IN BREVE
- Brunello di Montalcino e Alta Langa condividono una visione produttiva incentrata sul lungo affinamento.
- Banfi, pur essendo toscana, è tra i fondatori del Consorzio Alta Langa e produce spumanti di alta qualità a Strevi.
- Banfi Piemonte utilizza uve da circa 50 ettari della zona per garantire risultati ottimali anche in annate difficili.
- La cantina produce circa 90 mila bottiglie di Cuvée Aurora e ha l’obiettivo di incrementare la produzione per raggiungere nuovi mercati.
- L’Alta Langa Docg 2013 100 mesi è una chicca da non perdere: sul mercato ad aprile 2026, avrà un costo attorno ai 100 euro.
A pensarci bene, Brunello di Montalcino e Alta Langa non hanno “ricette” poi così diverse. In entrambi i casi il tempo è una variabile centrale, imprescindibile. Non un dettaglio accessorio. Lunghi affinamenti. Attese obbligate prima dell’immissione sul mercato. Una visione produttiva che privilegia la maturazione del vino negli anni, più che l’immediatezza del risultato. Vini frutto di visioni comuni, ben più tangibili del colore che li differenzia. Ad ogni “puff” del tappo a fungo che racchiude gli Alta Langa Docg di Banfi – dalla disinvolta Cuvée Aurora 30 mesi alle etichette dimenticate sui lieviti, anche 100 mesi – la distanza tra Montalcino e Strevi si assottiglia sulla mappa.
Già, Strevi. Provincia di Alessandria. Zona nord occidentale della denominazione spumantistica langarola. Un borghetto di poco meno di 2 mila abitanti. In uno dei fazzoletti di Piemonte in cui si respira quel mix – virtuoso – d’aria sabauda, ligure ed oltrepadana. Se una a tratti prevale sull’altra, è solo colpa del vento.
BANFI A STREVI, REGNO DELL’ALTA LANGA CUVéE AURORA
Il cartello con la scritta “Banfi”, bianco sul blu, campeggia all’esterno di un elegante edificio di fine Ottocento, al 76 di via Vittorio Veneto. Dal 1979. Per qualcuno è ancora oggi una sorpresa trovare il logo della cantina toscana – nota per i suoi Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Supertuscan – a Strevi. Non tutti sanno che i toscani di Banfi sono tra i fondatori del Consorzio Alta Langa, nel 2001. Unici “forestieri”, tra i 7 pionieri.
Alle spalle del muro oggi tinteggiato rosa salmone, a cui è appesa l’insegna della cantina montalcinese, si è sempre fatto vino. Con un altro nome. I patron di Banfi, i fratelli John ed Harry Mariani, hanno rilevato la storica Casa Vinicola Fratelli Bruzzone alla fine degli anni Settanta. Trasformandola nel loro regno dell’Alta Langa, dopo i primi spumanti ottenuti da uve piemontesi e lombarde storicamente prodotti nella zona, come Moscato e Brachetto. È nato qui anche Banfi Brut, iconico metodo classico Piemonte Doc di Banfi dall’etichetta giallo oro. Una cuvée di Pinot Nero e Chardonnay prodotta ancora oggi dal 1990, antesignana dell’Alta Langa con i suoi 30 mesi sui lieviti.
DA CASA VINICOLA BRUZZONE A BANFI PIEMONTE
La scelta, sin dagli esordi, è stata quella di non acquistare alcun vigneto. «Le uve – spiega l’enologo veterano di Banfi Piemonte, Antonio Massucco – provengono da conferitori storici, individuati a Strevi e nei comuni limitrofi ricompresi nel territorio della Docg per la qualità del raccolto. Poter attingere da circa 50 ettari, in zone ed altitudini diverse, ci consente di ottenere sempre ottimi risultati per le nostre basi spumante, anche in annate complicate».
Nei locali sotterranei, ristrutturati a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, avvengono tutte le fasi di produzione successive alla vinificazione, effettuata nello stabilimento Banfi di Novi Ligure (dove il re indiscusso è il Gavi Docg). Accanto alla moderna linea di imbottigliamento e alle pupitres, ecco alcuni attrezzi di fine Ottocento, gelosamente conservati e molto apprezzati da enoturisti e visitatori della cantina. Circa 90 mila le bottiglie di Alta Langa Cuvée Aurora prodotte ogni anno, tra le varie tipologie (tra cui Blanc de Blancs, Rosé e Blanc de Noirs).
