IN BREVE
- La cucina resta il cuore della casa, ma le abitudini alimentari stanno cambiando secondo una ricerca IKEA condotta su oltre 31.000 persone.
- Meno della metà delle persone cena a tavola, molti preferiscono il divano o il letto; oltre un terzo degli italiani vorrebbe mangiare più spesso con altri.
- La cena si svolge in media alle 18:44 e dura meno di 30 minuti, mentre l’uso di schermi è comune durante i pasti.
- Solo il 29% è soddisfatto della propria cucina, evidenziando la necessità di spazi multifunzionali e soluzioni organizzative.
- Nonostante le difficoltà, il pasto rimane un momento significativo per la connessione e la qualità della vita, secondo il report IKEA.
La cucina resta il cuore della casa, ma il modo di vivere il pasto sta cambiando. Lo rileva una ricerca globale IKEA condotta da YouGov su 31.689 persone in 31 mercati tra agosto e settembre 2025. Il report, finalizzato a gennaio 2026, analizza dove, quando e con chi si mangia oggi, restituendo l’immagine di abitudini più fluide, tempi ridotti e spazi domestici sempre più ibridi.
Meno della metà degli intervistati (44%) dichiara di cenare abitualmente a tavola. Il 18% preferisce il divano, il 4% il letto e un altro 4% mangia in cucina, ma in piedi. Circa una persona su quattro afferma di non avere un posto dedicato ai pasti. Nel Regno Unito la probabilità di non possedere un tavolo da pranzo è quasi tre volte superiore rispetto alla media globale. Negli Stati Uniti e in Ungheria cresce la tendenza a consumare i pasti a letto.
COME CAMBIA IL MOMENTO DELLA CENA
La cena resta il pasto più condiviso, ma si accorcia e si adatta ai ritmi quotidiani. A livello globale si cena in media alle 18:44, con differenze marcate: in Spagna alle 20:54, in Finlandia alle 17:17. Per la maggior parte delle persone dura meno di 30 minuti. Gli schermi sono parte integrante del pasto. Il 77% non pone limiti all’uso dei dispositivi elettronici mentre mangia. Il 54% guarda la TV quando il pasto non è condiviso, il 40% lo fa anche in compagnia. Fare altro mentre si mangia è diventato la norma.
«Nonostante la valenza emotiva del cibo, la consuetudine di condividere i pasti viene messa alla prova – afferma Lorena Lourido Gomez, Global Food Manager presso IKEA Retail (Gruppo Ingka) –. Gli impegni quotidiani, gli spazi abitativi ridotti e differenti priorità fanno sì che sia più difficile ritrovarsi nello stesso posto, alla stessa ora».
CONNESSIONE CERCASI TRA GIOVANI E FAMIGLIE
Il 60% degli intervistati considera importanti i momenti di connessione vissuti a tavola. Tuttavia, tra Gen Z e Millennials emergono ostacoli organizzativi. Il 38% della Gen Z e il 33% dei Millennials indica la mancanza di tempo come principale difficoltà nel cucinare a casa durante la settimana. Chi vive con bambini e in contesti urbani segnala limiti di spazio e dotazioni inadeguate.
«Nel complesso, questi dati evidenziano come la vita moderna stia trasformando uno dei rituali più radicati delle nostre vite – prosegue Lourido Gomez –. Riflettono una crescente preoccupazione per la solitudine e le distrazioni digitali, nonostante il 60% degli intervistati affermi di considerare importanti i momenti di connessione vissuti a tavola. È evidente che il cibo resti uno dei linguaggi d’amore più potenti nelle diverse culture».
CUCINE SOTTO PRESSIONE
Solo il 29% delle persone si dichiara soddisfatto della propria cucina come spazio fisico. Le principali criticità riguardano la mancanza di soluzioni per organizzare gli oggetti (25%) e di superfici d’appoggio (25%). Il 56% della Gen Z afferma di non avere una cucina in linea con il proprio stile di vita. Gli ambienti domestici diventano multifunzionali. Zona pranzo, soggiorno e spazio di lavoro si sovrappongono. L’informalità si consolida come modello prevalente.
«Il modo in cui viviamo le nostre cucine sta cambiando. Questi spazi non vengono più usati esclusivamente per cucinare, ma anche per riunirsi, stare insieme e creare ricordi – dichiara Nanette Weisdal, Range Manager per l’area Cucina ed elettrodomestici presso Inter IKEA Group –. Sappiamo che ogni centimetro conta, per questo ci siamo concentrati su soluzioni che consentano di sfruttare al meglio lo spazio disponibile, senza rinunciare a un’atmosfera accogliente e a un ambiente ricco di personalità».
LA NUOVA CENA DEGLI ITALIANI
Anche in Italia la cena cambia forma. Una persona su tre dichiara di mangiare abitualmente in più di un luogo della casa. Il soggiorno è la prima scelta per oltre il 40%, seguito dalla cucina e da altri ambienti. Durante la settimana, per una quota significativa di italiani, la cena dura meno di 30 minuti. Solo una minoranza supera i 45. Più della metà guarda la televisione mentre mangia. Smartphone e dispositivi digitali sono diffusi anche durante i pasti condivisi.
Crescono le cene in solitudine. Oltre un terzo degli italiani vorrebbe mangiare più spesso insieme alle persone con cui vive, ma orari di lavoro e studio rendono difficile conciliare gli impegni. Nonostante questo, la maggioranza associa il mangiare a casa a benessere e qualità della vita. La ricerca conferma che il pasto resta un momento carico di significato, anche quando è breve o accompagnato dagli schermi. La cucina e la tavola si trasformano, ma continuano a rappresentare uno spazio di relazione e identità nella vita domestica.






