nei consumi, razionalizzazione dei listini e maggiore attenzione alla spesa da parte del consumatore».

«In questo scenario, le bollicine rappresentano però un’eccezione significativa: sono l’unico segmento del vino in crescita, grazie alla loro versatilità d’uso e alla capacità di parlare a pubblici diversi» aggiunge Roncoroni. Secondo i dati raccolti da CDA da una parte crescono infatti i frizzanti più accessibili, mentre dall’altra gli spumanti Metodo Classico mostrano un potenziale di differenziazione e qualificazione dell’offerta.

In altri termini un’opportunità commerciale da cogliere. Il settore può crescere definendo un posizionamento preciso, rafforzando il supporto ai distributori e investendo in azioni mirate nei punti di consumo. È necessario rafforzare formazione, narrazione e collaborazione lungo la filiera. La scelta dei partner commerciali resta decisiva per consolidare la presenza nel canale.

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