La Versione di Gunter un progetto tra vini rari e territori emergenti (3)

La Versione di Gunter: un progetto tra vini rari e territori emergenti

IN BREVE
  • La Versione di Gunter è un progetto che celebra il vino come esperienza e narrazione, unendo territorio e lavoro umano.
  • Il progetto si concentra su cantine poco conosciute e produzioni limitate, valorizzando pratiche di agricoltura biologica e biodiversità.
  • Le esperienze sono incentrate sulle isole Azzorre e il Portogallo continentale, evidenziando vini unici e varietà autoctone.
  • Un focus particolare è dedicato alla viticoltura sostenibile e ai progetti di rinascita nelle regioni vinicole delle Azzorre, dell’Alentejo e del Douro.

La Versione di Gunter nasce come progetto di selezione dove il vino è inteso come esperienza, come racconto, come viaggio. Al centro c’è l’idea che ogni bottiglia sia espressione e unione tanto di un territorio quanto dellavoro di un uomo, connubio che crea una storia da narrare e condividere. Un e-commerce esperienziale, dove alle etichette selezionate si affiancano reportage di viaggio, immagini e approfondimenti sui luoghi di origine.

Criteri di selezione che includono di agricoltura biologica e biodinamica, assenza di irrigazione, tutela delle varietà autoctone e valorizzazione di territori marginali. L’attenzione è rivolta a cantine poco conosciute, produzioni limitate e aree vinicole emergenti, con l’obiettivo di offrire una lettura alternativa del panorama enologico.

L’UOMO DIETRO AL PROGETTO

Un amore per il vino sbocciato nel 2007 grazie ad un Puligny-Montrachet del 1993. Da lì Gunter inizia il suo personale percorso fatto di viaggi, incontri, degustazioni e confronti. Dialoghi con sommelier, chef, viticoltori, produttori e distributori che lo fanno entrare in contatto con grandi maison e piccole cantine sconosciute.

Una strada fatta di ascolto, osservazione e studio che lo porta nel tempo a costruire la sua cantina personale, ricca di più di 7 mila bottiglie. Nel 2020, a 36 anni, Gunter inaugura il suo progetto, forte del desiderio di condividere la sua esperienza e dedicarsi a raccontare il vino in ogni sua sfaccettatura. L’obiettivo è far emergere l’eccellenza che si cela nelle piccole realtà, rivolgendosi a chi, come lui, cerca emozione e sorpresa.

I VINI DELLA SELEZIONE
La Versione di Gunter un progetto tra vini rari e territori emergenti (2)

La Versione di Gunter ha presentato a Milano le proprie esperienze nelle Azzorre – Madeira, Porto Santo, Pico – e nel Portogallo Continentale – Alentejo e Douro. Vino come strumento di connessione tra luoghi, culture e comunità in cui il territorio è il vero protagonista. Ne risulta un quadro variegato. Vini che senza ombra di dubbio raccontano i territori di provenienza, sia in senso geografico che culturale.

Sono soprattutto i bianchi delle isole a emergere e cogliere l’attenzione, tanto al naso quanto al palato. Chi più fresco e chi più strutturato raccontano di oceano, di sabbie e di vulcani. Decisamente più seduti i rossi, forse un po’ troppo “distanti” dal palato e dalle aspettative del winelover italiano.

ISOLE DELL’ATLANTICO: PICO, MADEIRA E PORTO SANTO

Uno dei percorsi centrali del progetto attraversa le isole atlantiche portoghesi, territori estremi dove la viticoltura si confronta con condizioni ambientali complesse. Sull’isola di Pico, nelle Azzorre, i vigneti storici crescono tra rocce vulcaniche e muretti in pietra, lavorati ancora a mano che li proteggono dai venti oceanici.

Le produzioni sono spesso biologiche o biodinamiche, con rese contenute. Le varietà autoctone, come Arinto dos Açores e Terrantez do Pico, danno origine a vini caratterizzati da forte mineralità, sapidità e profili aromatici complessi. Dopo la crisi causata dalla fillossera, la viticoltura locale ha trovato continuità anche grazie a varietà resistenti come Isabella.

A Madeira la vite è coltivata su pendii terrazzati di origine vulcanica, con il sistema tradizionale della latada (un tipo di pergola). Le varietà come Sercial dos Villões e Tinta Negra sono alla base di vini noti per la loro profondità aromatica. Il clima oceanico, con precipitazioni elevate, e le pratiche agricole sostenibili contribuiscono a definire uno stile riconoscibile, legato alla tradizione dell’isola. Porto Santo rappresenta invece la realtà più arida.

Il paesaggio è caratterizzato dai suoli calcarei di origine marina e la viticoltura “oceanica”, con viti basse per difenderle dai forti venti atlatici dal vento. Le varietà autoctone Caracol e Listrão, nota anche come Palomino Fino, rimandano a legami storici con le Canarie e Jerez. I vini prodotti esprimono freschezza, sapidità e richiami agrumati, con una forte impronta marina.

PORTOGALLO CONTINENTALE: ALENTEJO E DOURO

Seconda tappa del viaggio è Il Portogallo continentale, tra Alentejo e Douro, due aree centrali nella rilettura contemporanea del vino portoghese. In Alentejo, il progetto Fitapreta, guidato da António Maçanita, è uno degli esempi di rinascita vitivinicola. António lavora sul recupero di varietà autoctone e pratiche storiche, con un approccio biologico e sostenibile. La produzione comprende bianchi come Arinto e Fernão Pires e rossi basati su Alicante Bouschet e Touriga Nacional.

Un lavoro di recupero storico focalizzato non solo sui vigneti ma anche sui beni storico-architettonici di Évora. Nel Douro la regione si presenta frammentata e ricca di micro-terroir, la ricerca si concentra così sulla selezione di parcelle e varietà. I vini nascono da un approccio non interventista, orientato a restituire l’identità e le note del sotto-terroir selezionato.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI WINEMAG!