IN BREVE
- Fivi Treviso esprime rammarico per l’esclusione dei Consorzi Conegliano Valdobbiadene e Asolo Prosecco come tedofori nelle Olimpiadi Milano Cortina.
- La decisione è vista come incoerente con i valori olimpici di unità e condivisione, considerando il contesto locale.
- Fivi Treviso sottolinea la necessità di rappresentanza e coerenza istituzionale nella scelta dei tedofori.
- L’operazione avrebbe richiesto un confronto con il Consorzio ospitante per evitare fraintendimenti e tensioni.
- Nel comunicato si auspica maggiore consapevolezza e collaborazione in future iniziative di rilevanza nazionale e internazionale.
La Delegazione Fivi Treviso esprime «forte rammarico» per la scelta di escludere, nel ruolo di tedofori, i rappresentanti dei Consorzi Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e Asolo Prosecco DOCG. Questi sono territori direttamente coinvolti dagli eventi delle Olimpiadi Milano Cortina. Secondo Fivi Treviso, la decisione appare incoerente rispetto al contesto locale. Inoltre, risulta incoerente alle denominazioni interessate dal passaggio della fiamma olimpica.
TEDOFORI E CONSORZI: LA POSIZIONE DI FIVI TREVISO
Nel testo diffuso dalla delegazione si sottolinea come la presenza del solo Presidente del Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, Giancarlo Guidolin, quale tedoforo in un’area considerata «cuore storico, simbolico e identitario» del Conegliano Valdobbiadene DOCG venga interpretata come «una decisione poco coerente con i valori che il movimento olimpico intende rappresentare: unità, condivisione e spirito di squadra». In particolare, la delegazione evidenzia la mancata rappresentanza di tutti i territori coinvolti.
Fivi Treviso richiama inoltre la natura istituzionale delle scelte legate al percorso della fiamma e all’individuazione dei tedofori. Questo, si legge, dovrebbe basarsi su criteri di «rappresentanza e coerenza istituzionale».
CONEGLIANO VALDOBBIADENE DOCG, ASOLO PROSECCO DOCG E PROSECCO DOC: EQUILIBRI TERRITORIALI
Nel comunicato si evidenzia che la decisione avrebbe richiesto un confronto preventivo con il Consorzio ospitante e con le realtà produttive locali. Questo confronto avrebbe evitato «fraintendimenti e tensioni del tutto evitabili».
La scelta viene definita «inopportuna e priva della necessaria sensibilità istituzionale» da parte di numerosi operatori del territorio. Questo soprattutto in un contesto che – secondo la delegazione – è caratterizzato da «equilibri storici ben definiti». Infine, vi è una chiara distinzione tra le denominazioni.
Fivi Treviso aggiunge che il ruolo di tedoforo «avrebbe potuto essere svolto in altri contesti territoriali», evitando sovrapposizioni simboliche e criticità relazionali.
FIAMMA OLIMPICA E SPIRITO DI SQUADRA: LA RICHIESTA DI DIALOGO
La delegazione richiama infine il significato del tedoforo come simbolo di pace e unione. Sottolinea che tale valore rischia di indebolirsi «quando vengono meno il dialogo, il rispetto dei territori e la condivisione delle scelte».
Nel testo si ribadisce la necessità di rapporti basati su «trasparenza, rispetto reciproco e correttezza istituzionale», soprattutto in occasione di appuntamenti di rilevanza nazionale e internazionale. Inoltre, si ricorda che la promozione del vino italiano passa anche attraverso comportamenti capaci di valorizzare le specificità territoriali «senza alimentare divisioni».
La chiusura del comunicato è affidata a un auspicio: «Che l’episodio possa diventare un momento di riflessione e che, in futuro, iniziative di questo rilievo vengano affrontate con maggiore consapevolezza e con un autentico spirito di collaborazione».






