Zucchero nel vino in Oltrepò pavese: operazione alla Prago Testori

SANTA MARIA DELLA VERSA – Pinot grigio taroccato in Oltrepò pavese. Nel mirino dei Nas di Cremona l’Azienda agricola Prago di Testori Giuseppe e Fratelli SS di Santa Maria della Versa (PV).

Emergono a distanza di giorni i dettagli sull’ennesimo caso di contraffazione di vino in Oltrepò pavese. Tra questi, il più importante: il nome dell’azienda coinvolta nello scandalo.

A inchiodare “Prago – viticoltori dal 1922” sono state le analisi effettuate sui campioni di Pinot grigio prelevati in cantina. E’ stata così provata l’addizione di zucchero, di varie tipologie e origini.

Tra le altre irregolarità al vaglio da parte dei militari del Nucleo anti sofisticazioni alimentari di Cremona, ci sarebbe anche l’annata di alcune partite di vino. La data riportata non coinciderebbe con quella della vendemmia.

I titolari dell’azienda dovranno rispondere dell’accusa di frode in commercio e contraffazione delle indicazioni geografiche e di origine. Pare infatti che non siano stati in grado di documentare la provenienza di parte del Pinot grigio posto sotto sequestro.

Un elemento che metterebbe in dubbio quanto invece scritto in etichetta: Igt Provincia di Pavia.

Il blitz dei Nas di Cremona rientra in una vasta operazione condotta sul territorio nazionale, coordinata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta, con il supporto degli ispettori dell’Icqrf e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Il Gip del Tribunale di Napoli Nord ha emesso 9 misure cautelari personali, di cui 4 arresti domiciliari e 5 obblighi di presentazione in commissariato.

Sono stati posti sotto sequestro preventivo beni immobili, rapporti finanziari e partecipazioni societarie per oltre 12 milioni di euro.

I soggetti destinatari dell’ordinanza sono “gravemente indiziati di aver costituito e fatto parte di un’associazione per delinquere, con base operativa in provincia di Napoli, attiva nella commissione di plurimi reati tributari nonché nell’immissione illecita nel mercato nazionale di partite di zucchero, soprattutto di origine serba e slovena”.

Lo zucchero veniva commercializzato da una società con sede a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. A Carinaro, nei pressi di Caserta, avveniva la vendita in nero a numerosi operatori nazionali del settore vitivinicolo, per la sofisticazione dei loro prodotti.

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