Bere meno, assaggiare di più crescono consumi, qualità e curiosità dei consumatori secondo i dati Coravin (1)

Bere meno, assaggiare di più: i consumatori secondo Coravin

IN BREVE
  • Il consumo di vino al calice cresce globalmente, grazie a un cambiamento nelle abitudini verso un ‘bere meno, ma meglio’.
  • Il 54% dei consumatori ordina vino al calice più spesso, con il 66% in Italia che evidenzia la volontà di provare nuove etichette.
  • Il vino al calice offre flessibilità e un’esperienza di valore, con un’attenzione sempre maggiore alla qualità e all’esplorazione.
  • Coravin ha lanciato ‘The Coravin Guide’ per valorizzare i locali con un’ampia selezione di vini al calice, con Milano come primo debutto in Italia.
  • Il consumo di vino al calice rappresenta una trasformazione culturale nel settore, rispondendo alle attese di un pubblico più esigente.

Il consumo di vino al calice continua a crescere a livello globale, nonostante le difficoltà che attraversano il settore del vino e dell’ospitalità. A trainare la tendenza è un cambiamento nelle abitudini di consumo, sempre più orientate al concetto di “bere meno, ma meglio”. Qualità, freschezza e possibilità di scelta sono oggi i fattori decisivi. È quanto emerge dal rapporto presentato Coravin, elaborato sui dati 2025 e basato su un’ampia indagine condotta in diversi mercati internazionali.

I dati raccolti indicano un rafforzamento strutturale del vino “by The Glass”, percepito non come alternativa economica alla bottiglia, ma come esperienza di valore, capace di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori. Una dinamica, quella del consumo al calice, che permette di esplorare di più, assaggiare territori diversi o differenti interpretazioni dello stesso terroir senza l’impegno (tanto economico, quanto “alcolico”) di un’intera bottiglia.

TENDENZE GLOBALI

Nel 2025 Coravin ha coinvolto oltre 1.500 consumatori negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia, affiancati da ulteriori 1.900 interviste in Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Australia. Dai risultati emerge che il 54% dei consumatori ordina vino al calice più spesso rispetto al passato. Il dato italiano è ancora più significativo. Il 66% degli intervistati segnala un aumento delle vendite di vino al calice. Una crescita attribuita alla maggiore disponibilità a spendere per prodotti di qualità e al desiderio di scoprire nuove etichette senza l’impegno dell’acquisto di una bottiglia intera.

MOTIVAZIONI DEI CONSUMATORI

Le ragioni che spingono a scegliere il vino al calice sono diverse e riflettono un approccio più consapevole al consumo. Il 37% degli intervistati indica come principale motivazione la possibilità di esplorare nuove etichette. Il 35% apprezza l’opportunità di provare vini pregiati senza acquistare la bottiglia. Seguono il desiderio di bere meno ma con una qualità superiore (28%) e l’abbinamento mirato al piatto scelto (21%). Il contenimento dei costi incide per il 16% dei consumatori. La motivazione di fondo è chiara: la maggiore flessibilità del vino al calice offre un’esperienza più ricca e personalizzata.

COMPORTAMENTI DI SPESA

In Italia il livello di spesa conferma il posizionamento premium del vino al calice. Il 65,8% degli italiani intervistati dichiara di spendere tra i 10 e i 20 euro per calice. Il 14,6% arriva a una fascia compresa tra i 20 e i 30 euro, mentre il 6,3% supera i 30 euro. Dato che evidenzia, ancor di più, come il vino al calice venga scelto per il valore dell’esperienza e non per il prezzo più basso. Si rafforza quindi l’idea di un consumo orientato alla qualità.

PREFERENZE DI STILE, ESPERIENZA, COINVOLGIMENTO

Le preferenze restano in parte legate alla tradizione. Vini rossi e bianchi sono i più consumati in tutte le fasce d’età. Rosati, spumanti e vini dolci incontrano invece maggiore favore tra i consumatori tra i 25 e i 44 anni. In Italia dominano le denominazioni classiche, Barolo, Barbaresco e Brunello sono le scelte più frequenti per i rossi, mentre tra gli spumanti spiccano Franciacorta e Champagne.

Il vino al calice è sempre più legato a esperienze strutturate. Le degustazioni con abbinamenti gastronomici risultano le più richieste. Eventi guidati da sommelier e incontri con i produttori attraggono circa un terzo dei consumatori. Cresce anche l’interesse per format più interattivi, come programmi che incentivano l’assaggio di più etichette con percorsi di scoperta anche personalizzati.

IL CALICE COME CULTURA

In tutti i mercati analizzati emerge chiara una richiesta di qualità. I consumatori risultano essere disposti a spendere di più per opzioni by the glass che garantiscano standard elevati e maggiore varietà. Il vino al calice rappresenta quindi una trasformazione culturale, capace di rispondere alle aspettative di un pubblico più attento e selettivo e di offrire nuove opportunità di crescita agli operatori del settore.

THE CORAVIN GUIDE: LA PRIMA GUIDA “BY THE GLASS”

Sulla scia dei dati raccolti Coravin a fine 2025 ha lanciato “The Coravin Guide”, la prima guida digitale dedicata alle carte dei vini serviti al calice a livello internazionale. Coravin ha scelto Milano come città di debutto in Italia dopo Londra, Sydney, Melbourne, Paesi Bassi e California. L’iniziativa nasce per valorizzare ristoranti, bar, hotel e club privati che offrono esperienze enologiche di alto livello grazie a un’ampia selezione di vini al calice, resa possibile dall’utilizzo dei sistemi Coravin.

«Il vino al calice dovrebbe rappresentare la libertà di esplorare, non un limite, ed è proprio per questo che ho inventato Coravin più di dieci anni fa – afferma Greg Lambrecht, fondatore di Coravin –. Troppo spesso le persone rinunciano a provare un grande vino perché aprire una bottiglia sembra un impegno. Con “The Coravin Guide” vogliamo far conoscere i luoghi che condividono la nostra filosofia: offrire la possibilità di degustare, scoprire e apprezzare il vino un calice alla volta».

Significativi, in tal senso, i dati di vendita Coravin in Italia: il bel paese è la nazione con in minor numero di dispositivi venduti ma col maggior consumo di capsule (le famose “bombolette” di gas Argon). Come dire che nei locali dove è disponibile, la richiesta di servizio al calice è elevata.

CRITERI DI SELEZIONE E CLASSIFICAZIONE

I locali presenti nella guida vengono suddivisi in base all’ampiezza dell’offerta al calice. I “One Glass” propongono da 20 a 40 vini, i “Two Glassesda 41 a 60 referenze, mentre i “Three Glassessuperano le 60 etichette. Accanto a queste categorie trovano spazio le “Greg’s Hidden Gems”, carte più contenute ma caratterizzate da selezioni rare e originali. Il sistema di classificazione punta a rendere immediata la lettura dell’offerta, facilitando la scelta da parte di professionisti e appassionati.

Non un giudizio di merito sulla qualità o il prestigio dei vini in carta, quindi. La guida tende a valutare e valorizzare l’ampiezza dell’offerta slegandosi dalle logiche basate sul blasone o la fame dei brand proposti.

«Osserviamo ogni giorno come il consumo di vino stia evolvendo verso una curiosità sempre più profonda per l’esplorazione enologica – sottolinea Lambrecht –. Abbiamo intercettato quindi la necessità di una piattaforma che celebri la varietà e l’accessibilità del vino al calice. “The Coravin Guide” è il nostro modo di connettere i wine lover con le persone e i luoghi che stanno ridefinendo l’esperienza del vino».

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