Wine South America: Vinitaly sbarca in Brasile a settembre

Si chiama Wine South America la versione “carioca” di Vinitaly. L’edizione d’esordio in Brasile è in programma dal 26 al 29 settembre 2018 a Bento Gonçalves, nello stato di Rio Grande do Sul.

Veronafiere lancia così il nuovo salone del vino dedicato al mercato dell’America latina. Forte dei dati sull’export di vino italiano in Brasile, che nel 2017 ha raggiunto quota 325 milioni di euro (+27,6%).

In particolare, a organizzare Wine South America è la controllata Veronafiere do Brasil. Duecentocinquanta gli espositori previsti tra cantine, esportatori, distributori, rappresentanti, produttori di macchinari per la vitivinicoltura, accessori per il consumo e aziende fornitrici di servizi specializzati.

Ma non si parlerà solo di vino. Saranno infatti presenti anche spazi riservati all’olio di oliva e ad uno dei prodotti simbolo del Sudamerica: il caffè. I principali paesi partecipanti saranno Italia e Brasile, con Argentina, Cile, Uruguay, Portogallo, Francia, Germania, Spagna, Nuova Zelanda, Sudafrica, Stati Uniti, Australia e Slovenia.

Insomma: mentre ProWein – l’International Trade Fair for Wines and Spirits di Dusseldorf – guarda all’Asia e alla Cina per le sue “trasferte” (Singapore e Shanghai, per l’esattezza), Veronafiere punta sull’altro mercato in forte crescita per i vini italiani: il Sud America.

Oltre agli incontri B2B, Wine South America ha in calendario eventi di presentazione di nuove tecnologie, degustazioni enogastronomiche e cooking show di prodotti regionali.

Il teatro sarà quello di una moderna struttura, riferimento per l’intero Sud America: il Parque de Eventos – noto anche come Eventspark o Fundaparque – un’area di oltre 57 mila metri quadrati con eliporto e parcheggio per 2.500 veicoli.

“OPPORTUNITA’ PER NUOVI MERCATI”
“Per le aziende italiane – evidenzia Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – Wine South America rappresenta l’opportunità di aprire o espandere a tutta l’America latina i propri mercati”.

Secondo un’analisi Vinitaly / Nomisma Wine Monitor, infatti, le esportazioni italiane di vino in Brasile sono tornate a crescere in maniera consistente nel 2017, con un incremento del 27,6%, a 325 milioni di euro.

Con gli sparkling, che sebbene rappresentino una quota ancora bassa dei consumi (8,3% a valore), volano a +42,5 per cento. L’Italia è il quinto player in Brasile, inondato da vino proveniente da Cile, Argentina, Portogallo e Francia.

In questo contesto, l’export italiano cresce bene. E lo scorso anno ha fatto un balzo a +48,6% (+59,4% gli spumanti) per un valore che sfiorato i 35 milioni di euro e un market share del 10,6 per cento.

“Con Wine South America – continua Danese – Veronafiere prosegue nell’espansione della propria rete di promozione internazionale legata al brand di Vinitaly. Siamo in Brasile già dal 2011 con tre eventi dedicati al settore del marmo, della meccanica e delle costruzioni e questo nuovo appuntamento completa e rafforza la nostra presenza in un’area strategica, porta di accesso a tutto il Sudamerica”.

Il Brasile ha una popolazione in crescita, che supera i 200 milioni di abitanti.

Il consumo pro capite di vino è molto basso (pari a 1,97 litri, contro i 31 litri dell’Italia o i 45 della Francia): tutte condizioni che indicherebbero “un grande mercato potenziale”.

“La domanda di vino ha risentito solo parzialmente dei problemi politico-finanziari del biennio 2015-2016 – sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – e oggi il Brasile si presenta, al pari di altri buyer sudamericani presenti all’evento, come una piazza strategica per il nostro export”.

Del resto, il Pil verdeoro è previsto in crescita del 2% annuo da qui al 2022. Con la relativa discesa dell’inflazione e della disoccupazione. “Attendiamo una buona crescita delle importazioni a partire dal 2018”, conclude Mantovani.

Per quanto riguarda la filiera vitivinicola nazionale, il Brasile conta 80 mila ettari coltivati a vigneto e 1.100 aziende produttrici, concentrate per il 90% nello Stato di Rio Grande do Sul.

Le principali varietà impiantate sono Chardonnay, Moscato Bianco, Riesling Italico, Trebbiano, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero, Tannat e Cabernet Franc, la maggior parte introdotte da immigrati italiani, di cui quasi 60 mila sono quelli di origini venete.

Di seguito la testimonianza di Maurizio Galimberti, collaboratore di vinialsuper e importatore di vini italiani in Sud America, più esattamente a Panama.

http://www.vinialsupermercato.it/maurizio-galimberti-porto-vino-italiano-sud-america/

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