«Una cifra che ci colloca tra le prime 8 aziende produttrici della denominazione – sottolinea Jgor Marini, global wine ambassador di Banfi – ma il progetto è quello di incrementare la quantità, mantenendo alta la qualità. L’obiettivo è far conoscere sempre più il nostro Alta Langa in territori dove la presenza non è ancora consolidata, in Italia come all’estero». Del resto, la gamma è ampia e costruita per accontentare trasversalmente il pubblico, dagli appassionati di bollicine agli esperti.
IL PASSATO DI BANFI RACCONTA IL PRESENTE: L’ASSAGGIO DI CUVéE AURORA 1997
A confermare quanto Banfi faccia sul serio in Piemonte, con l’Alta Langa, sin dagli esordi, è l’assaggio di alcuni vecchi millesimi. Su tutti, il primo. Cuvée Aurora 1997, col suo vestito giallo dorato e il perlage ancora energico, è un metodo classico che pare immaginato per durare nel tempo. Un vero e proprio inno al rigido disciplinare dell’Alta Langa, punto di forza e faro distintivo della denominazione nel mare magnum della spumantistica italiana ed internazionale (per rendersene conto basti considerare la fatica immane del Cava spagnolo a imporsi come metodo classico di qualità, scansandosi dal paragone col Prosecco per la “gestazione” di soli 9 mesi varata dal Consejo regulador per i vini base di gamma).
Ci vorrebbe più tempo per apprezzarne profumi e sapori, dopo tanti anni rinchiusa in magnum. Ma il giro di lancette a disposizione consente solo di valutare Cuvée Aurora 1997 in pigiama. Appena scesa dal letto. Dopo quasi 30 anni di riposo. Senza trucco e senza inganno. Le note sono quelle classiche di un classico (metodo) arrivato alla punta massima dell’evoluzione, tra umami e ricordi di porcini. Eppure il frutto giallo, esotico, scalpita ancora, sul fondo, per farsi notare. La freschezza non manca. E la tinta sapida che contraddistingue tutti gli Alta Langa di Banfi, specie nel finale e nel retro olfattivo, è ancora lì a dire che sotto al pigiama c’è sostanza e materia intatta. Su un risotto allo zafferano, questo spumante piemontese farebbe ancora un figurone.
ALTA LANGA DOCG 2013 100 MESI: IL NUOVO GIOIELLO DI BANFI PIEMONTE, IN ANTEPRIMA
Da un’annata ormai non più disponibile sul mercato a una che sta per fare il suo esordio. L’Alta Langa Docg 2013 100 mesi di Banfi Piemonte – prodotto solo in un migliaio di magnum, disponibili da aprile 2026, degorgement avvenuto a novembre – è da annoverare tra gli spumanti italiani da lungo affinamento dal miglior rapporto qualità prezzo. Il costo si aggirerà attorno ai 100 euro. Si tratta di una cuvée in cui il Pinot Nero prende ancor più il sopravvento sullo Chardonnay, rispetto al consueto 70-30 che contraddistingue la produzione.
La percentuale di Noir sale infatti all’85%, spiegando intrinsecamente il senso di una così lunga evoluzione. Gli Alta Langa, ottenuti da Pinot Nero cresciuto a quote relativamente elevate e su terre bianche, ha molto più bisogno di maturare sui lieviti rispetto a quello di altre denominazioni italiane che utilizzano lo stesso vitigno.
L’anteprima del 100 mesi millesimo 2013 è un altro inno alla gloria del rigido disciplinare della Docg piemontese. Qualcosa senza cui l’Alta Langa non sarebbe l’Alta Langa, ma uno spumante qualunque, impegnato a rincorrere il mercato. E senza cui Banfi non sarebbe anche Banfi Piemonte. In quella Strevi così lontana eppure così vicina a Montalcino, chiudendo gli occhi. E riaprendoli su una visione. Realtà al quadrato.






