Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana si schiera contro la riduzione delle rese e propone lo stop temporaneo ai nuovi impianti, insieme a estirpazioni mirate nelle aree meno vocate. Una posizione diversa rispetto a quella di numerose denominazioni italiane, che stanno valutando o adottando tagli produttivi per gestire l’offerta.
Secondo il Consiglio di amministrazione del Consorzio, nella fase attuale del mercato sarebbero più efficaci misure strutturali, capaci di intervenire direttamente sul potenziale viticolo e di accompagnare l’evoluzione della domanda.
«Ogni territorio ha caratteristiche produttive profondamente diverse e le decisioni devono partire dall’analisi dei dati reali, non da soluzioni valide indistintamente per tutti», afferma il presidente del Consorzio, Francesco Mazzei.
VINI MAREMMA TOSCANA: RESE EFFETTIVE GIÀ SOTTO I LIMITI
In Maremma Toscana, sottolinea il Consorzio, le rese effettive di uva per ettaro risultano già molto inferiori ai limiti previsti dal disciplinare. Una riduzione formale delle quantità, anche significativa, non produrrebbe quindi effetti concreti sulla gestione del mercato.
«Oggi abbiamo bisogno di strumenti che affrontino le criticità in modo strutturale, intervenendo sul potenziale produttivo e accompagnando l’evoluzione della domanda internazionale», spiega Mazzei.
Il presidente richiama anche il cambiamento dei consumi, con una domanda sempre più orientata verso i vini bianchi rispetto ai rossi. Un’evoluzione che, secondo il Consorzio, deve essere considerata nella programmazione futura della denominazione.
«Dobbiamo programmare il futuro della denominazione con una visione di lungo periodo, tenendo conto anche dei cambiamenti nei consumi. Servono scelte coraggiose, basate sull’efficacia e non su misure simboliche», aggiunge Mazzei.
Vini Maremma Toscana: no taglio rese, sì estirpazioni mirate
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STOP ALL’AUMENTO DELLA SUPERFICIE VITATA NELLA MAREMMA TOSCANA
La prima proposta riguarda il blocco dell’aumento annuale della superficie vitata concesso attraverso il sistema delle autorizzazioni all’impianto. «Riteniamo indispensabile bloccare l’automatismo dell’aumento indistinto dell’1% annuo della superficie vitata», dichiara Mazzei.
Secondo il presidente, la sospensione dovrebbe durare almeno un anno, meglio ancora due. Il Consorzio osserva che questo meccanismo ha portato l’Italia a essere l’unico tra i grandi Paesi produttori europei ad aumentare negli ultimi anni il proprio potenziale viticolo.
ESTIRPAZIONI NELLE AREE MENO VOCATE
La seconda misura proposta è un intervento diretto sul potenziale produttivo, attraverso estirpazioni mirate e indirizzate verso le aree considerate meno vocate. Il Consorzio esclude però che le risorse necessarie debbano essere sottratte ai fondi destinati alla promozione, agli investimenti e all’innovazione.
L’obiettivo indicato è riequilibrare l’offerta senza indebolire la capacità delle imprese di investire e competere sui mercati. La posizione del Consorzio Vini Maremma Toscana punta quindi su una gestione della denominazione fondata sui dati produttivi, sulla sostenibilità economica delle aziende e sull’adeguamento ai cambiamenti della domanda.






